Posts tagged ‘Journal of Clinical Investigation.’

giugno 27, 2013

Melanoma: cellule immunitarie modificate per contrastarlo.

melanoma 300x246 Melanoma: cellule immunitarie modificate per contrastarlo

Un gruppo di ricercatori della Duke University e’ riuscito a modificare geneticamente alcune del sistema immunitario in modo da far loro riconoscere e eliminare le cancerose del . Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Investigation. Le dell’organismo che sono sotto stress o danneggiate presentano sulla propria superficie dei frammenti di proteine chiamati immunoproteasomi: questi sono individuati dalla dentritiche che poi provvedono a distruggere la cellula danneggiata. Gli immuoproteasomi non sono pero’ prodotti dalle della maggior parte dei cancri, incluso il e quindi i sono al riparo dal sistema immunitario. Gli scienziati hanno allora ingegnerizzato le dendritiche in modo da riconoscere gli antigeni cancerosi associati alle del e poi li hanno iniettati in alcuni pazienti.

luglio 27, 2010

Tumori al colon scoperta la molecola che diffonde la metastasi da ricercatori italiani.

Si chiama semaforina E3 ed è una molecola che regola la produzione di metastasi nel melanoma e nel tumore al colon retto. La scoperta è in uno studio di un team dell’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, in provincia di Torino. “La semaforina agisce proprio come una chiave, una volta inserita nella serratura apre la porta alle metastasi. Bloccandola si può evitare che il cancro si diffonda nell’organismo”, spiega il professor Luca Tamagnone, autore della ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Investigation.

La scoperta di questa famiglia di molecole rappresenta un passo in avanti nella cura della malattia. Le semaforine, infatti, regolano il movimento delle cellule, anche quelle ‘anomale’, e sono molto abbondanti nei tumori invasivi che formano metastasi. E la E3, in particolare, ha dimostrato di essere un ottimo indicatore.

Il trial clinico è ancora lontano. Per adesso l’esperimento è stato condotto in laboratorio su cavie. “Abbiamo osservato – spiega Tamagnone – che negli animali con melanoma e tumore del colon retto la semaforina, se presente in grandi quantità, agiva proprio come un segnale di via alla formazione delle metastasi. Bloccandola con un’altra semaforina modificata, anch’essa ricreata in laboratorio, il tumore smette di diffondersi e di contagiare altri organi”. Va detto però che questo ‘bloccante’, così come è, ha molti difetti: non può funzionare nell’uomo, è molto difficile da produrre e non è stabile. (repubblica.it)