Posts tagged ‘l’avanti’

aprile 27, 2020

Ritorna l’Avanti.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Al mio fraterno amico Stefano auguri per un successo che merita per i grandi sacrifici che ha fatto e di cui sono personalmente testimone.

Ci sarà tempo per migliorarlo, ci sarà tempo per le critiche.

Oggi godiamo questa vittoria che è un punto di partenza per un giornale che ha segnato la storia del movimento operaio fin dalla sua fondazione.

aprile 25, 2020

25 aprile 1° maggio!

di Beppe Sarno

http://carpetashistoria.fahce.unlp.edu.ar/carpeta-3/imagenes/PIETRONENNI.png/image_preview

Scriveva Sandro Pertini sull’Avanti del 25 aprile 1947 “Tutti  i  lavoratori  del brac­cio  e  della  mente,  che  nella guerra  di  liberazione e  nella insurrezione  d’aprile  furono uniti nella lotta  per la nostra indipendenza  e per  la  nostra libertà,  rimarranno  ancora .saldamente  uniti  perchè  la Patria  sia  del  popolo e  per­chè la libertà abbia finalmen­te  come  base  una  profonda giustizia sociale, onde essa di­venga una conquista duratura per  tutti  gli  italiani. La  lotta,  dunque,  non  è terminata  il  25  aprile  1945, ma continua.

Gli rispondeva Pietro Nenni sull’Avanti del primo maggio “non  sia   da   noi  un   giorno di   feste,   ma  di  lotta,   concor­rono   oltre    alle   incognite politiche della situazione,  le   tristissime condizioni  economiche del   Paese   e  segnatamente    dei ceti più diseredati.”

25 aprile e primo maggio. Ci troviamo a celebrare queste due date mentre infuria una tempesta senza precedenti .

Due date vicine, 25 aprile e primo maggio soprattutto nelle coscienze di ogni cittadino veramente democratico perchè il riscatto dal lavoro può avvenire  solo in presenza della libertà dei lavoratori.

Mai avrei pensato di trovarmi in una situazione come quella attuale preoccupante e avvelenata dagli errori di una sinistra che non riconosce se stessa e si chiude per paura di affrontare la   realtà e i problemi: fabbriche chiuse e  strade vuote.

I lavoratori che non sanno se dopo questa terribile emergenza torneranno a lavorare. Molti probabilmente no. I partigiani cantavano “una speranza m’è nata in cuor” ma dove sono finite quelle speranze che all’indomani della liberazione tutto un popolo ha sognato?

Sono finite perchè oggi molti di noi non hanno voglia di ricordare queste due date  e perchè le speranze si sono tramutate in una dolorosa sfiducia o in una cinica indifferenza.

La lotta continua” diceva Pertini e gli rispondeva Nenni “Il primo maggio sia un giorno di lotta.”

La realtà  non è stata capace di dare una risposta alle speranze della gente. Ma è evidente che all’indomani di “mani pulite” le responsabilità di noi socialisti sono state gravi e imperdonabili. Impegnati a salvare noi stessi  non abbiamo provato a tornare alle origini, dalla parte dei lavoratori,  la nostra casa madre. Non siamo stati capaci o non abbiamo voluto seguire la strada indicata da  Pertini e di Nenni e di tutti i socialisti che hanno dato la vita per un principio.

Abbiamo lasciato i lavoratori soli ed il malcontento  è nato dal perdurare dei problemi non risolti, che ha generato il qualunquismo, il disgusto per la politica, occupata da mestieranti senza scrupoli e da prime donne querule e senza sostanza.

In Europa,  la Germania e l’Olanda preparano la trappola del MES  per rendere privato tutto quello che è stato costruito con i sacrifici di generazioni di lavoratori.

Il divorzio, la scuola dell’obbligo, la nazionalizzazione dell’energia, del sistema sanitario, lo statuto dei lavoratori, che all’epoca ci sembrarono fatti quasi naturali, logica conseguenza di un percorso condiviso da tutti, paragonandoli alla forza del Capitale oggi, appaiono per quello che furono: conquiste gigantesche di democrazia e civiltà.  La  democrazia  che ci hanno regalato i nostri padri l’abbiamo lasciata degradare  e funziona male perchè noi siamo mancati al nostro dovere di socialisti.

