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febbraio 3, 2022

Verso il superamento della democrazia!

Di Beppe Sarno

Lorenzo Parrelli studente di 18 anni è morto venerdì 18 gennaio in un’azienda di Lauzacco in provincia di Udine. Stava ultimando uno stage nel progetto di alternanza scuola lavoro. In risposta al grave incidente gli studenti di Roma, Torino ed altre città sono scesi in piazza per esprimere pacificamente  il loro dolore e la loro solidarietà. La polizia che era rimasta indifferente alla marcia di Forza Nuova contro la CGIL di Roma, si è scagliata con enorme durezza nei confronti dei manifestanti attaccandoli con manganelli e cariche scomposte. 

Questi due gravissimi episodi dimostrano ancora una volta che ogni giorno  aumentano e si vanno pericolosamente accumulando i segni e i fattori di un deterioramento della democrazia e la subordinazione dello Stato di diritto a fattori sovranazionali. La rielezione del Presidente Mattarella è la prova che in un momento particolarmente delicato e complesso il distacco tra classe politica e vita reale diventa una voragine incolmabile. La crisi dei partiti ed il loro dissolvimento e dello Stato democratico grazie a mass-media compiacenti è passata fra l’indifferenza generale in un limbo distante dalla vita reale della società.  Lo Stato e le sue istituzioni e la società reale sembrava potessero vivere una vita parallela senza intralciarsi a vicenda. Ma la situazione di stallo delle forze politiche e la creazione di norme che calpestano i diritti politici, economici e sociali dei cittadini per assecondare sempre di più i mercati e il decadimento degli istituti di salvaguardia  e delle istituzioni non poteva alla lunga non provocare ripercussioni nella società. Ed è quello che è avvenuto.

il governo del paese affidato a Mario Draghi quale garante di una politica asservita al capitale finanziario internazionale non ha dato e non intende dare una risposta ai bisogni dei cittadini sia essi economici, culturali e civili. Il  governo ignorando tutte le istituzioni democratiche prima fra tutti Parlamento lo ha ridotto ad una formula di sopravvivenza vuota di ogni contenuto riformatore. il nodo della crisi è nella debolezza del governo, che si preoccupa di affrontare in modo scomposto la pandemia senza soffermarsi sulla decadenza degli istituti, nella degenerazione dei partiti che non sono più espressione dei cittadini, ma soltanto comitati elettorali.

La morte di Lorenzo Parrelli  trova la sua ragione d’essere nella legge denominata ”della buona scuola”. questa legge parte da un principio perverso regolamentato da una serie di  norme succedutesi nel tempo che arriva a teorizzare e a disciplinare la subordinazione della scuola alle ragioni nell’impresa. Con la “buona scuola” gli studenti possono prestare lavoro presso imprese disponibili e alla fine il percorso lavorativo  viene valutato in sede di esame conclusivo dei corsi degli studi superiori.

Nella Costituzione è sancito che lo Stato deve avviare e condurre una vera e propria opera di promozione culturale e di formazione scolastica nei confronti di tutti i cittadini. Lo studio non può essere subordinato e dipendente dal mercato del lavoro e che non si possono sottrarre ore di studio per preparare i giovani a diventare degli sfruttati.

La scuola deve essere, secondo il dettato costituzionale,  formazione dei  cittadini, non un luogo in cui si impara ad essere sfruttati, a lavorare senza tutela e rischiando di morire come è avvenuto.

La legge della buona scuola va abolita perché perversa nella sua ideazione e assolutamente priva di norme che tutelino per gli studenti-lavoratori. Questa legge  certifica il fallimento dello Stato come garante delle istituzioni democratiche e dei principi espressi nella Carta Costituzionale.

Non si possono mandare i giovani in mano a ad imprenditori senza scrupoli che rubano a questi  cultura, consapevolezza,  coscienza civile.

Assistiamo quasi ormai ogni giorno a morti sul posto di lavoro e la cui causa è da ritrovare nella assoluta indifferenza nello Stato.  Solo nel 2021 vi sono stati oltre 1200 incidenti mortali sul posto di lavoro.

La reazione scomposta della polizia rispetto alle manifestazioni democratiche degli studenti dimostra che, con una classe politica così inetta, bisogna sentirsi sinceramente preoccupati al pensiero di quello che può accadere nei prossimi mesi e rimaniamo sbigottiti dell’incoscienza dei responsabili politici che accecati dalle lotte intestine non vedono il baratro che stanno scavando sotto i loro e i nostri piedi. Il Governo  Draghi  e la classe politica non sa o non vuole  offrire nessuna soluzione democratica. Avremo soluzioni fuori dal sistema? Avremo i militari al potere? La storia ci insegna che le soluzioni di emergenza sono l’anticamera della dittatura. C’é bisogno  di dare al paese e ai lavoratori quello di cui questi hanno bisogno: più Stato e meno mercato,  correttezza di  costume democratico.

 Mi domando e vi domando chi ci salverà dai salvatori della patria?