Posts tagged ‘Libertà di stampa’

gennaio 13, 2015

anche lui si chiama Charlie.

Mag 5, 2013

Gasparri fa scuola.

Una manifica immagine pubblicata da Internazionale. Metropolitana di Parigi, al lavoro per con i nuovi manifesti di Reporters sans frontières, per la giornata sulla libertà di stampa.

 

 

 

– altre immagini, Repubblica.it
dicembre 7, 2012

In Argentina più pluralismo e più democrazia.

argentinadi Giorgio Ceriani
Il 7 dicembre, in Argentina, entra in vigore finalmente la legge che regola la proprietà dei mezzi di comunicazione di massa e l’assegnazione delle frequenze. Sono ormai passati tre anni dalla sua approvazione, ma i ricorsi presentati da importanti quotidiani nazionali erano finora riusciti a rinviare l’entrata in vigore della legge. La nuova normativa assesta un duro colpo al potere dei monopoli dell’informazione, della diffusione culturale e del mercato pubblicitario. Essa andrà a sostituire la legge approvata durante l’ultima dittatura militare (1976-1982).

In Italia non ci si pensa nemmeno, per non dispiacere Berlusconi.

settembre 28, 2012

Non vi preoccupate, non andrà in galera.

Finché a finire in galera sono dei perfetti sconosciuti (o gli ‘altri’) va sempre bene, o comunque frega loro ben poco, ma se ad essere castigato è uno della sacra categoria, santificata dall’iscrizione ad un Albo, allora cambia tutto..!
Nella fattispecie il povero Sallusti, il vurdalak riesumato dalle cripte della Curia comasca, ha solo sfruttato il dramma privatissimo e delicatissimo di una ragazzina che ricorre all’aborto, trasformando la notizia in uno straccio ideologico da agitare contro l’esecrata magistratura, per galvanizzare le falangi sanfediste di certo berlusconismo che però nulla hanno mai avuto da eccepire sugli squallidi giri di prostituzione minorile nelle alcove del papi nazionale.
Ed ora, mentre se la fa visibilmente addosso in attesa della sentenza, Sallusti è di una tenerezza irresistibile mentre pigola le sue ragioni, farfugliando qualcosa sulla libertà di stampa…

marzo 30, 2012

Banane tricolori.


*** LEGGERE QUESTO BREVE ARTICOLO RICHIEDE CIRCA 40 SECONDI: VI CHIEDO PER FAVORE DI SPRECARCELI… ***

In gran silenzio, a inizio anno il governo italiano ha dato due miliardi e mezzo di euro alla potente banca Usa, dove lavora il figlio di Mario Monti.  [vedi http://bit.ly/wbAWmN%5D


C’è da dire che glieli dovevamo. Però il governo avrebbe potuto pagare in più rate: INOLTRE LO STATO ITALIANO HA DEBITI CON MOLTE AZIENDE ITALIANE – per forniture di merci e/o servizi – per un totale di ben 700 MILIARDI DI EURO. Non era meglio dare la precedenza alle nostre imprese, ad iniziare da quelle in crisi, in modo da permettere loro di “tirare un po’ il fiato” ???


La cosa a dir poco ALLUCINANTE è che ci sono aziende in CRISI che aspettano da MESI, in alcuni casi persino da ANNI, ingenti somme di denaro dallo stato. Per esempio, 50.000€:  allo stesso tempo, mediante equitalia, lo stato ne chiede alla stessa azienda 5.000€ con l’aggravio di tutte le spese di mora, notifica, interessi etc; mentre lo stato, insolvente di cifre maggiori, non solo non rimborsa alcun interesse, ma non c’è modo di farsi pagare!!!


Un esempio clamoroso lo trovate qui [http://bit.ly/GTpxz2] – un imprenditore alla quale lo stato italiano deve da ANNI ben 350.000€, e non ha visto ancora 1 centesimo. A causa di questa insolvenza ha PERSO TUTTO. Di questi casi i mass media – guarda caso – non parlano MAI; questa storia ha avuto risalto – SOLO sulla cronaca locale – perché l’uomo, esasperato, ha minacciato di gettarsi da un dirupo, rendendo necessario l’intervento dei Carabinieri: nella zona le voci corrono, ed era inutile cercare di nascondere il fatto. Ma la stampa nazionale, asservita, si guarda bene dal dare risonanza a casi come questo. Cosa che succede anche per i numerosi suicidi causati dalla crisi, ultimamente viene registrato ALMENO un caso al giorno, ma non lo dicono…


Cittadini onesti che si sacrificano e devono subire questi soprusi… costretti a chiudere la propria attività a causa dell’insolvenza di uno stato che mantiene mezzo milione di auto blu, privilegi di ogni sorta e genere a una casta indegna, e poi non onora i propri debiti. Ma se a dovere qualcosa sei tu, allora ti trattano come un criminale… anche se effettivamente non sei in grado di pagare…

PS: SE FATE CONOSCERE QUESTA BREVE STORIA AI VOSTRI AMICI, CONDIVIDENDO L’ARTICOLO CON UN INVITO ALLA LETTURA, VE NE SONO GRATO… LA GENTE DEVE SAPERE, DEVE RIFLETTERE…

marzo 15, 2012

Non è una bella notizia, anzi è una tragedia!

