Posts tagged ‘Istituto superiore di sanità’

dicembre 13, 2013

Iss, in Italia 30 mln tonnellate Eternit in uso

ROMA – In Italia ci sono ancora 30 milioni di tonnellate di Eternit in uso, una quantità enorme che non si può smaltire solo con gli attuali siti di stoccaggio. Il dato è emerso durante un convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità sul ‘Progetto Amianto’.

Attualmente nel nostro paese solo 22 discariche accettano rifiuti contenenti amianto, ed esiste un solo impianto sperimentale per la sua inertizzazione, nonostante questo tipo di rifiuti costituisca il 14% di tutti quelli pericolosi. Questo a fronte di una crescita annua in alcuni casi superiore al 100% dei rifiuti con Eternit da smaltire, e un censimento che ha visto almeno 34mila siti da bonificare nel nostro paese. ”Il trattamento dei rifiuti è un punto nodale – ha sottolineato Loredana Musmeci, direttore del dipartimento Ambiente dell’Iss – in Italia c’è scarsità di offerta, per quello non riusciamo a far partire le bonifiche. Non sappiamo cosa fare dei nostri rifiuti contenenti amianto”.

dicembre 4, 2013

Tatuaggi, è boom tra giovani ma aumenta popolo dei pentiti.

TATUAGGI TATUAGGI

Il tatuaggio non conosce crisi tra gli italiani e tra i suoi appassionati sono sempre di più i giovani.

Sono infatti circa un milione e mezzo le persone che ne hanno uno, e i ragazzi tra i 12 e i 18 anni sono il 7,5% del totale. A confermarlo sono i dati presentati dal Centro nazionale Ondico (Organismo notificato dispositivi e cosmetici) dell’Istituto superiore di sanità.

Tuttavia, se è vero che se aumentano gli amanti del tattoo, cresce anche l’esercito dei pentiti o di chi, soprattutto per motivi di lavoro, deve farselo cancellare, come rileva Ezio Maria Nicodemi, chirurgo estetico all’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi) di Roma. ”Nel nostro Paese a prendere questa decisione, a volte sofferta – spiega – è più del 30% dei tatuati, soprattutto uomini. E di questi, il 40% lo fa per motivi lavorativi”.

maggio 29, 2013

Epatite A: preoccupante numero di casi nei primi mesi del 2013 in Italia.

Torna l’ nel nostro paese: dopo anni di relativo calo dell’incidenza, tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013 si registra un allarmante dei casi. Secondo quanto riportato dal sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanita’, un eccesso di casi di e’ stato notato in Italia grazie al sistema di sorveglianza Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’ virale acuta).hepatitis b virus 300x225 Epatite A: preoccupante numero di casi nei primi mesi del 2013 in Italia
In particolare un grosso di casi e’ stato notato a partire dal mese di settembre 2012. L’eccesso principale di casi si e’ registrato nei mesi da gennaio ad aprile 2013.
Complessivamente da settembre 2012 ad aprile 2013 il Seieva registrato 417 casi di acuta A contro i 167 casi notificati nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Lo conferma il ministero della Salute, in una circolare inviata alle Regioni, in cui parla di “importante incremento, rispetto agli anni precedenti, dei casi di in Italia”. In particolare, “su 16 regioni che hanno trasmesso dati aggiornati al 20 maggio 2013, risulta un incremento delle notifiche di pari al 70% nel periodo marzo-maggio 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. In relazione a cio’ e’ necessario rafforzare la sorveglianza dell’ virale A ed avviare indagini sul territorio nazionale finalizzate ad identificare sia l’esistenza di possibili casi autoctoni correlati che, eventualmente, le potenziali fonti. Nell’aprile 2013 sono stati segnalati, tramite il Sistema di Epidemic Intelligence di informazione per le malattie trasmesse da alimenti e acqua (Epis-Fwd) e il Sistema di allerta rapida della Commissione europea (Eers), due cluster internazionali di : il primo in Paesi nord-europei (presumibilmente legato al consumo di frutti di bosco congelati di importazione extra-Eu); il secondo in turisti di rientro dall’Egitto. Inoltre ai primi di maggio sono stati inoltre segnalati casi di in turisti stranieri che avevano soggiornato in Nord Italia. Poiche’ i dati riferiti al mese di aprile 2013 potrebbero non essere ancora completi, il numero dei casi potrebbe ancora aumentare. Dall’analisi dei casi Seieva per regione, l’ del numero di nuovi casi e’ registrato nella maggior parte delle Regioni del centro-nord (in particolare PA di Trento e PA Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto) e in una Regione del sud (Puglia).

gennaio 3, 2013

Acqua avvelenata: il caso Lazio

 

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ROMA – Un’esposizione prolungata all’arsenico tramite acqua potabile e cibo puo’ causare cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, danni al sistema nervoso e diabete. L’allarme arriva dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) e riguarda l’Italia da vicino, e in particolare il Lazio. Dal primo gennaio, infatti, i sindaci di alcune province di Viterbo hanno dovuto vietare l’uso potabile dell’acqua del rubinetto. Un provvedimento che colpisce una quarantina di comuni e quasi 300mila persone nella Tuscia.