Oggi i giovani ci voltano le spalle cercando altre strade, improbabili  scorciatoie verso il  nulla.  In questo nulla,  in questo non aver saputo ricostruire la nostra identità per difendere le istituzioni, i diritti del lavoro, le conquiste sociali che sta il pericolo maggiore: il pericolo di un vuoto che fa paura.

Quanti sono gli errori che dal 1992 noi socialisti abbiamo commesso con le nostre divisioni, le nostre vigliaccherie, i nostri tradimenti?

Sappiano i socialisti della mia generazione, i democratici tutti, trarre occasione da questa pausa forzata con cui celebriamo il 25 aprile e il primo maggio per  trovare la forza ed il coraggio per compiere in umiltà un approfondito esame di coscienza per ritrovare la forza di ricominciare.

 

 

 

maggio 22, 2013

150 anni dell’SPD, dall’Internazionale democratica del Psi di Craxi all’Alleanza progressista dei socialisti tedeschi

” Di che si tratti ancora non si sa. Sembra che sia il progetto di un’associazione promossa da partiti socialisti che oltrepassi i rigidi confini dell’Internazionale, ma che per ora vi si affianchi e non ne costituisca un’alternativa. Naturalmente la proposta tende comunque a superare la vecchia organizzazone che ha perso negli utlimi vent’anni sia un chiaro profilo politico sia la sua influenza, priva di temi e campagne internazionaliste coordinate, priva di peso nell’Onu.
E’ una proposta che, al momento, ci pare indirizzarsi verso una analoga idea avanzata dal PSI di Craxi e Martelli alla vigilia del crollo dell’Unione sovietica e alla vigilia della ormai fortemente voluta dal cancelliere Kohl, prima degli altri, della riunificazione tedesca: l’Internazionale Democratica.
Oggi la Germania – in cui la SPD di allora si oppose con forza alla proposta del Partito socialista italiano, viceversa condivisa dal socialismo latino, sia spagnolo, portoghese che di Mitterrand – è una sola e nelle prossime elezioni di settembre potrebbe scalzare (è l’auspicio) Angela Merkel: una Alleanza progressista a guida sociademocratica tedesca avrebbe una grande influenza sulla politica europea, dimostrerebbe che la SPD è capace di influenza internazionale competitiva a quella dell’attuale Cancelliere conservatore.

http://stecarluccio.com/2013/05/22/150-anni-dellspd-dallinternazionale-democratica-del-psi-di-craxi-allalleanza-progressista-dei-socialisti-tedeschi/

settembre 30, 2010

Uno scatto d’orgoglio. …..e meno male!

Il Partito Socialista Italiano  ha chiesto, tramite il suo tesoriere e rappresentante legale Oreste Pastorelli, al liquidatore patrimonionale del disciolto Psi di adoperarsi per tutelare la proprietà della storica testata socialista “Avanti!” anche considerando il danno di immagine che ha provocato e continua a provocare spacciandosi come “quotidiano socialista dal 1896” quello attualmente in edicola diretto da Valter Lavitola.
Il quotidiano Avanti! in edicola e nel web, salito alla ribalta della cronaca per le affermazioni del suo direttore a proposito della vicenda Fini-Tulliani, sta infatti utilizzando impropriamente una testata che non gli appartiene. Quella registrata nel 1996 presso il Tribunale di Roma, al registro della stampa, è infatti “L’Avanti!” con l’articolo determinativo proprio perché la società che ne è editrice non è proprietaria della testata originale del Psi.
A questo punto ci sono due certezze: il liquidatore del Psi ha l’obbligo di porre in essere tutte le azioni a tutela del patrimonio del disciolto Partito socialista italiano in cui rientra la storica testata; il quotidiano diretto da Valter Lavitola non ha nulla a che vedere con il quotidiano che venne diretto, tra gli altri, da Pietro Nenni.