Posts tagged ‘legge bavaglio’

maggio 16, 2013

Nuova legge bavaglio.

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La vignetta oggi su il manifesto.

ottobre 5, 2011

No al bavaglio.

 

ottobre 5, 2011

Wikipedia.it chiuso per protesta.

Wikipedia.it, cioè la versione italiana di wikipedia chiude. Se andate oggi sulla home italiana del nota enciclopedia partecipativa troverete un annuncio che avverte che per ora i contenuti del servizio sono solo nascosti per una sorta di sciopero, ma che potrebbe darsi che presto vengano cancellati davvero. Il motivo, spiegano ancora i responsabili di Wikipedia.it, è che “purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni”.

Però Berlusconi arriverà incensurato all fine della legislatura.

settembre 30, 2011

Un nuovo fascismo bussa alle porte.

Clicca su questo link per saperne di più sull’ultimo ( in ordine di tempo) progetto di dittatura in parlamento:
luglio 2, 2011

La notte contro il bavaglio dell’Agcom.

 

 

 

Il 5 luglio, dalla Domus Talenti di Roma andrà in scena la “Notte della Rete”, una no-stop che coinvolgerà giornalisti, esperti, associazioni, esponenti politici per protestare contro la delibera dell’Autorità garante per le Comunicazioni che, in presenza di violazioni del copyright, prevede l’oscuramento dei siti Internet. Con questa decisione, l’Authority si arroga il diritto di rimuovere contenuti dai portali italiani, o inibire l’accesso a quelli stranieri, in modo arbitrario e senza passare da un giudice. Il provvedimento, pensato per “contrastare la pirateria”, rischia di portare alla “censura” di contenuti (per esempio video) che, pur violando il diritto d’autore, risultano ugualmente di pubblico interesse. L’evento sarà trasmesso in streaming da ilfattoquotidiano.it 

marzo 29, 2011

Elezioni amministrative, par condicio

Un emendamento in commissione di Vigilanza sulla Rai presentato da Pdl e Lega vuole equiparare i programmi di informazione alle tribune politiche. Esattamente come successe un anno fa quando il radicale Beltrandi fermò Annozero e co. per un mese

Torna il bavaglio sui programmi d’approfondimento giornalistico della Rai. A un anno dalla clamorosa decisione del Parlamento che sospese talk show come Annozero, Ballarò e Porta a Porta per un mese in occasione delle elezioni regionali, i membri della commissione di Vigilanza Rai ci riprovano: microfoni spenti per i vari Santoro, Floris e Vespa fino alla data delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimi.

luglio 23, 2010

la legge bavaglio fa male ai blog.

La legge bavaglio conserva una norma che era stata da molti criticata che prevedeva “Per i siti informatici compresi i giornali e i periodici diffusi per via telematica le rettifiche sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Malgrado i cosiddetti miglioramenti dell’unica opposizione reale in Italia e cioè di Fini, che lo fa non certo per mecenatismo la norma rimane nel ddl.

Noi  blogger essendo automaticamente paragonati a un direttore responsabile di una testata giornalistica e il blog, appunto, diventa di fatto una testata giornalistica, alla quale saranno applicate le norme attualmente vigenti sulla stampa. Qualcuno ha promesso che questa norma sarà cancellata, ma io non ci credo.

Resta da dire che il testo della legge bavaglio uscito dalla commissione giustizia è stato approvato anche coi voti del Pd. Quindi quando dovremo prendercela con qualcuno ricordiamoci che il PD è responsabile come tutti gli altri. Ha ragione Vendola bisogna sparigliare, altrimenti arriverà il giorno che il PD farà il governo di unità nazionale con il pDl con la benedizione di affettino D’Alema.

luglio 16, 2010

Capezzone non ci sta!

Vi ricordate Capezzone? sì, quello che si sbracciava a fare l’imitazione di Marco Pannella e che è stato anche segretario del PR. Ora che sta nel PDl, a proposito della condanna dell’ONU sulla cd. “legge bavaglio” ha detto: “L’Onu si occupi di dittature”.

Appunto!

luglio 13, 2010

Minzolini e la legge bavaglio.

Legge bavaglio: mentre i quotidiani e i telegiornali hanno sospeso l’informazione per un giorno, Minzolini  ha deciso  che il TG1 continuerà la protesta all’infinito.

luglio 13, 2010

Libertà di Stampa: la cassazione smentisce Berlusconi.

Libertà di stampa e privacy sono entrambi beni costituzionali, ma la prima «prevale» sulla seconda. Parola della corte di Cassazione che, con una sentenza di venerdì scorso, sembra aver scritto una sorta di memorandum sui rapporti tra informazione e riservatezza, al centro dell’infuocato dibattito politico di questi giorni sul ddl intercettazioni. La tutela della privacy – ricorda la corte – vale come «eccezione» rispetto «al diritto insopprimibile e fondamentale della libertà di informazione e di critica». Un diritto senza il quale non esisterebbe la «sovranità popolare» (non nel senso evocato da taluni attori della vita politica degli ultimi anni). Secondo la Cassazione, infatti, «intanto il popolo può ritenersi costituzionalmente “sovrano”», in quanto sia «pienamente informato» di tutti i fatti di interesse pubblico. È soltanto così che si forma, in modo «compiuto e incondizionato», l’opinione pubblica. La sentenza (n. 16236/2010, presidente Mario Morelli, relatore Bruno Spagna Musso) è stata depositata più o meno nelle stesse ore in cui il premier Silvio Berlusconi affermava che la libertà di stampa non è un diritto assoluto ma incontra un limite in altri diritti «prioritari o uguali», come quello alla privacy. La Corte non sembra dello stesso avviso. Ovviamente, non mette in discussione che il diritto all’informazione possa incontrare dei limiti, ma piuttosto che il diritto alla privacy sia della stessa portata o, addirittura, prioritario. Non è così, scrive la Cassazione, richiamando norme costituzionali, ordinarie e deontologiche, giurisprudenza, anche della Corte di Strasburgo nonché risoluzioni del Consiglio d’Europa. Ne vien fuori un quadro tanto chiaro quanto scontato, osserva qualcuno al Palazzaccio, se non fosse che la sentenza è già rimbalzata in rete e, visti i tempi, «fa notizia». «L’attività di informazione è chiaramente prevalente rispetto ai diritti personali della reputazione e della riservatezza, nel senso che questi ultimi, solo ove sussistano determinati presupposti, ne configurano un limite», scrive la Corte. Un principio valido anche per il giornalismo d’inchiesta che è forse «l’espressione più alta e più nobile dell’attività di informazione».