Posts tagged ‘lotta partigiana’

aprile 19, 2020

REPUBBLICA PARTIGIANA DELL’OSSOLA (aspettando il 25 aprile)

Partigiani | Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola

Quarantatré giorni per costruire una pagina luminosa e folgorante della storia della Resistenza Italiana, conosciuta con il nome di Repubblica Partigiana dell’Ossola.
La Repubblica Partigiana dell’Ossola, pur con la sua breve durata, fu infatti un esperimento democratico in grado di stupire il mondo intero, poiché venne realizzato all’interno di un paese in guerra.
La Resistenza in Val d’Ossola iniziò dopo l’8 settembre 1943, con la nascita dei primi gruppi di antifascisti e protagonisti di rilievo come Ettore Tibaldi e Silvestro Curotti. Da questi ed altri nuclei si svilupparono le prime formazioni partigiane, tra cui la “Valdossola“, la “Valtoce“, la “Piave“, la “Beltrami” e la “Garibaldi“.
Sono innumerevoli gli episodi della guerra di liberazione che si alternarono in queste valli: l’insurrezione di Villadossola, le drammatiche pagine della deportazione, la battaglia di Megolo, i terribili rastrellamenti in Val Grande, il miracoloso salvataggio del Tunnel Ferroviario del Sempione.

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Episodi che narrano senza dubbio pagine ancora poco conosciute di un recente passato che culminò nella costituzione, il 10 settembre 1944, della Repubblica dell’Ossola. A differenza di altre repubbliche partigiane, la Repubblica dell’Ossola fu in grado, in poco più di un mese, di affrontare non solo le contingenze imposte dallo stato di guerra, ma anche di formare un’organizzazione articolata, perfino con l’istituzione di una Giunta Provvisoria di Governo.
Durante i seppur brevi “quaranta giorni di libertà“, raccontati magistralmente nell’omonimo sceneggiato televisivo di Leandro Castellani, personaggi illustri come Umberto TerraciniPiero Malvestiti e Gianfranco Contini collaborarono alla redazione di riforme ad orientamento democratico che sarebbero poi state d’ispirazione per la stesura della Costituzione Italiana.

Oggi alcuni di questi fondamentali tasselli sono raccolti nella Sala Storica della Repubblica dell’Ossola, situata all’interno del Municipio di Domodossola, vero e proprio simbolo di una pagina importantissima delle vicende nazionali legate alla Liberazione.

aprile 18, 2020

Lunga vita al 25 aprile.

di Beppe Sarno

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Alessandro Sallusti direttore del “Giornale”, pochi giorni fa ha dichiarato che “il ‘Virus ci ha liberato dalla retorica del 25 aprile’gli fa eco oggi Ignazio La Russa che vuole trasformare il 25 aprile in una festa dei  morti  di tutte le guerre e dei morti del coronavirus.

Condivido l’indignazione di molti ma non mi meraviglio.

Si è forse fatto qualcosa negli ultimi venti anni perchè questo non accadesse? la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione  è rimasta sulla carta; la legge Mancino risulta inapplicata e Casapoud agisce indisturbata sotto gli occhi di tutti. Per non parlare di Matteo Salvini.

il “Giornale” tramite il suo direttore figlio di un gerarca fascista aderente alla Repubblica di Salò fa apologia, tutto sotto la compiacente e silenziosa acquiescenza dei nostri governanti.

Per me è strano che Salludsti, La Russa e  personaggi della loro risma non abbiano fatto di più e peggio.

la verità è che del 25 aprile ormai interessa a pochi; l’antifascismo è diventata una bandiera logora e i cosiddetti democratici hanno perso il senso e la nozione di antifascismo. Siamo tutti antifascisti. A me sorge il sospetto che questi sedicenti paladini della democrazia antifascisti non lo siano mai stati. I decreti sicurezza di Salvini sono ancora lì pronti ad essere usati in caso di necessità.

Però il 25 aprile è vivo e va difeso perchè questa data ricorda che la guerra partigiana liberò l’Italia dal nazifascismo e per questa liberazione morirono migliaia di partigiani combattenti, nei  boschi, sulle montagne fucilati, impiccati, bruciati vivi, finiti di stenti.

E’ giusto indignarsi e difendere il 25 aprile da ogni contaminazione perchè i combattenti partigiani sacrificarono la loro vita per il trionfo di quegli ideali di libertà e di democrazia che la nuova repubblica scolpi nella nostra Carta Costituzionale.

“Brigata Garibaldi”, Corpo Volontari perla Libertà, Giustizia e Libertà, Brigate Matteotti composta da cittadini che spesso non avevano un’idea politica già formata, nè forse sapevano quale indirizzo politico avessero le formazioni a cui si aggregavano. tutti con l’unico  scopo di combattere per la libertà e per opporsi alla opposizione armata ai tedesco-fascisti.

