Posts tagged ‘legalità’

marzo 11, 2012

Placido Rizzoto venerdì sarebbe stato a Roma.

PlacidoRizzottoCon grande emozione.

Sono stati identificati con le prove del DNA, dopo 64 anni, i resti di Placido Rizzotto, partigiano (fu presidente dell’ANPI a Palermo), militante socialista e della CGIL, segretario della Camera del Lavoro di Corleone, sequestrato, assassinato, infoibato il 10 marzo 1948 e fino ad oggi desaparecido.

Placido era in prima fila nelle lotte per la terra e perciò la mafia, con la collusione dei latifondisti e dello stato che aveva permesso Portella della Ginestra, lo assassinò e fu sempre impedito di fare giustizia. Con l’assassinio di Placido Rizzotto e di centinaia di altri lottatori sociali e con l’impunità garantita dalle coperture statali, con l’oggettiva, organica alleanza tra mafia e conservazione, si sono risolti i conflitti sociali, per la terra, per il lavoro, e alla Sicilia e al meridione è stato impedito progresso, giustizia sociale e sviluppo.

Adesso Placido, al quale dal 2001 è intitolata la cooperativa Libera Terra a Corleone, che semina nelle terre recuperate alla mafia il suo ricordo e la sua battaglia di dignità e giustizia, avrà una degna sepoltura. Ma giustizia ci sarebbe dovuta essere 64 anni fa per Placido e noi possiamo solo guardare indietro ai 64 anni rubati a lui e alla sua terra.

settembre 25, 2010

No ‘Ndrangheta: in 40mila a Reggio Cosenza: “manifestazione riuscita”

No 'Ndrangheta: in 40mila a Reggio Cosenza: "manifestazione riuscita" Aggiornamento. Cosenza: "Non perdere patrimonio"

//   Un corteo importante quello di oggi a Reggio Calabria, e il primo tra tutti ad esprimere la propria soddisfazione è il direttore del “Quotidiano della Calabria”, Matteo Cosenza: «Ho sentito dire che siamo almeno in quarantamila, ma non sono in grado di fare una stima esatta. Ritengo però che questa manifestazione sia perfettamente riuscita».
«C’è un pezzo di Calabria – ha aggiunto il direttore Cosenza – che vuole crescere, che vuole riscattarsi, che vuole conquistare serenità, tranquillità e fiducia nel futuro. Una Calabria che ha bisogno di coraggio e forse da questa manifestazione riuscirà ad averlo».

«Quello che è accaduto oggi a Reggio Calabria non va disperso, anche coinvolgendo altre forze. C’è un terreno comune che ci riguarda tutti». Ha proseguito Matteo Cosenza «In piazza c’erano tante facce, c’erano gli opposti, politicamente, sindacalmente, culturalmente, ma nessuno ha perso la sua identità. Ci sono questioni che riguardano tutti sulle quali unità, accordo e consenso sono scontati. Da questa terra passano solo messaggi in negativo. Invertire questo processo è un elemento decisivo per recuperare il rispetto del Paese. Oggi c’è stata la consapevolezza collettiva che si può cambiare. La Calabria, abbandonata a se stessa, non ha futuro. E la Calabria deve cercare in se la forza per cambiare le cose».(quotidiano della calabria)

luglio 2, 2010

Cicchitto il piduista.

Cicchitto il piduista ha detto: “Fini deve essere capace di separare il proprio ruolo politico di minoranza all’interno del PdL da quello di Presidente della Camera. La “minoranza” di Fini, deve allinearsi alla maggioranza. Le uniche alternative sono o la sistemazione del dissenso in un quadro di regole, o la separazione. La guerriglia logora tutti.”in verità voleva dire : “Se non la smetti con le critiche e i richiami alla legalità per farti bello con gli elettori, ti buttiamo fuori dal PdL, togliamo la museruola a Feltri, Belpietro e Minzolini e gli facciamo annusare un tuo indumento.”

febbraio 4, 2010

Il boss è salvo.

La Camera ha dato il via libera al disegno di legge sul legittimo impedimento, che ora passa al Senato.

Il testo è stato approvato con 316 voti a favore, 239 voti contrari. Gli astenuti sono stati 40. Alla votazione ha partecipato il governo al gran completo: i posti si sono esauriti e i ministri Tremonti e Meloni hanno dovuto votare dagli scranni dei deputati.

il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha dichiarato che  Il provvedimento sul legittimo impedimento e composto da ‘tante norme non semplici, ma la gente capisce una cosa semplice: c’é di mezzo Berlusconi, un premier che non vuole farsi giudicare e tiene ferma l’Italia su questo punto in una folle guerra tra politica e giustizia”. Antonio Di Pietro leader dell’Idv, ha ribadito  il suo ‘no’ al provvedimento sul legittimo impedimento all’esame della Camera. “Oggi è in corso un omicidio della legalità – spiega – Alcune persone hanno occupato le istituzioni e seguendo un modello piduista le stanno trasformando in loro dipendenze”. Sprezzante il commento di Bossi che ha detto”E’ andata. C’é sempre qualche moralista ma andava fatta e l’abbiamo fatta. Questa è la dimostrazione che la maggioranza è molto forte”.

gennaio 28, 2010

Protesta dei magistrati in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario

Esplode la protesta dei magistrati. Con la toga addosso, la Costituzione in mano usciranno fuori dalle aule giudiziarie in occasione  dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel momento in cui prenderà la parola il rappresentante del ministero della Giustizia. I magistrati attueranno la singolare protesta per manifestare il loro dissenso sulla politica della giustizia del governo, in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terranno sabato in tutti i distretti di Corte d’appello, i magistrati ricorreranno a un mix delle proteste che hanno già attuato in passato.

Ma non si fermeranno a questo: in tutti i distretti giudiziari i rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati leggeranno un unico durissimo documento per dire, innanzitutto al presidente del Consiglio, “basta insulti e aggressioni” e alla maggioranza stop a “riforme distruttive”, a “leggi prive di razionalità e di coerenza, pensate esclusivamente con riferimento a singole vicende giudiziarie e che hanno finito per mettere in ginocchio la giustizia penale in questo paese”. E poi distribuiranno un dossier, che dati alla mano di fonte europea, dimostra che i magistrati italiani “non sono fannulloni strapagati”.

“L’Anm ha scelto di macchiare una giornata che è per i cittadini e per il loro diritto di avere giustizia”, questo lo squallido commento del  ministro della Giustizia Angelino Alfano, il quale invece di affrontare il problema e porsi domande sulla gravità della manifestazione non sa fare altro che attaccare la Magistratura. Il dovere di avere giustizia caro Ministro comprende anche il dovere di sottoporsi al giudizio del proprio giudice naturale nel momento in cui si è inquisiti per qualsiasi reato. Almeno questo ci spiegava all’Università Federico II di Napoli il nostro professore di diritto penale Giovanni Leone