Posts tagged ‘lipidi’

giugno 9, 2012

Storie di uomini e batteri: l’intestino evolutivo.

La composizione e la funzionalità della nostra flora intestinale, che è coinvolta nella regolazione di molte vie metaboliche, si sono evolute e continuano a evolversi in parallelo con la specie umana. I cambiamenti nell’alimentazione e negli stili di vita potrebbero quindi avere conseguenze poco prevedibili. E’ certo però che i primi mesi di vita sono cruciali per lo sviluppo di una popolazione microbica intestinale efficiente.

Se l’uomo non è soltanto ciò che mangia, il suo stato di salute dipende però molto dagli effetti dell’alimentazione sulla flora batterica intestinale, i cui metaboliti microbici attivano la secrezione di una varietà di peptidi correlati all’assunzione di cibo, all’accumulo di e all’omeostasi.

A dimostrarlo sono gli studi sulla funzionalità dell’apparato intestinale a cui l’ultimo numero della rivista “Science” dedica una raccolta di articoli che esaminano le più recenti scoperte sul ruolo cruciale di questi microscopici abitanti del nostro organismo sulla nostra evoluzione, sviluppo, difese immunitarie e suscettibilità a numerose patologie, infettive e non.

In particolare, per la salute a lungo termine appare importante il periodo di formazione delle colonie di intestinali, di cui Jeremy Nicholson, dell’Imperial College di Londra, e Sven Pettersson, del Karolinska Institut di Stoccolma, si occupano  in un articolo di rassegna firmato insieme ad altri colleghi.

Mag 15, 2012

Più grassi nella dieta, meno zuccheri e lipidi nel sangue.

Una ad alto contenuto di sembra abbassare lo nel e migliorare il tasso di nel dei . La ricerca, della Linkoping University, e’ stata pubblicata sulla rivista ‘Diabetologia’.

 

 

Secondo gli scienziati, i cibi con molti e pochi potrebbero avere un effetto positivo su e zuccheri nel dei di tipo 2. Lo studio ha riguardato 61 pazienti che sono stati divisi in due gruppi e sottoposti a una a bassi (e ricca di ) e a una povera di . In entrambi i gruppi, i volontari hanno perso mediamente quattro chili e un chiaro miglioramento della situazione e’ stato riscontrato in quelli che avevano seguito una povera di , gia’ dopo soli sei mesi. Inoltre, la concentrazione di zuccheri era scesa da 58,5 a 53,7 mmol/mol.

luglio 6, 2011

Cardiopatia, la lotta e le placche.

Alcuni ricercatori in Europa hanno scoperto che stabilizzare le vulnerabili come metodo di secondaria potrebbe contribuire a eliminare almeno il 50% degli episodi .

Pubblicato sulla rivista Thrombosis and Haemostasis, l’articolo del gruppo di lavoro sull’ e la biologia vascolare della Società europea di cardiologia (ESC) suggerisce che la ricerca sulle cause della rottura della placca, e sullo sviluppo di una migliore diagnostica e di cure più efficaci, dovrebbe essere intensificata.

L’articolo ha affrontato lo stato attuale delle conoscenze riguardo le instabili studiando il ruolo dell’infiammazione, dei fattori di crescita, delle piastrine, delle chemochine, dell’angiogenesi e del . Le terapie come le cure a base di , anti-piastriniche e sono state descritte nell’articolo e i ricercatori hanno valutato nuovi approcci per gestire gli episodi cardiovascolari. Hanno anche lavorato per identificare le instabili attraverso test genetici, biomarcatori e diagnostica per immagini.

ottobre 22, 2010

DIETA SVEDESE CONTRO INFIAMMAZIONI, RIDUCE TOSSINE GRASSI.

Un gruppo di ricercatori svedesi del Centro Antidiabete dell’Universita’ di Lund sta studiando gli effetti antinfiammatori dei cibi contro la sindrome metabolica. Un mix di alimenti ricchi di antiossidanti, prodotti integrali ricchi in fibre, con un basso indice glicemico e probiotici e’ stato raccolto in un menu speciale e testato su 44 soggetti sani, ma in sovrappeso. Dopo quattro settimane di dieta, gli studiosi guidati da Inger Bjorck hanno osservato la riduzione di numerose ”spie” di un’alimentazione scorretta: la pressione sanguigna si e’ ridotta dell’8%, il colesterolo Ldl si e’ abbassato del 33%, i lipidi nel sangue del 14%. ”E’ la prima volta che osserviamo questi valori in soggetti sani”, afferma Bjorck.

