Posts tagged ‘LDL’

novembre 21, 2012

Carne rossa: fa bene al cuore solo se magra.

Cholesterol

07:40 pm | Contro il colesterolo cattivo e per un cuore in salute, la carne rossa può fare la sua parte. Diversamente da quanto creduto finora, infatti, la carne rossa può…

21 novembre 2012 / Leggi tutto »

Aveva ragione mia nonna che diceva “mangia che fa sangue”.
febbraio 5, 2012

Dall’UCLA studio sulla correlazione tra colesterolo e osteoporosi.

HDL, LDL, diagramma (in inglese)

, LDL, diagramma (in inglese)

Il implicato in patologie come l’ e la perdita di densità delle


Il , ahimè, non fa male solo al cuore e alle arterie ma anche alle . Questo era già stato suggerito da alcuni precedenti , tuttavia il collegamento non era mai stato chiarito.

L’, per esempio, colpisce un importante fetta della popolazione e il numero di pazienti pare essere in continuo aumento. E, a contribuire alla diffusione di questa malattia, che assume anche carattere invalidante, c’è anche il . Con un collegamento diretto. Lo suggerisce un recente studio ad opera di ricercatori americani del David Geffen School of Medicine presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA).

marzo 15, 2011

Risolta la struttura del colesterolo ‘buono’ o HDL.

La struttura del – il cosiddetto buono – è stata ricostruita per la prima volta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cincinnati (UC) coordinato da Sean Davidson, professore di anatomia patologica del dipartimento di medicina dell’UC.

 

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Structural & Molecular Biology è il primo passo per poter riuscire a spiegare perché questa sostanza sia in grado di proteggere dai disturbi cardiovascolari, incluso l’infarto del miocardio e l’ictus.

Il , o lipoproteina ad alta densità è un insieme di proteine e grassi che trasporta i grassi in specifici siti dell’organismo. Nell’ambito della ricerca biomedica, molti sforzi sono diretti alla sintesi di farmaci in grado di incrementare i suoi livelli in combinazione con i farmaci esistenti che diminuiscono i livelli di lipoproteine a bassa densità, o , conosciuto come “cattivo”.

settembre 29, 2010

Nasce Cladis, il pecorino anticolesterolo.

Si chiama CLADIS, ha lo stesso sapore di quello originale ma, in più, è ricco di acido linoleico coniugato (CLA), un acido grasso polinsaturo che contribuisce a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari. E’ il formaggio pecorino messo a punto dal team del professor Pierlorenzo Secchiari della Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa. È stato ottenuto mediante latte di pecore nutrite con uno speciale mangime ricco di semi di lino estrusi – una fonte naturale di precursori di acido linoleico coniugato (CLA) – che gli stessi sperimentatori hanno già dimostrato portare alla produzione di un latte particolarmente ricco di CLA.

Il nuovo formaggio sarà presto allo studio dei ricercatori del Policlinico di Abano Terme – Fondazione Leonardo che ne vogliono testare gli effetti protettivi. Denominato CLADIS (The impact of dairy food rich in CLA: A Dietary Intervention Study in older women with the metabolic syndrome), il trial durerà trenta mesi e coinvolgerà una popolazione di 100 donne over 60 con sindrome metabolica. Questo tipo di pazienti potrebbe ottenere un doppio beneficio dal CLA: prevenzione di malattie cardiovascolari e di osteoporosi.

settembre 13, 2010

Colesterolo: a decidere se cattivo, un gene.

Il colesterolo ‘cattivo’ è colpa di un gene, SORT1, la cui attività è stata messa a nudo dai ricercatori dell’Università di Aarhus, in Danimarca. Il team guidato da Anders Nykjaerun ha creato un topo in cui il gene era assente, riducendo di colpo del 20% la presenza di colesterolo Ldl nel sangue, quello più vischioso e in grado di ostacolare il regolare flusso del sangue, e del 50-60% le placche aterosclerotiche. “Il 95% delle malattie cardiovascolari – ricorda Nykjaerun – dipende da fattori ambientali influenzati dai geni”. Molto dipende quindi dalla dieta, affermano i ricercatori: “Ci sono persone che possono mangiare molti grassi, essere in sovrappeso – spiegano gli studiosi – e non sviluppare malattie cardiovascolari”.

