Posts tagged ‘kyoto’

giugno 4, 2012

L’America mette i dazi doganali sui pannelli solari di fabbricazione cinese.

pannelli solari interna nuova

Il 17 maggio scorso il Dipartimento di Stato americano ha deciso di imporre dazi alle importazioni di pannelli solari prodotti in Cina. La ragione: Pechino inonda di sussidi i propri produttori che possono mettere sul mercato i pannelli a prezzi stracciati, causando la crisi della produzione americana. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che imporranno tariffe di circa il 31 per cento su sessanta esportatori cinesi di pannelli solari accusati di dumping, tra cui Wuxi Suntech e Trina Solar. Altri produttori si troveranno ad affrontare tariffe di poco inferiori al 250 per cento.

Gli Usa difendono i loro prodotti, ma in realtà, secondo molti analisti di settore, la decisione porterà ad effetti negativi per tutti. Aumenteranno i costi, retrocederà l’industria del solare, a vantaggio di chi ancora campa di energia fossile. La nuova ‘guerra solare’ ha origini lontane. C’è un problema di fondo, di natura storica, collegato al protocollo di Kyoto e all’obiettivo delle riduzioni di CO2: i sussidi infatti non sono stati solo cinesi, ma vedono anche un impegno molto forte dell’Unione Europea.

ottobre 18, 2011

Kyoto: Italia fatica su target 2012.

Kyoto: Italia fatica su target 2012 Kyoto: Italia fatica su target 2012

Mentre l’Italia, insieme ad Austria e Lussemburgo, arranca per raggiungere gli obiettivi di Kyoto, l’Unione europea supera l’esame, pensa ai suoi obiettivi per il 2020 e alla possibile seconda fase del protocollo sul clima.

Secondo i dati preliminari dell’agenzia europea per l’ambiente, l’Italia finora ha fermato i suoi tagli della CO2 al 4,8% rispetto ai livelli del 1990, contro la riduzione del 6,5% sottoscritta nell’ambito del protocollo di Kyoto. Il rischio è che i risultati dei tre paesi in ritardo nel tagliare le emissioni di CO2 compromettano il raggiungimento dei target europei del 2020, che prevedono la riduzione del 20% della CO2, del 20% dei consumi di energia e una quota del 20% di consumi da rinnovabili.

“Questi tre paesi – ha detto Jacqueline McGlade, direttore dell’agenzia Ue per l’ambiente – devono accelerare il passo per centrare gli obiettivi”. In ogni caso, secondo l’agenzia europea “qualsiasi opzione intendano adottare, sarà necessario un budget adeguato per assicurare il rispetto degli impegni”. Se l’Italia dovesse mancare l’obiettivo, rischia di ritrovarsi davanti alla Corte di giustizia europea e anche a pagare multe.

novembre 22, 2009

Dagli USA piccoli gesti quotidiani per ridurre le emissioni di CO2

ambiente-voler-bene-a-se-stessi-per-voler-bene-al-pianetaUn gruppo di sociologi, economisti e ambientalisti americani ha pubblicato uno studio sui Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) finalizzato a dimostrare come singole azioni domestiche, attuate con impegno e costanza, nell’arco di un decennio potrebbero abbattere l’anidride carbonica di percentuali significative, paragonabili a quelle richieste dal Protocollo di Kyoto.
Diversi sono gli aspetti della vita quotidiana contenuti in questo decalogo: per prima cosa bisogna prestare attenzione all’isolamento termico degli edifici, responsabile di considerevoli perdite di energia. I punti più delicati sono coperture e infissi. Importante è anche la scelta di caldaie e condizionatori, spesso inefficienti. Per gli edifici di nuova costruzione non bisogna dimenticare che esistono criteri architettonici ormai ben sperimentali per favorire il condizionamento interno.
Attenzione anche alle modalità d’uso di tutti gli elettrodomestici: è preferibile non scegliere programmi di lavaggio lunghi ed energici per capi di biancheria non troppo sporchi oppure staccare le spine degli apparecchi elettrici che continuano a consumare energia anche quando sono apparentemente spenti (ovvero in standby). Importante è anche non tenere al massimo la temperatura degli scaldabagni elettrici, che consumano molta energia.
Per quanto concerne l’automobile, esistono alcuni accorgimenti per una corretta manutenzione che fanno risparmiare significative quantità di carburante: evitare accelerazioni e frenate continue; ridurre le velocità massime di crociera; optare per pneumatici a basso coefficiente di attrito.
Gli autori della ricerca PNAS sostengono che questi piccoli e semplici accorgimenti, se sistematicamente e quotidianamente adottati negli Stati Uniti, potrebbero portare in un decennio all’abbattimento del 7,4 % delle emissioni nazionali. Percentuali eguali o più elevate si riscontrerebbero nel caso di sistemi energetici complessivamente inefficienti, come quelli di Canada e Australia e percentuali più ridotte nei Paesi dell’Europa Occidentale, già dotati di sistemi mediamente più efficienti.
L’importanza di questi gesti quotidiani è evidente, se si considera che nei dieci anni successivi all’approvazione del Protocollo di Kyoto, i provvedimenti presi dai governi hanno fallito rispetto all’obiettivo di ridurre le emissioni del 5,2%.