Posts tagged ‘louisiana’

novembre 1, 2010

Report: il mare nero.

settembre 19, 2010

Un’immensa moria di pesci nel Golfo del Messico.

Questo scempio di pesci (immagine a lato) che sembra uno stradone asfaltato pieno di crepe, molto probabilmente è stato causato dalla perdita di petrolio della Deepwater Horizon.

Centinaia di migliaia di pesci morti affiorati sulle acque di Bayou Chaland, nella contea di Plaquemines Parish, Louisiana, uno dei primi tratti di coste investiti lo scorso aprile dal petrolio della Deepwater Horizon.    

La guardia costiera ha avvistato questa carneficina già una settimana fa. Salmoni, trote, granchi, scorfani, gamberi e anguille d’acqua dolce, ma anche un cucciolo di balena. E’ il quarto mammifero marino morto nelle acque nere del Golfo del Messico in quattro mesi senza che se ne conosca la vera causa. 

Secondo i biologi se la moria dei pesci ha che fare con la marea nera è ancora da verificare, ma l’ipotesi più credibile è che i pesci siano rimasti intrappolati nella bassa marea con poco ossigeno a disposizione e nel Golf, secondo un rapporto dell’Environmental Protection Agency e Atmospheric Administration, la quantità di ossigeno è diminuita del 20%. Il sospetto è che possa ricollegarsi al petrolio riversato in mare dalla piattaforma petrolifera della Bp, ma non ci sono certezze. I danni ambientali accertati sino ad oggi sono inferiori alle previsioni, anche se tutti gli scienziati avvertono che bisognerà aspettare del tempo per valutae bene cosa sià in realtà successo, specie in fondo al mare.

giugno 28, 2010

Marea nera: arriva la tempesta Alex

Mentre qualcuno sospetta che piova petrolio sulla Louisiana, BP decide che la situazione si sta facendo troppo pericolosa a causa dell’arrivo dell’uragano Alex, che ha abbandonato la classe di tempesta tropicale un giorno fa. Il timore, avanzato solo qualche mese fa, è divenuto maledettamente concreto. Dunque resta nelle acque del Golfo solo il personale giudicato:”essenziale”. Il resto è stato mandato a casa: evacuate anche le piattaforme di estrazione della Shell. L’incognita meteorologica, dunque, a complicare le operazioni di gestione e controllo della paurosa fuoriuscita di petrolio nel pozzo a 1500 metri di profondità dopo l’esplosione dello scorso 20 aprile della piattaforma di estrazione Deepwater Horizon della Bp nel mezzo del Golfo del Messico.

Siamo nell’Atlantico durante la stagione degli uragani e il timore è che le operazioni per il recupero del greggio possano essere bruscamente interrotte causa maltempo. Si stima che le perdite siano tra i 60mila e i 100mila barili al giorno. Le operazioni di recupero a malapena ne fanno portare in superficie e stivare nelle navi circa 16mila barili al giorno, pochi certo, ma almeno qualcosa viene tolto alle acque.

Alex è la prima tempesta, poi caricatasi fino a diventare uragano di quella che potrebbe essere la feroce stagione degli uragani nell’Atlantico. Si è formato nei Caraibi sabato scorso e ha proseguito il suo cammino rinforzandosi. Le prime dichiarazioni di BP hanno chiarito che nonostante il maltempo non c’è l’intenzione di sospendere le operazioni di recupero del greggio. La gente teme ora che i forti venti e le mareggiate possano spingere la chiazza di petrolio tra le baie, estuari e le spiagge ancora incontaminate. Ora i meteorologi pregano che la tempesta si sposti verso la Florida.

giugno 25, 2010

In Louisiana piove petrolio.

Da qualche ora il video segnalato in alto sta facendo il giro del web: pioverebbe petrolio in Louisiana. Infatti dalle pozzanghere, residuo delle recenti piogge, restano delle macchie oleose. Se sia bufala o meno, sarà il tempo a dirlo. Se sia una forma di pressione degli abitanti della Louisiana presto lo sapremo. Intanto chi le ha filmate avanza l’ipotesi che la pioggia sia sporca a causa del solvente corexit che avrebbe certamente contribuito a diluire il greggio ma favorendone la sua immissione nel ciclo dell’acqua. Di fatto però sembra che nessuno abbia ancora pensato a far analizzare quest’acqua piovana.

L’allarme era stato lanciato già qualche giorno fa dal Tg di News3 Channel. (dopo il salto il video). Le denunce dei contadini sono chiare: le prime piogge del dopo disastro della fuoriuscita di petrolio dal pozzo distrutto dall’esplosione della Deepwater Horizon della BP, il 20 aprile scorso, erano sporche e già contenevano una non specificata (e neanche analizzata sembra) sostanza oleosa.

Mag 27, 2010

Marea nera: finalmente si è fermata.