Mag 20, 2010

Olio extravergine di oliva: un vero amico.

Non e’ solo un protagonista delle nostra tavola, ma un prezioso alleato per la nostra salute: il valore dell’olio extravergine di oliva per la prevenzione di alcune tra le piu’ importanti malattie, tra cui tumori, diabete e malattie cardiovascolari, e’ stato sostenuto  ad Arezzo, nel corso del convegno “Olio e salute” che si e’ svolto nell’ambito di Medoliva, la manifestazione internazionale sull’extravergine di qualita’ in corso al Centro fiere e congressi di Arezzo. Organizzato dalla Regione Toscana, attraverso Arsia (l’agenzia per lo sviluppo e l’innovazione in campo agricolo) e Ars l’agenzia regionale di sanita’ il convegno ha permesso di riunire esperti del settore medico e biochimico, ma anche epidemiologi, nutrizionisti e produttori sia per approfondire i l ruolo che questi oli possono assumere nella prevenzione di alcune importanti malattie sia per valutare il conseguente interesse che queste acquisizioni possono avere per il comparto olivo-oleicolo. Numerose ricerche dimostrano che le popolazioni mediterranee si ammalano meno rispetto a quanto avviene nei Paesi dell’Europa del Nord e degli Stati Uniti, e l’olio d’oliva e’ il prodotto che maggiormente contraddistingue l’alimentazione di queste popolazioni, la cosiddetta dieta mediterranea. Questi effetti, si e’ ribadito oggi al convegno, sono gia’ stati studiati a lungo nel campo delle malattie cardiovascolari ma piu’ recentemente e’ stato anche ipotizzato un possibile effetto protettivo dell’olio di oliva nei confronti dell’insorgenza di alcuni tumori e del diabete, e nella prevenzione del declino della funzione cognitiva.(agi)

Mag 17, 2010

Studi italiani sul ‘fegato grasso’ – Silibina per fermare la steatosi.

Completato l’arruolamento dei pazienti, a breve i risultati che confermino l’efficacia del Realsil nel contrastare la progressione di steatosi in steatoepatite e fibrosi.Copenhagen, 23 aprile 2009 – Le principali malattie del fegato per quattro giorni sotto osservazione dagli epatologi europei. Gli esperti riuniti al Congresso EASL (European Association for the Study of the Liver) si confrontano sulle più diffuse patologie che minacciano la salute di questo organo e le armi per rallentarne i danni. Tra i temi la steatosi epatica, o fegato grasso, che interessa oltre 20 milioni di italiani. Ne soffre il 20% dei bambini in soprappeso, il 25% della popolazione adulta normale, il 40-100% dei pazienti con diabete di tipo II, il 20-80% dei dislipidemici e il 30-70% dei pazienti affetti da epatite da HCV (virus dell’epatite C). Per arginare questa vera e propria emergenza è stata testata per la prima volta su 181 pazienti la silibina, veicolata in una nuova forma (fitosoma) al fine di favorirne la biodisponibilità. “L’arruolamento dei pazienti nello studio multicentrico, randomizzato in doppio cieco, di fase III è ormai concluso – spiega il direttore medico Carlo di Manzano -. Ora dobbiamo aspettare solo i risultati dell’analisi statistica, ma siamo molto fiduciosi. Lo studio ha valutato l’efficacia di Realsil (Ibi Lorenzini), costituito dall’associazione di silibina estratta dal cardo mariano, fosfolipidi e vitamina E, nel migliorare il danno epatico in pazienti con fegato grasso non alcolico in presenza o meno di infezione da HCV.” E continua: “la steatosi può essere solo il primo passo verso una steatoepatite, infiammazione che rende più sensibili le cellule epatiche, gli epatociti, alla morte cellulare programmata (apoptosi) e alla necrosi. Di conseguenza anche alla cirrosi (che colpisce il 3% della popolazione) che assieme al carcinoma epatico ogni anno miete circa 50.000 vittime”.