Il contenuto di arsenico e fluoruro e’ presente infatti in quantita’ superiori ai limiti di legge, che sarebbero di 10 microgrammi al litro per l’arsenico e 1,5 microgrammi per il fluoruro. Una situazione che non e’ certo una novita’, visto che e’ dal 2001 che regioni e territori chiedono deroghe alla legge.

Il problema e’ che il termine concesso per la terza e ultima deroga e’ scaduto il 31 dicembre 2012 e i lavori di adeguamento probabilmente non termineranno prima del 2014, dice Legambiente.

Cosi’ dal primo gennaio sono scattate le ordinanze dei sindaci che, secondo le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanita’, vietano di bere l’acqua del rubinetto, di usarla per cucinare, lavarsi i denti e fare la doccia a persone con patologie cutanee.

gennaio 7, 2011

Influenza, il picco a fine mese Il ministero: no a rimedi omeopatici.

La stagionale si sta comportando come negli anni precedenti alla pandemica. L’autorità sanitaria sconsiglia gli antibiotici; per febbre, tosse e raffreddore usare farmaci sintomatici. Il contagio si evita anche con precauzioni igieniche di base. Colpiti dai 3 ai 5 milioni di italiani

Influenza, il picco a fine mese Il ministero: no a rimedi omeopatici

ROMA – Altrove fa più paura, in Italia invece l’influenza stagionale si sta comportando come tutti gli altri anni, con la curva epidemiologica che dovrebbe raggiungere il suo picco tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. In totale, stimano gli esperti, potrebbe colpire tra i 3 e i 5 milioni di italiani; tuttavia sono già molti quelli che già durante le vacanze di Natale sono stati costretti a letto dai virus stagionali.

Secondo la rete di sorveglianza Influnet, dell’Istituto superiore di sanità, dal 19 al 26 dicembre i casi sono stati 2,72 ogni mille assistiti dai medici sentinella. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è maggiore, pari a 8,79 casi per mille, nella fascia di età 5-14 anni l’incidenza è pari a 5,84, nella fascia 15-64 anni a 2,16 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 0,73 casi per mille assistiti.

Il picco a fine mese –  “Dai dati che abbiamo finora  –  dice Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità – l’andamento è quello tipico delle stagioni influenzali. Nell’ultima settimana abbiamo registrato un aumento dei casi compatibile con le curve degli altri anni, fatta eccezione per il 2009, in cui la pandemia del virus A-H1N1 ha dato un picco molto anticipato. Possiamo prevedere che da noi il maggior numero dei casi si avrà nei mesi più freddi come negli anni passati: intorno alla fine di gennaio nel 2008-09 e a metà febbraio come nel 2006-07”.(repubblica.it)

dicembre 5, 2010

Hiv, colpito un italiano ogni due ore.

In Italia il virus dell’Hiv infetta una persona ogni due ore. Diminuisce invece in assoluto il numero delle persone malate di Aids: oggi sono 4.000 all’anno. Rispetto a vent’anni fa le infezioni sono ridotte, ma è molto più elevato il numero dei sieropositivi viventi per effetto delle maggiore sopravvivenza legata alle terapie, divenute più efficaci. Oggi i sieropositivi sono 150mila, mentre i malati di Aids sono 22mila. È questo il quadro che emerge dai dati di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids.

“È importante non abbassare la guardia  –  dice Enrico Garaci, presidente dell’Iss – e continuare a puntare alla prevenzione. Il problema è che, se da un lato le cure fanno passi avanti, manca la consapevolezza che il virus possa colpire chiunque. Basti pensare che sei persone su dieci scoprono di averlo solo quando la malattia è conclamata. Molti di questi sono stranieri: su 150mila persone sieropositive presenti in Italia, quasi due su tre non sono di nazionalità italiana”.

Secondo l’Iss, nel corso del 2009 sono stati diagnosticati 4,5 nuove infezioni da Hiv ogni 100.000 residenti italiani e 22,2 ogni 100.000 stranieri residenti. Nella maggior parte dei casi la malattia si diffonde nel Centro-Nord. Un trend che è stabile da circa dieci anni. Dal 1982, quando sono stati registrati i primi casi, in Italia sono state colpite dall’Aids 63.000 persone: di queste 40.000 sono decedute.(repubblica.it)