Questo perché, secondo la ricerca pubblicata su Cell Press, possiedono una variante ‘buona’ del gene SORT1, che quando è alterata favorisce l’accumulo di grassi sulle pareti dei vasi sanguigni, facilitando l’infarto. In futuro potrebbe essere possibile sviluppare nuovi farmaci che colpiscano il gene del colesterolo nei pazienti più a rischio.

Attenzione, però, incalzano i ricercatori, non tutto il colesterolo vien per nuocere. “Il colesterolo è un ingrediente essenziale, non si può vivere senza”, ammette Nykjaerun. Le lipoproteine che lo compongono sono fondamentali in una serie di meccanismi cellulari, compongono le membrane delle cellule e giocano un ruolo nella secrezione degli ormoni steroidei. (ASCA)

agosto 6, 2010

Colesterolo ridotto in media del 10% grazie ai latte fermentati con aggiunta di fitosteroli.

I latti fermentati addizionati di fitosteroli sono in grado di abbattere di circa il 10% il livello di colesterolo cattivo in soggetti con moderata ipercolesterolemia. Lo dimostra la prima metanalisi compiuta su circa 400 persone che ha analizzato i risultati di 3 lavori già pubblicati in letteratura sull’effetto di un latte fermentato con aggiunta di 1,6 g di steroli vegetali (Danacol). I dati sono stati presentati oggi, nel corso del XV International Symposium on Atherosclerosis (ISA), che si è tenuto a Boston.

“Il lavoro è il primo che si basa su circa 400 pazienti avendo raccolto i risultati di tre dei più significativi studi disegnati per analizzare l’effetto dei fitosteroli sulla colesterolemia, e specialmente della frazione legata alle lipoproteine LDL (colesterolo LDL, o LDL-C) – ha dichiarato Alberto Notarbartolo, Ordinario di Medicina Interna Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Palermo – I risultati della metanalisi dimostrano ancora una volta come l’alimentazione funzionale giochi un ruolo di grande importanza nelle strategie di prevenzione contro il principale fattore di rischio cardiovascolare : il colesterolo. L’utilizzo di fitosteroli contenuti nei latte fermentati sui quali i 3 lavori si basano è, infatti, in grado di ridurre senza alcun tipo di rischio lo LDL-colesterolo mediamente del 10%”.

La metanalisi si è basata su 3 studi multicentrici condotti con la stessa metodologia utilizzata per i farmaci (randomizzati,controllati con placebo e a doppio cieco), tra Francia, Spagna e Italia che hanno valutato da tre a sei settimane l’effetto di un latte fermentato addizionato di 1,6 g di fitosteroli sul livello di colesterolo in una popolazione di pazienti che presentavano una ipercolesterolemia moderata.

Ma la lotta contro il colesterolo – e quindi contro uno dei principali rischi per il cuore – si deve combattere giorno per giorno, con costanza se si vogliono ridurre i futuri eventi cardiovascolari. “Se un aiuto consistente viene dagli alimenti funzionali è necessario però inserire il suo utilizzo all’interno di un programma basato su alimentazione e stile di vita salutare. Nei casi di colesterolemia non lieve, oltre i 240 mg/dL, o in presenza di un rischio coronarico globale alto, cioè dove siano presenti altri fattori di rischio importanti come la ipertensione arteriosa, il diabete o la storia di un precedente evento cardiovascolare, è necessario rivolgersi al proprio medico ed eventualmente ricorrere a rimedi farmacologici – ha concluso Notarbartolo.(liquidarea)

agosto 6, 2010

I lipidi nel sangue associati a 95 geni.

La maggioranza delle variati identificate come associate al colesterolo LDL sono associate anche alle patologie cardiovascolari

Sono 95 le regioni del genoma umano – in parte già note e in parte no – le cui varianti sono associate alla regolazione dei livelli sanguigni di colesterolo e trigliceridi: questa la conclusione di un nuovo studio effettuato dai ricercatori della School of Public Health dell’Università del Michigan guidati da Tanya Teslovich.

