Posts tagged ‘Irpinia’

aprile 14, 2020

NELLA TERRA DEL FIANO, C’ERA UNA VOLTA LA CANTINA…….

Trascrivo in una grafica leggibile un mio articolo accluso, gentilmente pubblicato dal Quotidiano del Sud, che ringrazio ed elogio per l’ eccellente impaginazione. Ho tratto spunto da un vissuto irpino, molto simpatico, e ringrazio gli amici del cuore cui faccio cenno, e che non avranno difficoltà a riconoscersi… E poi l’articolo ha alzato le vele ed ha attraversato le onde ‘culturali’ del vino fino agli autori classici.

di Gina Ascolese.

Satyricon: La cena di Trimalcione | Teatro Greco di Taormina

Il vino, come sappiamo, ha un valore simbolico nella nostra tradizione, italiana ed avellinese, a tal punto che ne è nata una curiosa ‘cultura’ tra esperti, sociologi e filosofi. Si è arrivati a rimpiangere l’umida oscurità delle cantine, dopo la trasformazione della casa da ‘verticale’ (campagnola e paesana) a ‘concentrata’(orizzontale e cittadina: e dotata di garage, senza cantina). E si verificano spareggi diciamo amichevoli per il primato delle superstiti cantine: e del loro contenuto, chiaramente… In tempi para-natalizi anche a me, incolpevole, è capitato, a proposito di convivialità, di incappare tra due fuochi in un duello simpaticissimo: gli agguerriti spadaccini (niente paura! Io facevo da lettrice divertita di FB) si contendevano online la rispettabilità del loro vitigno di Fiano nelle rispettive case di campagna: meglio irpino, o anche sannita?… Eresia…!!! Rabbrividisco..! Ero stata ospite di entrambi e tra calici e leccornie avevo lodato il pavoneggiarsi di ‘ste bottiglie fuligginose e ripulite con tanto di etichetta… denominazione… annata…uee… otto anni!! E rispetto a loro chi sarà stato mai un certo monsignor Giovanni della Casa? Insomma, per chiudere la sfida, io spalleggio dell’amabile Mario Soldati la teoria della ‘degustazione assoluta’, senza vinti e vincitori, solo assaggi incomparabili! Eh, oro biondo avellinese…! Uniscici, per favore…!
E a proposito di nomi importanti in riferimento al vino, Rholand Barthes, tra filosofia e sociologia, identificava tra i miti d’oggi (veramente, settanta anni fa!) il vino come ‘vanto nazionale dei Francesi’! E lasciamolo pure parlare della Francia… non vorrei riprodurre qualche altra singolar tenzone! Il colore equipara, secondo Barthes, il trasparente ‘rubino liquido’ al sangue. Ah sì? E il bianco allora? A quale altro insospettabile umore lo raffronteresti?…. Sorvoliamo! E poi, al vino chiaramente, ma lo sapevamo già anche senza R. Barthes, segue splendidamente un maggior sollazzo di palato e lingua, se compare… la bistecca! Più o meno al sangue, o ‘al punto’ (ma dove sarà mai ‘sto punto?) succosa, alta, gratificante, con le sue laboriose proteine benefattrici…
Ma mica finisce qua, ce ne sono di speculazioni sul vino! Si dice che l’allettante calice serbi un che di arcano da scoprire: non si sa cos’è… cosa diventerà… E che abbia un ritmo ‘magico’ (‘Filosofia del vino’ di M. Donà), religiosamente scandito da tempi obbligati, un po’ come le litanie dei santi, possiamo commentare…. precise, cadenzate: rituali arcaici per la giusta maturazione… il consono ambiente di conservazione… le regole di invecchiamento … No, non facciamo fatica a convenire che ne è impossibile l’ industrializzazione, talmente unica, sottile… palatabile (!) è l’esperienza della degustazione. Ci si riferisce a grandi, grandissimi vini, ovvio. E anche lo dichiarava dagli schermi televisivi, e in amabile libro, ‘Vino al vino’, un intenditore come Mario Soldati.
Ma ora arriva il piatto forte: i classici. Niente paura, si continua a scherzare sul vino e sul dio del vino: Dioniso-Bacco. E allora diamogli dentro! Ci aspetta qualche simposio! Ma c’è una domanda propedeutica: perché i Greci e i Romani attribuivano la doppiezza del vino smodato al povero Dioniso? Ma certo, perché era doppio proprio lui! Anche di aspetto: tutta colpa sua! Anche un presbite vedrebbe la difformità tra iconografia vascolare e opere letterarie! Là mostruosamente irsuto, qua verginale e biondino… Insomma, si decidessero un po’ questi antichi! aveva una personalità mite o da rivoltoso? Troppo contraddittorio! E allora? qualcuno tra noi ex alunni ricorda un po’ di mitologia per sciogliere l’enigma? Ci potrebbe essere un’origine genetica della divina doppiezza? ‘Ma’…‘Forse’… ‘Cioè’…’ Basta così, tutti zitti! Lo spiega il prof Donà! Dioniso era ambiguo perché già in età fetale era stato …un bis! Tenero nascituro del suo papà…! Per finire i nove mesi, aveva goduto dell’eccezionale privilegio di passare dall’utero in fiamme della mamma…alla carnosa coscia protettiva di Zeus nutrita con ambrosia e nettare: dal pancione materno estratto e posto nell’incubatrice dei bei fasci muscolari di papà! Ecco chiarito allora il perché della doppiezza di Dioniso ancora nascituro: dapprima a ballare nell’ utero e dopo avvolto stretto stretto dentro un’aristocratica coscia. E il vino? Ambivalente, è chiaro, come Dioniso! Nelle ‘Baccanti’ euripidee, se ricordiamo qualcosa, l’enigmatico dio del vino rivela inizialmente un volto addirittura femmineo: capelli biondi, personalità dolce e arrendevole….ma è tutta scena! E’ un sobillatore! Scatena le donne in riti orgiastici ( chissà perché proprio le donne… non ci sarà un po’ di antifemminismo?) e quelle, per fargli un piacere, prima si ubriacano e poi che fanno? Per servirlo, si sbranano di buona lena il cattivo: povero Penteo, sceriffo di Tebe senza macchia e senza paura! Anche quello, però… troppo serio! Se l’era cercata! Che doveva aspettarsi? Essere sbranato! Ovvio!
Allora, per evitare di andare fuori di testa ‘Non è conveniente bere tanto da non poter tornare a casa da soli’ scrisse Senofane e in Grecia la convivialità moderata sancì un nobile patto indissolubile tra uomini, dei e antenati ( M.I.Finley, 1978) e ispirò alte intuizioni per bocca di Socrate nel ‘Simposio’ di Platone, come sappiamo.
Ora, sorvolando il diffuso tema conviviale a Roma, grecizzante, c’è ancora qualche minuto per altre degustazioni: due opposti exempla attinti a una meno nobile ‘sociologia’. Il primo in stile austerity, il secondo grasso grasso e volgare. Ecco il primo. Siamo nella romanità imperiale, primo secolo dopo Cristo. Seneca, vegetariano e scarno all’inverosimile, era quello che non riusciva a morire, anche se gliel’aveva comandato Nerone: ‘Per gentilezza, suicidati un po’, con eleganza, come sai fare tu!’ Non ce la faceva proprio, però, né col taglio delle vene, né col veleno, perché di sangue ne aveva troppo poco. Non gliene usciva tanto, forse non ce n’era… e anche il veleno non si spandeva per il corpo asciutto e dissanguato che aveva: e in effetti dove poteva andare a far danno ‘sto veleno se non c’era sangue..? Ma prima di tutto questo disastro, dunque, Seneca, mentre ancora girava col naso all’insù, tutto schifato degli uomini onnivori e depravati, compiangeva, ma qua aveva ragione, la sorte degli schiavetti, costretti, oltre che a soggiacere a notturni palpeggiamenti, a raccogliere sputi e vomito di commensali avvinazzati. Ma ecco affacciarsi da un palco antitetico un frequentatore degli stessi ambientini neroniani: il ‘felliniano’ Petronius, quel famoso tipo che per anticonformismo dormiva di giorno e vegliava di notte, e che, per rigetto della cafonaggine, ne fece oggetto derisorio della Cena di Trimalchione. Ma attenzione, e capisca chi può: con tanto di ‘straniamento’ e allusioni! Chiccosissimo arbiter elegantiarum, ad unguem factus homo, cioè snob, indusse il cafonissimo neo-arricchito Trimalchione a far versare, tra una leccornia e un vino prelibato, per puro spirito di grandeur, del puro vino sulle mani degli ospiti per un aromatico risciacquo. Una cosa chic. E originale, poi! Da ricconi! E che argenteria pesante!!! Quanto sarà costata? Ohhh! Che eleganza, ohhh! Persino cuscini color porpora con lana purpurea all’interno, con quel che costava la porpora firmata ‘murex’ nelle tintorie…. ‘Qualsiasi cosa tu possa chiedere’ andava ciarlando un commensale sdraiato vicino ad Encolpio, ‘Trimalchione ce l’ha! Forse non ci crederai, ma finanche il latte di gallina potresti trovare a casa sua!’ Che meraviglia… oooh!
Perugia, 10\04\2020

