Posts tagged ‘istat’

marzo 10, 2013

Calano i consumi di carni rosse, ma non è una brutta notizia.

Secondo un comunicato stampa della Coldiretti, nei primi mesi del 2013 il consumo di carni rosse è calato del 7%; questa diminuzione si inserisce in un generale tren decrescente dal 2010 ad oggi (dati ISTAT).

Il tono allarmista del comunicato (”scompare la carne a tavola”) fa pensare ad una sciagura imminente, ma in realtà se vogliamo essere onesti questa è una buona notizia.

Secondo la FAO l’Italia ha una disponibilità pro capite di ben 110 grammi di proteine al giorno, 50 vegetali e 60 animali, ovvero circa il doppio del fabbisogno umano; le proteine vegetali, se bilanciate (1) basterebbero tranquillamente a nutrirci.

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febbraio 9, 2013

Gli effetti della cura Monti.

Stralcio di un dato amaro dell’Istat su Il Messaggero: “La produzione industriale, corretta per gli effetti di calendario, nella media dell’intero 2012 è scesa del 6,7% rispetto all’anno precedente. Si tratta della peggiore variazione annua dal 2009. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che l’indice grezzo è risultato in calo del 6,2%. Tornando indietro nel tempo, nel 2011 la produzione era rimasta pressochè ferma (+0,1% il dato corretto per gli effetti di calendario, -0,7% il grezzo), nel 2010 era risultata positiva dopo un 2009 nero, in cui la perdita era stata a doppia cifra. Guardando ai diversi settori economici (valori aggiustati per il calendario), su base annua, nel 2012, i ribassi più forti hanno interessato la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-10,4%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico (-10,0%) e l’industria del legno (-9,9%). In caduta è risultato anche il comparto tessile-abbigliamento (-9,4%), mentre una delle diminuzioni più contenute ha riguardato l’alimentare (-1,4%). In ogni caso nessun settore ha segnato una variazione positiva.

gennaio 10, 2013

I fattori psicologici che aggravano la crisi.

pigadi Gustavo Piga

Escono i dati Istat su risparmi, consumi e reddito. Dopo avere letto il comunicato che mi dice che:

a) dal terzo trimestre 2011 al terzo trimestre 2012, i redditi disponibili delle famiglie sono scesi di 1,9%;

b) dal terzo trimestre 2011 al terzo trimestre 2012, i consumi delle famiglie sono scesi del 2,2%;

c) dal terzo trimestre 2011 al terzo trimestre 2012, i risparmi delle famiglie sono cresciuti dello 0,3%.

a) ci ricorda che il 2012 è un anno di recessione. Nulla di nuovo in questo senso. Ma che tipo di recessione? E che tipo di aspettative paiono avere le famiglie che vengono rivelate da questi dati?

Normalmente se una recessione è intesa come passeggera e non permanente dovremmo vedere che il calo dei consumi odierni è minore del calo dei redditi: non vogliamo ridurre i tenori di consumo oggi così tanto e li scarichiamo in parte anche sui consumi futuri. Come? Risparmiando di meno o indebitandoci di più oggi. Continua a leggere »

gennaio 9, 2013

Mai così dal dopoguerra Potere d’acquisto -4,1%.

Mai così dal dopoguerra Potere d'acquisto -4,1% L’indicatore dei consumi Confcommercio (Icc) registra a novembre ancora una diminuzione, risultando in flessione del 2,9% nel confronto annuo e dello 0,1% rispetto al mese precedente. Prosegue cosi’ il trend in atto dalla fine del 2011 e si mostra ”con una certa evidenza come il 2012 si avvii ad essere ricordato come l’anno piu’ difficile per i consumi del secondo dopoguerra”, sottolinea Confcommercio, con la riduzione piu’ elevata dall’inizio delle serie storiche.Crolla il potere di acquisto delle famiglie: nei primi 9 mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, il potere di acquisto ha registrato una flessione del 4,1%. Lo comunica l’Istat aggiungendo che nel terzo trimestre 2012 si è ridotto del 4,4% rispetto al terzo trimestre 2011.
novembre 23, 2012

Facciamo il redditest alle banche.

