Posts tagged ‘Leggi ad personam’

giugno 29, 2013

Siamo tutte puttane!

Noi con un partito guidato da Silvio Berlusconi, quello della compravendita di parlamentari, quello che fa votare Ruby nipote di Mubarak, quello delle leggi ad personam… con un partito guidato da uno così, noi non facciamo alleanze!“, dichiarava un paio di mesi fa l’onorevole Pd Stefano Fassina.

E ora, guardateli lì.

 

 

– fonte immagine: Panorama
maggio 21, 2013

Dovevano salvare l’Italia.

         Riepilogando. In pochi giorni il Popolo della Libertà – al governo del Paese con Enrico Letta – ha messo sul tavolo la legge sulle intercettazioni, il noto “bavaglio”, il comma ammazza-blog, il condono edilizio, e ora pure la “salva-Dell’Utri“, per dimezzare le pene relative al concorso esterno in associazione mafiosa. Bavagli, condoni, nuove ad personam. Pacificazione, la chiamano.
marzo 17, 2012

M ala democrazia dov’è????????Cazzo!

Un emendamento del Pd salverà Silvio Berlusconi. O meglio, grazie a questo provvedimento il processo Ruby diventerà carta straccia. Alla camera è in discussione in questi giorni il disegno di riforma della corruzione, e fin qui niente da dire (per quanto, sappiamo già da ora che il tutto si risolverà in un grosso buco nell’acqua, non è vero?). Succede che però, a margine di questa discussione, una trentina di deputati del Pd ha presentato un ddl, con cui si rivede da cima a fondo il reato di concussione, abrogando l’articolo 317 e scorporandolo in tre diverse fattispecie – estorsione, corruzione, abuso di funzione. Dovesse essere approvato, il reato commesso da Berlusconi – la telefonata in questura, le minacce, il coinvolgimento indebito della Minetti, tutto quello che configurava la concussione appunto – verrà “riqualificato”, che, tradotto, vuol dire semplicemente: svuotato, annullato. Così che il processo Ruby, come lamentano alla procura di Milano, salterà letteralmente per aria. E Berlusconi otterrà anche stavolta, con la complicità degli altri partiti, un nuovo miracoloso salvacondotto.

Scusate la volgarità del titolo.

aprile 19, 2011

Mafia, quaranta senatori del PdL vogliono riformare la legge che ha condannato Dell’Utri

Si allunga, scrive l’Agi, l’elenco dei firmatari del disegno di legge del senatore del Pdl Luigi Compagna che tipizza il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, con una pena piu’ lieve rispetto all’articolo 416-bis del codice penale. In un solo giorno, hanno apposto la loro firma al ddl oltre quaranta senatori, tra cui l’avvocato del premier Pietro Longo, Salvo Fleres, Giuseppe Valentino e Franco Mugnani. Hanno sottoscritto il testo anche Giuseppe Ciarrapico e Domenico Gramazio.

LA LEGGE COMPAGNA – Della legge ha parlato stamattina Claudia Fusani su L’Unità:

La proposta prevede l’introdurre nel codice penale del reato di concorso esterno in associazione mafiosa (che non esiste in quanto reato) e di fissare le pene al massimo in cinque anni (oggi il reato è parificato all’associazione mafiosa e la pena ha un minimo di 7 anni). Un tetto che, se la norma dovesse essere approvata in pochi mesi, cancellerebbe la condanna per il senatore Dell’Utri, condannato in secondo grado per concorso esterno a 7 anni, e darebbe una bella mano d’aiuto all’onorevole Cosentino il cui processo, sempre per concorso esterno, è appena cominciato in primo grado.

aprile 18, 2011

La legge che cancella il processo Ruby

Gli uomini di Berlusconi pronti a votarla entro giugno. Ma il Quirinale potrebbe bloccarla

Bloccare il processo Ruby e fermare la prima udienza, in programma per il 31 maggio. Questo il piano che il Popolo delle Libertà ha in mente, e per attuarlo si muove lo stato maggiore con una mobilitazione mai vista. E un obiettivo, spiega Liana Milella su Repubblica: votare una legge rapidissima che fermi l’iter in attesa delle decisioni delle alte corti sulla competenza:

Prima settimana di maggio, al Senato. Riprende l’aula dopo la pausa di Pasqua. All’ordine del giorno il famoso “processo lungo”. Dentro sarà calata, dal relatore Pdl Franco Mugnai, anche la norma blocca-Ruby, l’obbligo di sospendere il dibattimento se su di esso grava un conflitto d’attribuzione appena presentato. Giusto il caso delle udienze sulle calde notti di Arcore, per cui la Camera ha votato a maggioranza l’istanza alla Corte sollevando la questione di competenza. Materialmente, in queste ore, l’avvocato Roberto Nania, per conto della Camera, sta ultimando il testo.

Se gli italiani fossero seri il 12 e 13 maggio voterebbero per il centrosinistra, perchè esiste un’Italia migliore, basta volerla.

aprile 16, 2011

Processo Rubygate arriva un’altra legge ad personam.

E’ abbastanza facile, questa volta, bloccare di nuovo il processo Ruby, visto che su di esso la Camera ha acconsentito ad adire la Corte Costituzionale per un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato: basta stabilire che tutti i processi su cui pende un conflittodi attribuzione devono rimanere congelati fino a decisione della Corte. Tutto su Libero.

EMENDAMENTI – Attualmente infatti la possibilità di chiedere l’interruzione del processo è rimessa al collegio giudicante, che valuta autonomamente se sia più opportuno aspettare la decisione della Corte Costituzionale: se il processo andasse avanti e poi la Corte decidesse per la carenza di giurisdizione, l’intera vicenda giudiziale dovrebbe essere ricominciata da capo. Con l’emendamento della maggioranza, la sospensione del processo diventa automatica.

