Posts tagged ‘leucociti’

settembre 23, 2011

Come lavorano i leucociti “Natural Killer”

Un team di scienziati del Regno Unito, finanziato dall’UE, ha rivelato in un nuovo studio come i bianchi uccidono il tessuto malato impiegando granuli mortali. 

Il team di ricercatori, dell’Imperial College di Londra e dell’Università di Oxford, spiegano sulla rivista PLoS Biology come hanno usato pinzette laser “ottiche” e un microscopio a super-risoluzione per osservare il funzionamento interno dei , a una risoluzione mai raggiunta prima dagli scienziati.

Lo studio, che è stato in parte finanziato da una borse di studio intraeuropea Marie Curie nell’ambito del Settimo programma quadro (7° PQ) dell’UE, ha esaminato un tipo di chiamati (), che proteggono il corpo individuando e uccidendo i tessuti malati. Il team ha scoperto che per creare un foro, attraverso il quale fornire granuli pieni di un micidiale enzima per uccidere il tessuto malato, la cellula riorganizza la sua “impalcatura” di proteine actine all’interno della sua membrana.

Uno dei ricercatori dello studio, la dottoressa Alice Brown dell’Imperial College di Londra, dice: “Questi eventi, in precedenza non rilevabili all’interno delle , non sono mai stati osservati in alta risoluzione. È davvero emozionante osservare ciò che accade quando una entra in azione.”

Gli scienziati sperano che acquisire una più profonda comprensione del modo in cui le decidono quali tessuti uccidere e di come avviano il processo di uccisione, potrebbe portare a una migliore assistenza sanitaria e allo sviluppo di nuovi trattamenti medici. Le sono importanti nella nostra risposta immunitaria ai virus e ai tessuti invasivi come i tumori. Potrebbero anche avere un ruolo nel risultato dei trapianti di midollo osseo, determinando se il corpo del destinatario rifiuta o accetta il tessuto donato.

maggio 23, 2011

Il sole: il piu’ grande stimolatore del sistema immunitario.

 

Le () sono la difesa dell’organismo umano contro le infezioni. Individuando e distruggendo i patogeni esterni, queste cellule ci aiutano a rimanere sani. Una nuova ricerca svolta in Danimarca rivela che le necessitano di dosi fisiologiche di nel sangue per poter essere attive e compiere il proprio ruolo di difesa in modo adeguato. Quest’ultima scoperta, i cui particolari sono pubblicati sulla rivista Nature Immunology, potrebbe aiutare i medici a risolvere i casi di reazioni e anche a contrastare il rigetto di organi trapiantati.

Le sono un tipo di che rivestono un ruolo centrale nel sistema immunitario. Per poter trovare, reagire e combattere le varie infezioni dell’organismo, le devono trasformarsi, da dormienti e innocue, in cellule attive in grado di uccidere e spesso anche pericolosi.

novembre 7, 2010

TUMORI: ITALIANI SVELANO MECCANISMO PTX3, LA PROTEINA ANTIMICROBICA CHE RINFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO.

Le sue qualità sono già note alla comunità scientifica: aiuta il sistema immunitario a difendersi da organismi patogeni che arrivano dall’esterno, come i funghi. E può essere d’aiuto soprattutto per i malati di tumore, il sistema immunitario dei quali può risultare compromesso. Ma gran parte del suo funzionamento era rimasto, finora, poco chiaro: a far luce su come la proteina PTX3 (pentrassina 3) funzioni e su come interagisca con le altre molecole, svelando meccanismi fino a oggi non del tutto chiari, è stato un gruppo di studiosi milanesi guidati da Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), che per primo scoprì le potenzialità della proteina all’inizio degli anni ’90. Lo studio, finanziato da Airc e pubblicato su Nature Immunology, mette infatti in luce l’importanza di questa proteina e spiega come PTX3 interagisca con le altre molecole, rafforzando il sistema immunitario.

I ricercatori milanesi, in particolare, hanno scoperto che la pentrassina 3 si lega a una proteina chiamata P-selettina che viene prodotta in presenza di un danno ai tessuti o di un’infiammazione: questa cooperazione tra molecole riduce il numero di leucociti che vengono reclutati sul luogo dell’infiammazione e, attraverso questo meccanismo, viene regolata l’intera risposta infiammatoria. “Questo lavoro segna una tappa fondamentale nel percorso che il nostro gruppo di ricerca sta compiendo, dalla scoperta della molecola fino alla sua applicazione al letto del paziente – spiega Mantovani -. PTX3 è infatti attivo contro alcuni organismi patogeni come alcuni funghi che possono essere un flagello per i pazienti affetti da tumore. Con questo lavoro abbiamo fatto un passo avanti che ci consentirà di ottimizzare la sua attività antimicrobica”. (ASCA)

marzo 15, 2010

Il sole: il piu’ grande stimolatore del sistema immunitario

Le cellule T (timo) sono la difesa dell’organismo umano contro le infezioni. Individuando e distruggendo i patogeni esterni, queste cellule ci aiutano a rimanere sani. Una nuova ricerca svolta in Danimarca rivela che le cellule T necessitano di dosi fisiologiche di vitamina D nel sangue per poter essere attive e compiere il proprio ruolo di difesa in modo adeguato. Le cellule T sono un tipo di leucociti che rivestono un ruolo centrale nel sistema immunitario. Per poter trovare, reagire e combattere le varie infezioni dell’organismo, le cellule T devono trasformarsi, da dormienti e innocue, in cellule attive in grado di uccidere virus e batteri spesso anche pericolosi.

Gli  scienziati dell’Università di Copenaghen, in Danimarca, hanno scoperto che la vitamina D è fondamentale per la funzionalità delle cellule T. In assenza di fonti sufficienti di questa vitamina nel sangue – dicono i ricercatori – le cellule rimangono dormienti e sono quindi incapaci di “attivarsi” per combattere gli agenti patogeni esterni.

La luce del sole è una fonte di vitamina D naturale (e anche la più ovvia), spesso presente come sottoprodotto naturale dell’esposizione della pelle al sole. Pochissimi alimenti contengono quantità elevate di questa vitamina. Tra le fonti migliori ci sono i pesci grassi, come ad esempio il salmone, il tonno e lo sgombro, mentre piccole quantità di vitamina D si possono trovare nel formaggio, nel latte e nel tuorlo d’uovo. Sebbene gli esperti raccomandino una dose giornaliera compresa tra i 25 e i 50 microgrammi di vitamina D, non esistono studi esaustivi per determinarne la quantità ottimale.

Per maggiori informazioni, visitare:

Nature Immunology:
http://www.nature.com/ni/index.html

Università di Copenaghen:
http://www.ku.dk/