Corrado Passera

di Gianluigi Paragone

Partiamo dalle cifre. Il numero “boa” è un range compreso tra i 120 e i 150 miliardi: tanto secondo l’Istat, è l’imponibile sottratto all’erario. Ora, domando al presidente Monti e al numero uno di Agenzia delle Entrate Befera, è mai possibile pensare sul serio che a questa cifra ci si arrivi per gli scontrini non emessi, per le fatture in nero non rilasciate dall’idraulico o per le ore in nero pagate all’insegnante di ripetizione? La risposta di chi ha un quoziente intellettivo medio è no. No, no e ancora no. A queste cifre ci si arriva perché c’è un numero “ristretto” di soggetti che evade per cifre da capogiro.

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ottobre 18, 2012

Agricoltura biologica, il trionfo del Sud e delle isole.

aziende bio sud italia

L’agricoltura biologica e gli allevamenti biologici sono il fiore all’occhiello delle produzioni agroalimentari del Mezzogiorno. Lo afferma oggi la CONFEURO in un comunicato, a commento dei dati sulla distribuzione delle aziende biologiche sul territorio nazionale diffusi dall’ISTAT.

La maggioranza delle aziende biologiche (sia coltivazioni che allevamenti), secondo le cifre diffuse dall’istituto di ricerca, si trova proprio nelle regioni meridionali. Come spiega Rocco Tiso, presidente nazionale di Confeuro:

I dati di oggi diffusi dall’ISTAT sul numero delle aziende biologiche presenti al Sud rappresentano un segnale di grande rilevanza per l’intero panorama agricolo del Mezzogiorno. L’istituto di ricerca rileva che al 24 ottobre 2010 il 62% delle aziende biologiche è attivo nel Sud e nelle isole; sono infatti 45.167 (il 2,8% del totale) le imprese che risultano adottare metodi di produzione biologica per coltivazioni e allevamenti.

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giugno 3, 2012

Il 2 giugno dovevano sfilare i disoccupati.

amante precaria affittasi La disoccupazione aumenta del 31%

Ad aprile 2012 il numero dei disoccupati è pari a 2.615.000, registrando una crescita dell’1,5% (38 mila unità) rispetto a marzo. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 31,1% (621 mila unità).

Il tasso di disoccupazione si attesta quindi al 10,2%.

Ma il dato più allarmante è tra i giovani: tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 611.000. Potete leggere ulteriori dati e l’informe completo dell’ISTAT sul blog L’isola dei cassintegrati.

Mag 23, 2012

Istat, una spietata radiografia della crisi italiana.

di Alfonso Gianni(*)

Il Rapporto annuale 2012 sulla situazione del Paese dell’Istat, presentato ieri nella sala della Lupa a Montecitorio, ci restituisce un’immagine cruda dello stato dell’Italia. Ovviamente il rapporto non contiene, né lo potrebbe, giudizi politici. Ma le cifre e le valutazioni statistiche che ci offre valgono più di accorate denunce, perché costituiscono un’analisi puntuale e spietata delle condizioni in cui versa il nostro paese nel pieno della crisi e forniscono un’infinità di elementi precisi per sottoporre a critica le politiche del governo italiano e della governance europea.  Continua a leggere »

Mag 15, 2012

Monti è peggio di Berlusconi.

I dati sull’economia reale, molto più importante della finanza di carta per determinare lo stato di salute di un Paese e di chi lo abita, a partire dall’inizio del 2012 sono tutti negativi. Gli impatti del governo Monti, in carica da novembre 2011, e della manovra salva-italia, licenziata dal parlamento a dicembre, non sono stati dei migliori.
Ecco i veri risultati della politica “sviluppo-salva-italia” del governo Monti:

– Immatricolazioni Automobili (Gen-Feb. 2012 – a/a): -17,8% (UNRAE)

– Movimenti aerei passeg. e cargo (Gen. 2012 – a/a): -6,5% (ASSOAEROPORTI)

– Richieste Mutui (Gen. 2012 – a/a): -44,0% (EURISC)

– Inflazione (Feb. 2012 – a/a): +3,3% (ISTAT)

– Prezzi alla produzione dei prodotti industriali (Gen. 2012 – a/a): +3,3% (ISTAT)

– Prezzi beni energetici (Feb. 2012 – a/a): +15,6% (ISTAT)

– Consumi petroliferi (Gen-Feb. 2012 – a/a): -8,3% (Destag. -10,0%) (M.SV.EC.)

