Posts tagged ‘Italia-Esteri’

luglio 25, 2013

L’alta velocità è anche questo.

giugno 16, 2013

Ad Istanbul arrestano anche i medici.

Arrestati, manganellati ed allontanati anche i medici volontari che si erano recati sul luogo degli scontri per soccorrere i feriti che, a causa delle critiche condizioni cliniche o per paura di essere identificati ed arrestati dalla polizia, non si erano recati presso gli ospedali della capitale.

marzo 27, 2013

Krugman: “Cipro lasci l’euro. Ora”

Paul-Krugman-218x218 (1)di Paul Krugman, da krugman.blogs.nytimes.com

Un corrispondente che stimo mi ha (gentilmente) sfidato a dire chiaramente quello che penso dovrebbe fare Cipro – lasciando da parte tutte le domande relative realismo politico. E ha ragione: mentre io penso che sia OK passare la maggior parte del mio tempo su questo blog entro i limiti del politicamente possibile, e basandosi su una combinazione di ragionamenti e ironia per spingere quei limiti nel corso del tempo, una volta ogni tanto dovrei solo affermare categoricamente che cosa avrei fatto se ne avessi la possibilità.

Per cui, ecco: sì, Cipro dovreb

marzo 15, 2013

Evasi.

Jellestinnen (o Selestian) Valentine. Ajesh Binki. St. Antony. Questi nomi non ci dicono niente di speciale, eppure oggi sono al centro di un caso internazionale. I primi due sono i nomi dei pescatori indiani uccisi e il terzo il nome del peschereccio dove erano imbarcati. Stiamo parlando dell’evasione dei due soldati del Battaglione San Marco imbarcati sulla petroliera “Enrica Lexie” per la difesa da eventuali attacchi di navi pirata. I loro nomi sono, per noi, più facili da ricordare: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo specchio di Oceano Indiano percorso dalla petroliera è uno dei più pericolosi del mondo stando così prossimo alle coste del Corno d’Africa (Etiopia, Somalia e Gibuti), la penisola arabica e il Golfo Persico. A ventiquattro miglia dalle coste indiane, la petroliera viene avvicinata da un peschereccio locale. Preoccupati da un eventuale assalto piratesco, i due marinai, che agiscono di propria iniziativa e non sono sottoposti alla giurisdizione del comandante della nave mercantile, sparano sul peschereccio e uccidono Jellestine e Ajesh. Due pescatori regolarmente imbarcati e provvisti di documenti, come il resto dei marinai del “St. Antony”.