''Il Riformista'' chiude. Cdr e Stampa Romana oggi in conferenza stampa

Il Riformista – quotidiano fondato proprio dieci anni fa, compleanno che molto probabilmente non riuscirà a festeggiare – chiude, ma questa volta Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato che, solo una settimana fa, aveva detto “Se il Riformista chiude ce ne faremo una ragione”, non c’entra nulla. Sembra, questa, infatti, l’intenzione dell’attuale compagine editoriale (la cooperativa Le Ragioni del Socialismo – Il Nuovo Riformista, presidente Gianni Cervetti, direttore responsabile Emanuele Macaluso) che ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci per il prossimo venerdì, 16 marzo, con un unico punto, all’ordine del giorno: la liquidazione della società. Ieri, il cdr del quotidiano arancione, capitanato da Alessandro De Angelis, ha preso carta e penna ed ha scritto, con la collaborazione dell’Associazione Stampa Romana (presidente Paolo Butturini) una nota per denunciare le intenzione del proprietario-editore della cooperativa.

marzo 18, 2011

Il PSE incontra il Partito socialista Ungherese.

Il Partito del socialismo europeo (PSE) e il Partito Socialista Ungherese (MSZP) hanno  tenuto una riunione sulla trasparenza dei media  Europa  e libertà di stampa, il 17-18 marzo a Budapest. Sono state sottolineate da parte di esperti internazionali le principali differenze tra i paesi in relazione alle condizioni che i media devono affrontare. L’iniziativa islandese “Modern Media” presentata da parlamentari progressisti è stato portata da un membro del Parlamento islandese, come esempio di trasparenza dei media e in netto contrasto con la legge ungherese sui media, che restringe la libertà di stampa.

gennaio 19, 2011

le PSE annonce la tenue d’une réunion sur la transparence des médias à Budapest au mois de mars.

Le Parti socialiste européen (PSE) a annoncé son intention d’organiser une réunion de haut niveau sur la transparence des médias dans la capitale hongroise, Budapest. Cette réunion aura lieu les 17 et 18 mars prochains. Elle rassemblera les porte-parole des partis socialistes et sociaux-démocrates de l’UE. La décision du PSE d’organiser cette réunion est une réponse directe à la promulgation par le gouvernement conservateur hongrois d’une loi limitant considérablement la liberté de la presse. 
Le Premier Ministre Victor Orban s’adressera aujourd’hui (19 janvier) au Parlement européen de Strasbourg pour présenter les principales priorités de la Présidence hongroise. Cette session risque toutefois de se transformer en un débat houleux sur la loi très controversée sur les médias, entrée en vigueur au début de cette année.
agosto 25, 2010

Una legge per maggiore libertà di stampa. Accade in Germania.

Il consiglio dei ministri tedesco ha approvato oggi un disegno di legge volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall’azione giudiziaria e quindi a rafforzare la liberta’ di stampa nel Paese. In particolare, secondo quanto scrive la Dpa, i giornalisti non saranno piu’ perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Secondo il ddl, solo la persona che passa le informazioni ai media – cioe’ la fonte del giornalista – puo’ essere perseguita legalmente.

La proposta segue una sentenza d’appello del 2007 a favore del mensile Cicero. La testata aveva vinto un ricorso contro una perquisizione del 2005, che era stata ordinata da una Procura per cercare di scoprire l’identita’ della fonte di un giornalista che aveva pubblicato materiale top-secret della polizia federale. In appello, i giudici avevano stabilito che la perquisizione e il sequestro di materiale nella redazione di Cicero erano incostituzionali poiche’ servivano a individuare la fonte del giornalista

luglio 13, 2010

Libertà di Stampa: la cassazione smentisce Berlusconi.

Libertà di stampa e privacy sono entrambi beni costituzionali, ma la prima «prevale» sulla seconda. Parola della corte di Cassazione che, con una sentenza di venerdì scorso, sembra aver scritto una sorta di memorandum sui rapporti tra informazione e riservatezza, al centro dell’infuocato dibattito politico di questi giorni sul ddl intercettazioni. La tutela della privacy – ricorda la corte – vale come «eccezione» rispetto «al diritto insopprimibile e fondamentale della libertà di informazione e di critica». Un diritto senza il quale non esisterebbe la «sovranità popolare» (non nel senso evocato da taluni attori della vita politica degli ultimi anni). Secondo la Cassazione, infatti, «intanto il popolo può ritenersi costituzionalmente “sovrano”», in quanto sia «pienamente informato» di tutti i fatti di interesse pubblico. È soltanto così che si forma, in modo «compiuto e incondizionato», l’opinione pubblica. La sentenza (n. 16236/2010, presidente Mario Morelli, relatore Bruno Spagna Musso) è stata depositata più o meno nelle stesse ore in cui il premier Silvio Berlusconi affermava che la libertà di stampa non è un diritto assoluto ma incontra un limite in altri diritti «prioritari o uguali», come quello alla privacy. La Corte non sembra dello stesso avviso. Ovviamente, non mette in discussione che il diritto all’informazione possa incontrare dei limiti, ma piuttosto che il diritto alla privacy sia della stessa portata o, addirittura, prioritario. Non è così, scrive la Cassazione, richiamando norme costituzionali, ordinarie e deontologiche, giurisprudenza, anche della Corte di Strasburgo nonché risoluzioni del Consiglio d’Europa. Ne vien fuori un quadro tanto chiaro quanto scontato, osserva qualcuno al Palazzaccio, se non fosse che la sentenza è già rimbalzata in rete e, visti i tempi, «fa notizia». «L’attività di informazione è chiaramente prevalente rispetto ai diritti personali della reputazione e della riservatezza, nel senso che questi ultimi, solo ove sussistano determinati presupposti, ne configurano un limite», scrive la Corte. Un principio valido anche per il giornalismo d’inchiesta che è forse «l’espressione più alta e più nobile dell’attività di informazione».