Posts tagged ‘istone’

marzo 23, 2012

Influenza: il meccanismo con cui il virus viola le sicurezze dell’organismo.

I ricercatori hanno identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il influenzale “manomette” alcuni elementi chiave nella regolazione della risposta dell’organismo, per passare inosservato e rimanere il più a lungo possibile nell’ospite
di ALESSIA MANFREDI
UN trasformista, maestro nell’arte di mimetizzarsi e alla continua ricerca di nuove tattiche per sopravvivere il più a lungo possibile, sotto traccia, nell’organismo ospite.

 

E che invece di tentare di sconfiggere il sistema immunitario, prova ad ingannarlo: è uno dei punti di forza dell’, tanto difficile da combattere proprio perché il che la provoca cambia frequentemente, rendendo inutili gli anticorpi sviluppati nella stagione precedente. Ora un gruppo di ricercatori della Rockefeller University di New York guidato da Alexander Tarakhovsky, a capo del laboratorio di Lymphocyte signaling, ha identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il influenzale “manomette” alcuni elementi chiave nella regolazione della risposta dell’organismo, per passare inosservato e rimanere il più a lungo possibile nell’ospite. I risultati dello studio, pubblicato su Nature, mostrano che una proteina del dell’ stagionale, chiamata – che non è strutturale ma si esprime solo quando è in atto un’infezione – “imita” una componente essenziale del meccanismo di regolazione genica, riuscendo in questo modo a bloccarne la funzione e a mettere ko i meccanismi di difesa dell’organismo infetto. Un’osservazione che ha implicazioni importanti per permettere di comprendere meglio il a livello biologico, la sua patogenicità, e allo stesso tempo individuare nuovi bersagli terapeutici.

giugno 18, 2010

La connessione genica tra fertilita’ e longevita’.

L’aumento di longevità che si ottiene in C. elegans inibendo l’espressione di alcune proteine appare legato, in modo singolare, esclusivamente alla loro attività nel sistema riproduttivo

Un nuovo gruppo di proteine coinvolte nella regolazione della lunghezza della vita diCaenorhabditis elegans – il nematode ampiamente utilizzato in questo tipo di studi – è stato identificato da un gruppo di biologi della Stanford University School of Medicine. La scoperta ha un aspetto particolarmente singolare perché l’aumento di longevità è legato all’attività di queste proteine esclusivamente nel sistema riproduttivo del verme.