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Sul totale, due regioni genomiche sono quelle ben conosciute che rappresentano i bersagli delle terapie farmacologiche; alcune altre sono note per essere associate a valori estremi di livelli di colesterolo e trigliceridi; infine ben 59 varianti sono state associate ai per la prima volta, come viene spiegato nell’articolo di resoconto pubblicato sulla rivista Nature.

Inoltre, molte delle varianti identificate in queste regioni genomiche nelle popolazioni di origine europea sono le stesse che influenzano il profilo lipidico anche di soggetti asiatici e afroamericani.

Il gruppo di studiosi ha focalizzato la propria attenzione sui quattro parametri che costituiscono il cosiddetto profilo lipidico di un individuo: colesterolo totale, colesterolo LDL (o “colesterolo cattivo”), colesterolo HDL (o colesterolo “buono”) e trigliceridi combinando i risultati di 46 studi differenti per complessivi 100.000 soggetti considerati.

luglio 25, 2010

Una lipoproteina, ‘grassa’ nemica del cuore.

Si allunga la lista dei grassi nemici del cuore. Gli scienziati inglesi dell’università di Oxford puntano il dito contro un secondo tipo di colesterolo ‘cattivo’: la lipoproteina(a) o Lp(a), che a differenza del più noto colesterolo Ldl (rivale del colesterolo ‘buono’ Hdl) non si può tenere sotto controllo correggendo la dieta o assumendo statine.

Tuttavia – spiega sul ‘New England Journal of Medicine’ il gruppo coordinato da Martin Farrall – la Lp(a) è decisamente meno pericolosa del colesterolo Ldl e alcuni tipi di farmaci già in commercio possono limitarne i rischi.

La Lp(a) si eredita, precisano Farrall e colleghi. ‘Scandagliando’ il Dna, gli studiosi hanno scoperto che una persona su 6 presenta uno o più geni a rischio di elevati livelli di questa sostanza. Che pur non ostruendo le arterie come fa invece il colesterolo Ldl, favorisce comunque la formazione di trombi e contribuisce così ad aumentare le probabilità complessive di eventi cardiovascolari.

Ora che il pericolo legato alla Lp(a) è stato definito in modo più preciso, la speranza dei ricercatori Gb è quella di migliorare le strategie ‘salvacuore’ agendo su un doppio fronte: contro il colesterolo Ldl, che resta il nemico numero uno, e contro la Lp(a)

luglio 4, 2010

5 miti sfatati sul colesterolo.

colesteroloE’ considerato il “grande killer” della salute, il nemico numero uno del cuore. Il colesterolo elevato è un problema che riguarda sempre più persone. Imparare a tenerlo sotto controllo con le misure di prevenzione, significa evitare pericolose malattie. Tutti ne parlano, ma pochi lo conoscono bene.

Non sempre è cattivo come sembra. Ecco sfatati 5 miti sul colesterolo:

1. Le uova contengono più di 200 mg di colesterolo per ogni 100 gr, è anche vero che questa quantità sul totale della dieta  alimentare non rappresenta un pericolo per cuore e arterie. Una carbonara ogni tanto ci può stare.
2. Non è vero che gli americani hanno i valori più alti di colesterolo nel sangue. Sono i colombiani ad avere questo record.
3. Il colesterolo non è solo un problema “da grandi”, ma può colpire anche i più piccoli: diverse ricerche avrebbero infatti dimostrato come l’arteriosclerosi possa comparire già all’età di 8 anni.
4. Margarina, burro e mascarpone a basso contenuto di colesterolo? Occhio alle etichette: spesso si riferiscono alla quantità di colesterolo calcolata sul totale della dieta  alimentare giornaliera. Ciò che è importante conoscere è il quantitativo di colesterolo “cattivo” o Ldl (Low-density lipoprotein) presente nei cibi.
5. Il colesterolo non è sempre così terribile come sembra. È infatti un elemento essenziale per lo svolgimento di numerosi processi, dalla protezione contro le malattie gastrointestinali e respiratorie, alla fortificazione della membrana cellulare.(takecareblog)