Posts tagged ‘Journal of the National Cancer Institute’

settembre 9, 2010

TUMORI: STUDIO ITALIANO, L’ABITUDINE AL FUMO E’ SCRITTA NEL DNA

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Fumatori si nasce, almeno in parte.

L’irresistibile fascino delle sigarette e il pericolo di sviluppare un tumore ai polmoni sono parzialmente scritti nel patrimonio genetico che ciascuno di noi eredita alla sua nascita. Ma, sia ben chiaro, la volonta’ del singolo di accendersi una bionda fa pur sempre la sua parte. Ora, pero’, i ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, diretti da Tommaso Dragani, hanno identificato un gene, il CHRNA5, responsabile della maggiore predisposizione all’abitudine al fumo di sigaretta e collegato al rischio di cancro polmonare.

Sono i risultati di un lavoro tutto italiano, finanziato da AIRC, appena pubblicato sul prestigioso giornale scientifico JNCI (Journal of the National Cancer Institute) che porta a compimento il lavoro iniziato da studi condotti in migliaia di individui da grossi consorzi internazionali negli anni scorsi.

Una scoperta utile anche per quei fumatori che vorrebbero smettere perche’ adesso i ricercatori hanno un nuovo ”bersaglio” da colpire con farmaci mirati contro il responsabile genetico della dipendenza da nicotina, ma anche con la messa a punto di supporti psicologici piu’ intensi.

”Con questa ricerca su JNCI abbiamo, finalmente, identificato il gene coinvolto, il CHRNA5, e il meccanismo molecolare responsabile dell’attitudine alla nicotina. In sostanza, abbiamo scoperto che varianti presenti nel DNA degli individui a piu’ elevato rischio sia di cancro polmonare che di abitudine al fumo causano una riduzione dei livelli del prodotto di questo gene” chiarisce Stefania Falvella, prima autrice del lavoro.

Maggio 9, 2010

Un’ampia metanalisi non ha rilevato aumenti di rischio significativi per il consumo di queste bevande

Un’ampia metanalisi non ha rilevato aumenti di rischio significativi per il consumo di queste bevande.
Il consumo di grandi quantità di caffè e di bevande gassate dolcificate non è associato a un maggior rischio di cancro del colon secondo un’ampia metanalisi pubblicata online dal Journal of the National Cancer Institute.

Alcuni studi in passato avevano suggerito che il caffè e il tè potessero diminuire il rischio di tumore, mentre altri concludevano il contrario. Il tè, per esempio, contiene antiossidanti che in teoria potrebbero prevenire l’insorgenza di neoplasie, ma contengono anche poliamine, che possono promuoverla. D’altra parte, il consumo di bevande gassate è associato all’aumento di peso, all’obesità e ad altre condizioni potenzialmente in grado di aumentare il rischio di tumori.(liquidarea)

Maggio 3, 2010

FRUTTA E VERDURA. Poco efficaci sul cancro.

 

Un clamoroso studio dell’epidemiologo italiano Paolo Boffetta, della Scuola di Medicina Mount Sinai di New York, e di un’equipe di ricercatori europei, ha analizzato i questionari dietetici riempiti da 142.605 uomini e 335.873 donne reclutati per la ricerca Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) in dieci Paesi europei fra cui l’Italia, fra il 1992 e il 2000. Ebbene, confrontando queste schede dietetiche quasi 9 anni dopo con la mortalità da cancro nei due gruppi di volontari (attenzione, tutti i tipi di cancro in blocco, quindi una media), lo studio ha concluso che i consumi di verdura e frutta dichiarati dai volontari poco o nulla erano in collegamento col loro rischio cancro.