– Consumi gas (Gen. 2012 – a/a): -4,3% (MIN. SVIL. ECON.)

– Consumi En. Elettrica (Gen-Feb. 2012 – a/a): -0,2% (Destag. -2,0%) (TERNA)

– Produzione Industriale (Gen. 2012 – a/a): -2,1% (Destag. -5,0%) (ISTAT)

– Fatturato industriale (Gen. 2012 – a/a): -1,4% (Destag. -4,4%) (ISTAT)

– Ordinativi dell’industria (Gen. 2012 – a/a): -5,6% (ISTAT)

I dati si riferiscono tutti al rapporto anno su anno (a/a), ossia il raffronto tra il periodo analizzato nel 2012 (generalmente gennaio, oppure il bimestre gennaio-febbraio) e il medesimo periodo dell’anno precedente.
Tra parentesi è citata la fonte (Istat, Terna, Ministero dello Sviluppo Economico, Assoaeroporti, Eurisc e Unrae, fonti attendibili e verificabili).  ”Destag” invece sta per “destagionalizzato”, dal verbo “destagionalizzare” che in statistica significa “Non tenere conto, nell’analisi del mercato o di fenomeni di lungo periodo, dei dati evidentemente condizionati dall’influenza economica di un preciso periodo dell’anno”.
In sintesi: crolli di immatricolazioni auto, movimenti dei passeggeri su aerei e cargo, richieste mutui (tracollo clamoroso, -44%), consumi petroliferi, consumi di gas ed energia elettrica, produzione e fatturato industriale e ordinativi dell’industria; aumenti dell’ inflazione e dei prezzi dei prodotti industriali e dei beni energetici.
Si possono aggiungere anche altri dati:

-L’aumento delle ore di cassa integrazione (Feb. 2012 – a/a) + 16,8% (UIL)

-L’aumento della pressione fiscale, prevista al 45,2% nel 2012 dalla manovra Monti, mentre era al 42,7% nel 2011.

Infine, il calo del potere d’acquisto: le retribuzioni orarie contrattuali da dicembre 2011 a dicembre 2012 sono aumentare solo del dell’1,4% (fonte ISTAT), mentre i prezzi dei beni di prima necessità e acquistati con più frequenza sono saliti del 4,5% (fonte sempre ISTAT). C’è una differenza del 3%.

Insomma, forse l’Italia guidata da Monti-Napolitano-Merkel, dall’Ue e dai potentati finanziari, si salverà. Ma gli italiani?

gennaio 5, 2012

Disoccupazione giovanile al 30%.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre e’ al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. E’ il tasso piu’ alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori).

DISOCCUPAZIONE III TRIMESTRE SALE 7,6%,GIOVANI 26,5% – Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2011 è pari al 7,6%, un decimo di punto in più rispetto a un anno prima. Lo rileva l’Istat in base a dati non destagionalizzati. Inoltre, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni aumenta al 26,5% dal 24,7% del terzo trimestre 2010. (ANSA).

RECORD DISOCCUPAZIONE LUNGA DURATA IN TERZO TRIMESTRE – Nel terzo trimestre del 2011 sale nuovamente l’incidenza della disoccupazione di lunga durata (che perdura cioé da oltre 12 mesi), raggiungendo il 52,6% dal 50,1% del terzo trimestre 2010. Lo rileva l’Istat, precisando che, in base al confronto tendenziale, si tratta del livello più alto dal terzo trimestre del 1993, ovvero dall’inizio delle serie storiche ricostruite.

DISOCCUPAZIONE GIOVANI DONNE MEZZOGIORNO A 39%  – Il tasso di disoccupazione giovanile nel terzo trimestre del 2011 tocca un picco del 39% per le donne tra i 15 e i 24 anni del Mezzogiorno. Lo rileva l’Istat.

Come volevasi dimostrare l’austerità imposta da Tremonti prima e da Monti dopo nin serve a nulla se non a far arricchire le banche e i “soliti noti”.

Grazie Berlusconi, grazie Monti, grazie Draghi, grazie Merkel, grazie Sarkozy.