Un’interrogazione parlamentare urgente al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per sollecitare l’invio degli ispettori alla procura di Milano. Non solo. In Parlamento è pronta anche l’introduzione, sotto forma di emendamento al disegno di legge sul “processo lungo” in discussione al Senato, della sospensione automatica del dibattimento nel caso in cui su di esso sia in corso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

aprile 8, 2011

Processo breve anzi no lungo.

Un’altra giornata di battaglia alla Camera sulla proposta di legge che istituisce il cosiddetto processo breve e introduce la prescrizione abbreviata per gli incensurati, la norma che cancellerebbe il processo Mills che vede imputato il premier Silvio Berlusconi. Poi alle 18 lo stop e il rinvio a martedì prossimo alle 15. La battaglia a Montecitorio si chiuderà col voto finale mercoledì 13 aprile, come ha spiegato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a conclusione della seduta mattutina segnata dall’ostruzionismo dell’opposizione che è intervenuta con ogni suo deputato – Pd e Idv i più ostinati – su ogni singolo emendamento presentato al testo (in tutto 200).

L’estenuante giornata ha provocato scintille anche nel Pdl dove un intervento del vicecapogruppo Massimo Corsaro, che citando Aldo Moro, le vittime del terrorismo rosso appartenute alla destra e Paolo Borsellino, ha fatto saltare i nervi agli ex Dc e agli ex Forza Italia. Il Pd lo ha accusato di voler coprire una «vergogna», l’Udc con Ferdinando Adornato di «confondere Aldo Moro con Lele Mora», il manager di spettacolo indagato per prostituzione nel caso Ruby. Ma anche diversi esponenti dell’ala ex Forza Italia, ex democristiani come Emerenzio Barbieri e Mario Baccini, ex socialisti come Sergio Pizzolante o alcuni scajoliani hanno contestato Corsaro gridandogli «tu non ci rappresenti», contestando un discorso che hanno giudicato «fuori linea e a titolo personale».

aprile 5, 2011

Democrazia day, in piazza per uscire dal buio.

Tre parole d’ordine: Costituzione, resistenza, unità. Tre parole d’ordine e una bandiera, il tricolore, la stessa del 12 marzo, lunga 60 metri, per dire «no» alle leggi ad personam, al Parlamento piegato alle esigenze di un presidente del Consiglio che ormai da anni è concentrato soltanto a trovare il modo di non farsi processare, di non far partire o uccidere nella culla i procedimenti contro di lui.

Democrazia day e poi notte bianca per la democrazia: è questa la risposta che arriva dalla società civile ai deputati della maggioranza che proprio oggi a Montecitorio ricominceranno da lì, ossessione eterna, i loro lavori: dalla prescrizione breve per cercare di fermare il processo Mills dove Berlusconi è imputato come corruttore, per passare poi al conflitto di attribuzione sul caso Ruby, alla vigilia dell’inizio del processo a Milano per le notti hard del premier con una minorenne.

gennaio 24, 2011

Fede: “Ad Arcore solo cene tra amici”

Spostare i reati sulla prostituzione dalle grandi alle piccoli procure. Perché le prime sono troppe oberate e le seconde, invece, indagano di più. Così la pensa il senatore azzurro Roberto Centaro che a fine ottobre propone di modificare in questo senso un’intesa europea siglata nel lontano 2007. Non è un caso e nemmeno un particolare visto che il 27 ottobre esplode il Rubygate. Immediatamente quella modifica si trasforma nell’ennesima legge ad personam. Dal 21 dicembre 2010, infatti, il Cavaliere è indagato per induzione alla prostituzione minorile. Su di lui indaga il procuratore della Dda di Milano Ilda Boccassini. L’emendamento, intanto, approvato al Senato viene bocciato alla Camera. Se fosse passato, tutta l’inchiesta si sarebbe spostata al tribunale di Monza competente per i reati commessi ad Arcore. Eppure, ancora oggi, Emilio Fede ribadisce: “Quelle cene non avevano nulla di trasgressivo”. Di più: “Spesso si parlava di politica o si guardavano le partite di calcio” . In serata, poi, durante un incontro al teatro San Babila di Milano, ha parlato anche Lele Mora: “La fidanzata di Berlusconi esiste e ha solo trent’anni”. Lo scandalo, intanto, riscalda il già bollente scenario politico. Con il presidente della Camera che alza il tiro e definisce l’atteggiamento del premier “una richiesta di impunità” . Quindi conferma la sua posizione: “Berlusconi si deve dimettere”. Prevedibile la risposta dei berluscones: “Lasci lui la presidenza di Montecitorio”. Sul fronte dell’inchiesta domani i magistrati di Milano sentiranno per la seconda volta la escort Nadia Macrì.(il fattoquotidiano)

ottobre 24, 2010

Si parte.

Con una sola frase, persa tra le decine espresse durante un incontro ad Asolo, il presidente del Camera ha lanciato l’ultima fase dello scontro con l’ex alleato e cofondatore Silvio Berlusconi: “Un altro esecutivo non sarebbe un colpo di Stato”. A stendere il tappeto rosso al leader di Fli è stato ieri il Quirinale definendo “irragionevole” lo Scudo per il Colle, trasformando così il Lodo Alfano in una legge ad personam per il Cavaliere. E Fini non ha perso tempo. Si è scagliato contro qualsiasi provvedimento a tutela esclusiva del capo del Governo.