Posts tagged ‘la stampa’

gennaio 10, 2015

In Boko al lupo

    Il Nord della Nigeria invece del Nord della Francia. E, al posto di vignettisti e ostaggi, bambini affettati a colpi di machete. L’ultima nefandezza di Boko Haram gronda del sangue di almeno duemila innocenti, eppure ci coinvolge meno della strage di Parigi. Come se la distanza da casa la trasformasse in un altro film. Purtroppo il film è lo stesso, è solo la scena che cambia. E se non cambiamo quella scena, la prossima si girerà di nuovo qui. Boko Haram è la setta islamica che vuole farsi   Stato bruciando chiese, meglio se con i fedeli dentro, e rapendo ragazzine col vizio di andare a scuola per darle in sposa ai propri trogloditi e farne delle serve o delle kamikaze. Poiché finora i Boko hanno devastato un territorio sprovvisto di materie prime, l’indignazione occidentale si è limitata a qualche fiero scatto fotografico (ricordate la campagna: «Bring back our girls», restituiteci le nostre ragazze?). Ma c’è da scommettere che non appena mettessero le loro zampacce sui giacimenti petroliferi della Nigeria del Sud, le ragioni della democrazia tornerebbero a interrogarci con urgenza.

Nessuno pretende e nemmeno desidera una nuova crociata. Ma un po’ di politica sì. E non la politica economica che in questi anni ha portato l’Europa a schierarsi pro e contro l’Iraq, la Libia o la Siria, oscillando tra sussulti guerrafondai e menefreghismo da pusillanimi in base alle convenienze del momento. Serve la politica vera, quella che isola il nemico, finanziando e addestrando le sue vittime, perché ha una visione strategica e sa che estirpare il virus del terrorismo islamista nei suoi focolai è l’unico modo di fermare il contagio.  (massimo gramellini da “La Stampa,”)

ottobre 6, 2013

Che bello scherzo!

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LEI LE PRESENTA, IL PREMIER LETTA COGLIE L’OCCASIONE PER SBARAZZARSENE E LE ACCETTA. LA SOTTOSEGRETARIA: “NESSUNO M’HA DETTO NIENTE”

Le mie dimissioni accettate? Non ho ricevuto alcuna comunicazione in merito”. Sono le tre del pomeriggio e Michaela Biancofiore, amazzone tra le più amazzoni di Berlusconi, non risponde al telefono. Si comunica per sms. “Possiamo sentirci?” “Aspettiamo di capire se questa cosa è vera”. “Questa cosa” è appunto il fatto che le sue dimissioni da Sottosegretario sarebbero state accettate dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, come scriveva ieri La Stampa. “Io parlo solo innanzi a fatti”, dice lei. Sì, però s’è dimessa. “Che mi sia dimessa è vero, come tutti e 5 i ministri del Pdl quando è arrivata la richiesta di Berlusconi di ritirare la delegazione ministeriale”.

maggio 20, 2013

Il matrimonio del secolo.

Leggevo l’intervista che il presidente Rai Anna Maria Tarantola ha rilasciato a La Stampa, e c’è un passaggio che ritengo abbastanza interessante.

Che cosa volete fare della Rai? Quali i caratteri distintivi del servizio pubblico?
«La qualità, sempre, in tutto: informazione, fiction, intrattenimento. Qualità vuol dire equilibrio, correttezza, no al sensazionalismo, no alla Tv del dolore… E poi vorrei un’informazione verificata, con un pluralismo non solo politico, ma di genere, di culture, di territorio, di voci… Mai più Miss Italia e Isola dei Famosi».

Ma avete trasmesso il matrimonio di Valeria Marini.
«Sono incidenti che possono sempre succedere e spero che ne succedano sempre di meno».

maggio 19, 2013

“Il nuovo F-35 verrebbe abbattuto dai caccia che volano da 30 anni”


Gli F35 sono una “sòla”, questo è chiaro. Ora lo ammette anche il Pentagono, lamentandosi del pessimo lavoro fatto dal “complesso militare.industriale”. Ma l’Italia ancora non disdice l’acquisto.

Lo scrive La Stampa di Torino, quotidiano di casa Fiat. Non proprio degli “antagonisti” pieni di pregiudizi…
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aprile 20, 2013

La coerenza non è di questo mondo.

 

Lo diceva il “nuovo Presidente della Repubblica italiana” Giorgio Napolitano, esattamente una settimana fa, al direttore de “La Stampa” Mario Calabresi.

«Non mi convinceranno a restare. Ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti, sarebbe sbagliato fare marcia indietro, restare sarebbe una non-soluzione. Tutto quello che avevo da dare ho dato, non attribuitemi scelte salviche. Sono contrario a soluzioni pasticciate, all’estero la definirebbero una “soluzione all’italiana”. Tornare indietro sarebbe ai limiti del ridicolo».

(Giorgio Napolitano, 14 aprile 2013)