Onorare la liberazione significa onorare e ricordare alle giovani generazioni tutti quei morti e tutti quelli che, sopravvissuti  tornarono dai boschi.

Grazie a questi per lo più sconosciuti eroi oggi possiamo sentirci un paese libero. Mai potrò condividere il 25 aprile con chi irridendo l’antifascismo vuole calpestare la democrazia e incoraggiare atteggiamenti falsamente unitari provando nostalgia per un regime che ha governato l’Italia con il terrore e l’odio.

Per questo falso atteggiamento unitario ci ha già pensato all’epoca Togliatti e per me basta.

 

dicembre 26, 2013

Partigiani sempre!

Condividiamo questa immagine in memoria di tutti i Natali trascorsi al freddo dai partigiani che hanno lottato per la nostra Libertà.

Buon Natale e W la Costituzione.

maggio 19, 2012

18 maggio 1944: “muore barbaramente assassinato Dante di Nanni”

18 maggio ricorre l’anniversario della morte di una figura storica dell’antifascismo italiano: quella di Dante Di Nanni, giovane m18 maggioilitante dei GAP torinesi, ucciso nel 1944, all’età di 19 anni, dalle truppe nazifasciste.

 

Figlio di genitori di origine pugliese, fin da giovanissimo comincia a lavorare nelle fabbriche cittadine, proseguendo gli studi alla scuola serale; allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nell’Areonautica, che abbandona subito dopo l’armistizio del 1943.
Rifugiatosi nelle montagne piemontesi, si unisce inizialmente ad un gruppo partigiano guidato da Ignazio Vian, per poi convergere nei GAP di Giovanni Pesce.
E’ il 17 maggio del ’44 quando Di Nanni, assieme ai compagni Giuseppe Bravin, Giovanni Pesce e Francesco Valentino, effettua un attacco ad una stazione radio che disturbava le comunicazioni di Radio Londra.
Prima dell’azione, il gruppo di Gappisti disarma i militari preposti alla difesa della stazione e decide di graziarli in cambio della promessa di non dare l’allarme; ma i nove soldati tradiscono l’accordo e, ad azione terminata, i quattro partigiani vengono sorpresi ed attaccati da un gruppo di nazifascisti.
Ne segue uno scontro a fuoco in cui Bravin e Valentino vengono feriti e catturati; portati alle carceri Le Nuove, saranno torturati a lungo ed infine impiccati il 22 Luglio: Bravin aveva 22 anni, Valentino 19.
Anche Pesce e Di Nanni vengono colpiti durante lo scontro, ma il primo riesce a portare in salvo il compagno più giovane, gravemente ferito da 7 proiettili.
Di Nanni viene trasportato nella base di San Bernardino 14, a Torino, dove un medico ne consiglia l’immediato ricovero in ospedale; Giovanni Pesce, allora, si allontana dall’abitazione per cercare aiuto e organizzare il trasporto del compagno, ma al suo ritorno trova la casa circondata da fascisti e tedeschi, avvertiti della presenza dei Gappisti dalla soffiata di una spia.
Nonostante le gravi condizioni in cui versava, Di Nanni rifiuta di consegnarsi al nemico e resiste a lungo all’attacco nazifascista, barricandosi nell’appartamento del terzo piano e riuscendo ad eliminare diversi soldati tedeschi e fascisti con le munizioni rimastegli.
febbraio 18, 2012

Questa è l’Italia che ci piace!

8–25 febbraio 1945- Bologna, in tutta la provincia si svolge, sostenuta dalle organizzazioni clandestine, la Settimana del Partigiano !

Bologna, in tutta la provincia si svolge, sostenuta dalle organizzazioni clandestine, la Settimana del partigiano. Sono raccolti indumenti, viveri, medicinali e denaro a sostegno dei patrioti che continuano a combattere contro i nazifascisti. Durante la settimana si svolgono manifestazioni di protesta anche a Granarolo, Galliera (dove scioperano gli operai della Todt e i manifestanti, protetti dai partigiani, assaltano il municipio distruggendo i registri di leva e delle tasse), Minerbio, Molinella, Budrio. A Malalbergo si svolge una manifestazione per il mantenimento delle promesse fatte dai fascisti sulla distribuzione di generi alimentari.

novembre 10, 2010

Per chi vuole dedicare una via a Craxi

9 mesi e 24 giorni di carcere sono la condanna inflitta a Sandro Pertini per un presunto oltraggio ad una guardia carceraria durante il suo confino sull’ isola di Pianosa (Resistenza Toscana.it).