Posts tagged ‘isole tremiti’

maggio 19, 2020

L’ANARCHICO GIUSEPPE MESSINESE

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Cannibali e ReMi piace

L’ANARCHICO GIUSEPPE MESSINESE PRESE A SCHIAFFI IL DIRETTORE FASCISTA CHE VOLEVA IMPORGLI DI FARE IL SALUTO ROMANO SANCENDO LA VITTORIA DELLA RIVOLTA DELLE TREMITI; QUANDO GLI ANTIFASCISTI AL CONFINO PREFERIRONO MORIRE CHE ACCETTARE IL SALUTO FASCISTA

Correva l’anno 1938 e le isole Tremiti venivano riaperte ai confinati politici. La recente vittoria di Franco nella guerra civile spagnola e alcuni duri colpi che il fascismo aveva inferto alle organizzazioni clandestine avevano fatto cadere nuovi antifascisti nelle maglie del regime.
A Ponza, Ventotene e alle Tremiti venivano mandati gli antifascisti cosiddetti “recidivi”, ovvero i fuggitivi, le figure di spicco e gli irriducibili. Non erano passate che poche settimane dal loro arrivo nell’arcipelago che il direttore, tale Fusco, decise che tutti i detenuti avrebbero dovuto rivolgere il saluto fascista durante l’appello e incrociando le autorità. Non era la prima volta che venivano emessi bandi del genere, e non era la prima volta che i confinati facevano resistenza. Già ad Ustica il coraggioso Antonio Sicilia aveva rifiutato sdegnosamente, finendo confinato nel “fosso”, una cella sotterranea, che gli avrebbe provocato danni irreparabili alla salute.
Ma alle Tremiti gli eventi presero una piega diversa, perché l’opposizione fu di massa.
Il giorno seguente alla diramazione del bando, durante l’appello delle ore 9, come precedentemente pattuito nessuno fece il saluto. Giunti al nome del detenuto “Andrini”, questi disse che non sapeva salutare romanamente. La guardia addetta alla chiamata si alzò dal tavolo e lo aggredì. Fu l’inizio della rivolta. In pochi attimi il piazzale dell’appello divenne teatro di una zuffa furibonda durante la quale gli antifascisti risposero con la forza alla violenza delle guardie, resistendo per varie ore ai tentativi di riportare l’ordine. Cedettero solo dinnanzi alla promessa di Fusco che non ci sarebbero state rappresaglie. Promessa falsa, visto che vennero immediatamente ridotti acqua e cibo, mentre molti venivano arrestati e tradotti nelle carceri più vicine. Coloro che continuarono a rifiutare il saluto vennero uno ad uno mandati nelle celle di isolamento e poi destinati ad altre località. Ma per ogni trasferito, qualcun altro rifiutava.
In questa fase della protesta, il comunista Perencin e l’anarchico Ferrari morirono per complicazioni dovute alla durezza dell’internamento.
Nonostante ciò proseguì la protesta, e proseguirono le vessazioni fino alla metà del 1939, quando l’anarchico tarantino Giuseppe Messinese, confinato dal ’26, arrivò alle Tremiti. Il direttore lo accolse pretendendo il saluto romano e lui, d’istinto, gli mollò un ceffone. Tutto fu nuovamente sul punto di degenerare, ma alla fine le autorità centrali decisero che Fusco andava sostituito. Con la sua partenza terminò anche l’imposizione del saluto.
I confinati avevano vinto.

Cannibali e Re
Cronache Ribelli

giugno 15, 2013

L’isola della vergogna.



14 giugno 2013

Negli anni trenta, durante il fascismo, l’arcipelago delle Tremiti non era solo una destinazione turistica. In una delle sue isole, San Domino, Benito Mussolini aveva messo in piedi una colonia penale destinata al confino degli omosessuali.
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aprile 26, 2012

Salve le isole Tremiti.

isole tremiti san domino

Ieri è scaduta l’asta dei terreni edificabili sulle isole di San Domino e San Nicola. Nessuno ha avanzato offerte al Comune delle Isole Tremiti. Comune che ha visto le sue speranze di fare cassa disattese. Dalla vendita di 32 mila metri quadrati a San Domino e 37 mila metri quadrati a San Nicola, il commissario prefettizio Carmela Palumbo sperava infatti di ricavare oltre 4 milioni di euro per appianare i debiti, nonostante la contrarietà della regione Puglia e di diversi gruppi ambientalisti.

Ma l’asta è andata deserta. Isole salve per caso dalla cementificazione. A pesare di più è però ben altro deserto: quello che ha permesso di arrivare alla svendita di un patrimonio naturale inestimabile. Al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini si è rivolto ieri Angelo Bonelli, Presidente della Federazione dei Verdi:

Bisogna assolutamente scongiurare la cementificazione in una delle aree protette più belle e ricche di biodiversità d’Italia, d’Europa e del mondo. Salvare le Tremiti dal cemento è possibile e per questo chiediamo al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di intervenire immediatamente.

marzo 2, 2012

Dalla e il mare.

E’ morto Lucio Dalla ed è necessario ricordarlo anche per il suo impegno ambientalista: Dalla amava il mare e si definiva figlio del mare e amava le isole Tremiti che frequentava da almeno 50 anni. Non esitò un minuto, quando seppe della possibilità che il mare prospiciente le sue amate isole sarebbe stato violato da trivelle in cerca di petrolio, a impegnarsi in prima persona con i mezzi che aveva a sua disposizione: la sua musica e la notorietà.

Com’è Profondo il mare, forse uno dei suoi pezzi più belli nasce nel 1977 come omaggio proprio al mare delle Tremiti. Dunque lo scorso 30 giugno con Francesco De Gregori tenne un concerto per convincere Stefania Prestigiacomo l’allora ministro per l’Ambiente a non concedere le autorizzazioni alle trivellazioni.

Alla manifestazione del 7 maggio (in alto il video del suo intervento al No Oil Day a Termoli) disse:

E’ una follia: stanno uccidendo il mare. Mai avrei pensato di trovarmi di fronte a gente che preferisce trivellare piuttosto che salvaguardare questo straordinario paesaggio.

aprile 29, 2011

Il ministro Prestigiacomo autorizza le trivellazioni alle Tremiti

 

trivellazioni alle isole tremiti

Autorizzate dal Ministero per l’Ambiente le trivellazioni alla ricerca di petrolio a 26 Km dalla Isole Tremiti. Siamo nel pieno del Parco Nazionale del Gargano, cioè in una riserva marina, ma per il Ministero dell’ambiente non sussiste alcun problema, tanto che ne autorizza le perforazioni dei pozzi. A sondare cosa ci sia sotto le acque dell’Adriatico una società irlandese, la Petroceltic Elsa. Per il ministro Stefania Prestigiacomo, di contro, tutta la normativa vigente in ambito della tutela ambientale è stata rispettata e le trivellazioni non arrecheranno danni all’ecosistema marino.

Secondo gli ambientalisti anche se si trovasse greggio, questo sarebbe di scarsa qualità e certamente non copioso, tanto che potrebbe bastare ai consumi italiani per appena un anno. Intanto tutte le associazioni che si sono costituite per contrastare le trivellazioni si sono date appuntamento per il prossimo 7 maggio al Porto di Termoli. Dopo le proteste dei cittadini la Prestigiacomo ha proposto di ampliare di qualche chilometro l’area destinata al parco marino. Ma secondo la Rete di associazioni contro le trivellazioni è solo un futile