Posts tagged ‘Journal of Physiology’

settembre 29, 2013

Dolcificanti ‘amari’ per cervello che desidera lo zucchero.

. .

I dolcificanti ipocalorici o a zero calorie aumentano il desiderio di zucchero e quindi portano di fatto al consumo di una maggior quantità di cibi ipercalorici vanificando gli sforzi di chi è a dieta.

Lo rivela uno studio sul Journal of Physiology di Ivan de Arujo della Yale University. Non è la prima volta che i dolcificanti finiscono sotto accusa: un lavoro apparso di recente sulla rivista Trends in Endocrinology & Metabolism ha evidenziato che i dolcificanti non aiutano a dimagrire né a prevenire l’aumento di peso; anzi aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, obesità al pari se non di più del normale zucchero. L’autrice di questo studio, Susan Swithers della Purdue University, suggeriva proprio che i dolcificanti non riescono a placare il fisiologico desiderio di dolce del cervello, aumentando la voglia di dolce e portando nel complesso a mangiare di più.

maggio 18, 2012

Troppo fruttosio rallenta il cervello, nuova accusa per bibite gassate.

fruttosio in bibite gassate rallenta il cervello

Troppi zuccheri rallentano il cervello. A finire sotto accusa sono nuovamente le bibite gassate e zuccherate: a compromettere memoria e apprendimento è, infatti, il fruttosio che viene aggiunto a diversi prodotti alimentari, soft drink inclusi. A dare l’ennesimo buon motivo per non consumare queste bevande è uno studio pubblicato sul Journal of Physiology in cui Fernando Gomez-Pinilla e Rahul Agrawal, ricercatori dell’Università della California di Los Angeles, hanno dimostrato che troppo fruttosio può letteralmente rendere stupidi.

Gli esperimenti che hanno permesso di giungere a questa conclusione hanno previsto di insegnare a due gruppi di ratti come percorrere un labirinto. Dopo avere alimento per 6 settimane gli animali con una dieta ricca di zucchero o con un’alimentazione salutare, i ricercatori hanno verificato la capacità dei ratti di ricordare la via verso l’uscita. Gli animali cui erano stati dati molti zuccheri si sono dimostrati più lenti. Alla base di questo fenomeno c’è una minore sensibilità delle cellule del cervello all’azione dell’insulina.