Grazie all’operazione ‘Top Kill’, in corso nel Golfo del Messico per sigillare il pozzo petrolifero della Bp, la fuoriuscita di greggio si è per il momento fermata. Lo ha detto l’Ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento, precisando però che è troppo presto ancora per cantare vittoria.

Alla tv della Lousiana WWL, Allen ha indicato che “hanno fermato il flusso di idrocarburi, sono stati in grado di stabilizzare la testa del pozzo e stanno immettendo fanghi” nel pozzo con forte pressione. Se l’operazione andrà in porto dopo i fanghi, la Bp intende immettere cemento per chiudere definitivamente il pozzo che ha provocato una delle maree nere più devastanti della Storia.

Oggi verrà resa pubblica la nuova stima sul livello della perdita prima dell’inizio dell’operazione Top Kill. Secondo Bp il flusso era di 5.000 barili di petrolio al giorno ma studi indipendenti parlano di quantità molto maggiori.

Mag 8, 2010

Marea nera: arrivano gli U2.

 

marea nera: arrivano gli U2

Lentamente tutti i timori stanno diventando realtà: la marea nera causata dal disastro della Deepwater Horizon ha toccato le coste delle isole Chandeleur, in Louisiana.

A vigilare sulla situazione ci sono due enti governativi, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la più famosa NASA. Quest’ultima, su richiesta della prima, si sta dando da fare per monitorare l’espansione della macchia nera.

Tra gli interventi messi in atto dalla NASA c’è l’invio sui cieli del Golfo del Messico di aerei ER-2, veivoli da ricognizione derivati dai famosi U2 in grado di volare a 70.000 piedi e di scattare foto ad altissima risoluzione.(http://www.ecoblog.it/)

Mag 2, 2010

MAREA NERA: LA CHIAZZA SI E’ TRIPLICATA

MAREA NERA:  LA CHIAZZA SI E  TRIPLICATA

(AGI)  – Barack Obama arriva oggi in visita nella regione del Golfo del Messico investita dalla marea nera che rischia di provocare il piu’ grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti. Le ultime notizie non sono confortanti: l’estensione della macchia fuoriuscita dalla piattaforma Deepwater Horizon si e’ triplicata, ora e’ lunga 130 miglia e larga 70, e i venti hanno reso inevitabile il suo arrivo sulle coste della Louisiana. In tutto si stima che siano finiti in mare piu’ di sei milioni di litri di greggio. Inoltre un esperto ha evocato la possibilita’ che la marea nera possa lasciare il Golfo e arrivare in Atlantico.
  L’arrivo del presidente americano e’ atteso per le 11, le 17 in Italia e punta a fugare il timore che l’Amministrazione si stia muovendo in ritardo, come era avvenuto a suo tempo con George W. Bush nella stessa Louisiana quando ci fu l’uragano Katrina. La marea nera “minaccia del nostre coste, la nostra cultura e il nostro modo di vita”, ha affermato il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, un repubblicano emergente che potrebbe sfidare Obama nel 2102: “Sono stanco di aspettare che Bp tiri fuori un piano e che la Guardia Costiera lo approvi”.
  Il programma del viaggio di Obama nel Golfo e’ stato studiato proprio per evitare un bis di Bush nel 2005, quando si limito’ a sorvolare con l’Air Force le aree colpite dall’uragano. Oltre alla Luisiana, e’ stato proclamato lo stato d’emergenza anche in Florida e Alabama. (AGI)

Mag 1, 2010

La musica ci salverà?

Mag 1, 2010

La marea nera provoca un disastro ambientale.

Dopo la Louisiana, la Florida e l’Alabama, anche il Mississipi ha decretato lo stato d’emergenza di fronte alla minaccia della marea nera del petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, che minaccia sempre più da vicino le sue coste. «Questa fuga di petrolio rappresenta una grave minaccia per il nostro ambiente e la nostra economia», ha dichiarato il governatore dell’Alabama, Bob Riley, in una nota. Il suo omologo del Mississipi ha annunciato di aver proclamato lo stato di emergenza «per aiutare il governo locale e le agenzie federali a lavorare insieme con maggiore efficacia per contrastare questa gigantesca marea nera».
La British Petroleum intanto ha minimizzato e virtualmente escluso la possibilità di un incidente sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che invece, sprofondando nelle acque del Golfo del Messico, ha provocato una marea nera potenzialmente più grave di quella della Exxon Valdez. In un documento di 52 pagine del febbraio 2009, di cui l’Associated Press ha ottenuto copia, la BP indica a più riprese che è «improbabile o virtualmente impossibile» che un incidente sulla piattaforma, situata ad 80 chilometri dalla costa, possa provocare una marea nera o nuocere gravemente alle spiagge, pesci, mammiferi o alle attività di pesca nella regione.