Posts tagged ‘legge ronchi’

novembre 24, 2011

Acqua: ‘vincitori’ referendum, pronto ricorso.

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ROMA – E’ pronto un ricorso sulla manovra di agosto per la parte in cui ripropone le norme sull’acqua e sui servizi pubblici locali abrogate (l’art.23 della cosidetta Legge Ronchi) con il voto referendario del 12 e 13 giugno. A dirlo Paolo Carsetti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua durante la conferenza di presentazione della manifestazione del 26 novembre a Roma (partenza da Piazza della Repubblica a Bocca della verita’), indetta per ”rivendicare le ragioni della vittoria” nelle urne e lanciare anche una campagna ribattezzata di ”obbedienza civile”.

In sostanza i ‘vincitori’ del referendum chiedono che venga fatto valere ”un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti. Oggi, a distanza di mesi – spiegano – risulta che in tutto il territorio nazionale nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio, diminuendo le tariffe del servizio idrico”. E allora l’obbedienza civile che consiste ”nel pagare le bollette, successivamente al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito (pari al 7% degli investimenti che tradotto in bolletta pesa tra il 10 e il 20%)”.
Gaetano Azzariti, giurista tra gli estensori dei quesiti referendari, sul vulnus aperto dalla manovra estiva chiede che ”questo nuovo governo sia piu’ attento ai vincoli costituzionali” perche’ ”bisogna che si rispettino gli effetti giuridici prodotti dai referendum, dalla pronuncia del corpo elettorale, e dalle sentenze della Corte Costituzionale” con l’unico vincolo di ”non riproporre la stessa normativa”.

novembre 16, 2010

Acqua pubblica, una moratoria sulla Legge Ronchi.

 

Moratoria immediata sulle scadenze della Legge Ronchi e soppressione degli Ato, le richieste del Forum dei movimenti per l’acqua. Il 4 dicembre una giornata di mobilitazione

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma il 12 novembre, il Forum promotore del referendum per l’acqua pubblica ha avanzato due precise richieste: una moratoria immediata sulle scadenze della Legge Ronchi per fermare i processi di privatizzazione dell’acqua pubblica e la soppressione degli Ato (Ambiti territoriali integrati), in attesa del referendum previsto per la primavera del 2011.

 Tali istanze saranno al centro di una giornata di mobilitazione prevista per il 4 dicembre. In questa occasione saranno organizzate nelle città italiane centinaia di iniziative di sensibilizzazione sull’acqua pubblica.

Simona Savini del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha dichiarato: “mentre siamo in attesa di sapere quando si voterà per i 3 referendum assistiamo ad una accelerazione dei processi di privatizzazione. Una moratoria che invece congeli le scadenze della Legge Ronchi sarebbe un atto di civiltà e di rispetto nei confronti del milione e 400mila cittadini che hanno sottoscritto i quesiti referendari. Indipendentemente da come i partiti la pensino sui referendum, chiediamo il sostegno per un atto in difesa della democrazia”. La gestione di un bene fondamentale per la vita non può essere affidato ai privati.

luglio 24, 2010

Acqua: Tremorti non ci sta.

Via libera del Consiglio dei ministri al regolamento dei servizi pubblici locali. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri sottolineando che il testo “completa il decreto Ronchi con l’attuazione della liberalizzazione dei servizi pubblici locali come l’acqua, i rifiuti, il trasporto pubblico locale”. Nel regolamento, ha spiegato, verranno stabilité anche le modalità di gara e a vigilare ci sarà anche un’autorità terza. 
”L’acqua appartiene al popolo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi aggiungendo che “la direttiva è applicazione di un trattato. Sulla materia dei trattati non ci può essere referendum abrogativo”. In ogni caso “il referendum è falso come contenuto ideologico, non è cristallino come l’acqua”, ha concluso Tremonti.Un motivo in più per fare in modo che il referendum abbia successo.

aprile 25, 2010

Inizia la raccolta di firme contro la legge Ronchi

 

Iniziato ieri, prosegue oggi e finirà tra tre mesi la campagna di raccolta firme per il referendum contro il recente decreto Ronchi (e alcuni articoli di leggi e decreti precedenti) che, tra mille altre cose, prevede anche la possibilità per gli enti locali di affidare ai privati, con contratti decennali, la gestione degli acquedotti e delle altre infrastrutture collegate alla distribuzione dell’acqua.

L’acqua, ovviamente, non viene resa privata perchè altrimenti la rivoluzione popolare sarebbe praticamente immediata: la cosa è più subdola, si privatizza la gestione della risorsa. In pratica cambia poco, ma non tutti se ne sono accorti. Per questo le varie associazioni locali contrarie alla privatizzazione si sono da tempo riunite in un forum nazionale e sono pronte a dar battaglia con tre quesiti referendari per abrogare altrettanti articoli del decreto Ronchi.

Né più né meno che per la concomitante campagna anti nucleare che si svolge in questi giorni, il consiglio è quello di andare a cercarsi un banchetto, un gazebo, un punto informativo e informarsi visto che la versione ufficiale della maggioranza in Parlamento e del Governo è che, ovviamente, va tutto bene.

Mi raccomando andate tutti a firmare.

Facciamo un bel dispetto alla destra.

aprile 23, 2010

Dal PD una proposta seria: l’acqua pubblica.

Contro la privatizzazione forzata dell’acqua pubblica prevista nella legge Ronchi il Pd si mobilita. «L’acqua è un bene pubblico ma con una battuta io dico che è di Dio e quindi va ridata come ce l’ha data», ha detto il segretario Pier Luigi Bersani presentando le linee guida di una proposta che i democratici metteranno a punto con associazioni e enti locali. Il segretario del Pd ha anche annunciato una petizione «con l’obiettivo di un milione di fime a favore di un forte ruolo del pubblico».

Il Pd non ignora i problemi di efficienza delle reti di distribuzione «con problemi – ha denunciato Bersani – di servizio negato in molte zone d’Italia», di sprechi e di costi ma «davanti a questa situazione il governo del fare risponde con un articolo che affida la soluzione alla privatizzazione obbligata come se il privato cambiasse l’acqua in vino».

In pratica viene proposta «una manutenzione straordinaria» delle legge Galli rivendendo nel complesso la gestione del servizio idrico integrato partendo dal principio che «l’acqua – ha detto il responsabile Ambiente Stella Bianchi – è un bene pubblico e lo sono anche le infrastrutture del servizio idrico che vanno gestite con criteri di efficienza e economicità».