Posts tagged ‘legge Bossi-Fini’

ottobre 12, 2013

Siamo tutti migranti.

RODOTA’ “TUTTI SONO MIGRANTI” “Chi ha dovuto vivere in macchina, chi non ha le scuole a Lampedusa, chi non può partorire in ospedale: tutti sono migranti” “In Italia si raccoglie consenso spaventando la gente, con la paura. A Torino negli anni Cinquanta si leggeva nei bar: qui non entrano i calabresi. Lo rivediamo oggi per gli stranieri, oggi” Cosa ne pensate?
ottobre 6, 2013

Vendola a proposito della strage di Lampedusa.

Vendola, il governo piange i morti di Lampedusa, ma cancellerà il reato di immigrazione clandestina?
«È in atto una manipolazione della realtà. Non è il demonio che ha appiccato il fuoco a quella nave. Bisogna capire di chi e di cosa ci si debba vergognare. Nello specifico la vergogna è costituita dalle leggi fasciste votate in Italia dalle destre in Italia e non abbastanza contrastate, perlomeno nei presupposti culturali. Quella strage parla della legge Bossi-Fini, di un paese in cui i migranti per avere un permesso di soggiorno debbono avere un contratto di lavoro, ma per avere un contratto di lavoro debbono avere un permesso di soggiorno; un paese in cui i richiedenti asilo, uomini e donne in fuga dalla povertà e dalla guerra, sono trattati come una pratica burocratica da sbrigare con efficienza e cattiveria; di una politica che uccide 5 o 6 persone al giorno. Rappresentiamo i flussi migratori come una minaccia e cancelliamo la verità dei migranti che producono il 10 per cento della ricchezza. Siamo il volto brutale di un’Europa pronta a fare le guerre nel nome dei diritti umani, e poi a trattare i diritti umani con regole che ne determinano l’inabissamento».
Nichi Vendola

 

giugno 2, 2013

Una discarica umana per immigrati irregolari


Arriviamo in auto al Cie di Ponte Galèria di Roma, in una traversa di via Portuense, nella mattinata del 13 maggio. Siamo stati autorizzati all’accesso dalla prefettura di Roma. La giornata è fresca, il sole splende, c’è persino una brezza leggera
Quattro universitari in visita al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galèria, a Roma
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marzo 22, 2010

Ancora su Stefano Cucchi.

Secondo la commissione parlamentare Stefano Cucchi è stato sottoposto a tortura che ha provocato fratture e poi lasciato morire in un reparto ospedaliero carcerario (reparti che sono illegittimi in quanto non rispettano i diritti costituzionali e che, pertanto, chiediamo che vangano chiusi). Sarebbe opportuno simbolicamente che la regione Lazio, che ne ha parte di responsabilità, procedesse alla chiusura immediata del reparto carcerario del Pertini. Si muore in carcere e di carcere, come è avvenuto nel reparto transito del carcere di Livorno il 4 marzo scorso a Snoussi Habib, 30 anni. Un carcere quello di Livorno dove negli ultimi 10 anni sono avvenute più di venti morti. Tra questi Marcello Lonzi, suicida secondo la versione ufficiale anche se le perizie sembrano parlare di una brutta fine, come nel caso di Aldo Bianzino e altre 10-100 vite spezzate mentre il proprio destino è sottoposto al controllo di un’autorità. In questo contesto ci tocca ritenere un risultato il recente esito dell’appello del processo sulle torture di stato perpetrate a Bolzaneto, dove tutti gli imputati hanno trovato condanna, seppur prescritta. Ma tanto è, nell’Italia dei centri di detenzione per stranieri dove l’identificazione e l’umiliazione dura 6 mesi, dove la fabbrica della paura della Bossi-Fini-Giovanardi aggravata dall’ex Cirielli producono patrie galere con cifre da capogiro: 66.700 detenuti che sfondano la “capienza massima regolamentare”, posta a 43 mila reclusi, e una media di meno di cinque metri quadri a disposizione per ogni detenuto. Carceri che grondano di suicidi (già 14 dall’inizio dell’anno, 20 volte di più che nella vita libera) e dove il piano carceri dell’attuale governo sembra più preoccupato a fare gli ennesimi regali ai signori della calcestruzzo piuttosto che a cercare di trovare concrete soluzioni. Un governo che non ha alcuna intenzione di introdurre il reato di tortura nel codice penale e la figura del garante nazionale delle persone private della libertà personale, due leggi previste praticamente in tutti gli ordinamenti democratici dell’occidente, Italia esclusa. Un governo che preferisce accanirsi sulle leggi ad personam e sulle leggi contro la persona. Un governo di un paese dove si dimentica Rosarno e si additano i genitori di alunni stranieri come “speculatori” dello stato che offre istruzione a tutti e ha in cambio genitori extra Ue che ne approfittano, a loro dire, per evitare espulsioni. (osservatorio sulla repressione)

Giovanni Russo Spena, Gennaro Santoro

novembre 28, 2009

Cassa integrazione ridotta per gli extracomunitari.

Lo prevede un emendamento della Lega Nord alla finanziaria. In particolare, la proposta del Carroccio, limita per il 2010 a soli sei mesi la durata della cassa integrazione e di qualsiasi altra forma di ammortizzatore sociale che viene erogato ai lavoratori residenti nel territorio italiano non cittadini italiani ovvero comunitari.

Maurizio Fugatti ha spiegato il motivo della proposta.
”Le risorse per gli ammortizzatori sociali – ha detto – sono poche e le esigenze sono molte.
Crediamo che si debbano prima tutelare i cittadini italiani.
Quindi – ha detto Fugatti – abbiamo proposto per gli extracomunitari di limitare a sei mesi la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori. Da cio’ deriva poi che, se dopo sei mesi il lavoratore extracomunitario non ha trovato un nuovo impiego, si applica la legge Bossi-Fini che prevede l’allontanamento dal territorio italiano”.

La proposta è stata talmente scandalosa che perfino il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi si è ribellato: ”Gli ammortizzatori sociali ordinari – ricorda in una nota – corrispondono a diritti soggettivi dei lavoratori, sono sostenuti da contribuzioni dei lavoratori e degli imprenditori, sono, nel caso della cassa integrazione e dei contratti di solidarieta’, correlati alla continuita’ del rapporto di lavoro che costituisce il presupposto della conservazione del permesso di soggiorno”. Borghezio in una intervista a Canal Plus ha detto ““Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera…ma dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.Sono sempre gli stessi fascisti. Fermiamoli finchè siamo in tempo.

La lega usa i più beceri ed inquietanti slogan fascisti.