aprile 8, 2020

‘A PIZZA CHIENA, LA RICETTA DEL RUSTICO PIÙ AMATO D’IRPINIA

 Selene Fioretti

Pizza chiena

‘A pizza chiena, cioè ripiena, è il rustico più apprezzato in Campania durante il periodo pasquale. Le sue origini risalgono all’entroterra della regione e in particolare alle realtà rurali; così come ci suggeriscono i succulenti ingredienti di cui è composta. La ricetta, che molti conosceranno, viene qui riproposta in maniera molto particolare

Dorata e croccante all’esterno, nasconde un ripieno morbido e gustoso al suo interno;  consistenze e profumi diversi si amalgamano per dare vita alla “pizza chiena”, il rustico più amato d’Irpinia.  Come si evince dai suoi ingredienti, questo immancabile piatto pasquale, ha origini contadine. La cucina povera, infatti, era in realtà quella che poteva disporre più facilmente di questi elementi: formaggi, uova, farina, salumi. Inoltre ” ‘a  pizza chiena” si presta molto bene ad essere conservata per più giorni; infatti è ancora oggi tradizione sfornarla nel Giovedì o Venerdì Santo, per poi gustarla il Sabato, alla vigilia di Pasqua. Una volta fatta raffreddare e riposare si rivela ancora più buona al palato.  Moltissime sono le varianti che vengono applicate alla ricetta, che si trasforma di paese in paese; tuttavia, seppur diversa, nessuno può rinunciavi. Ecco la particolare ricetta che Avellino.ZON propone ai suoi cari lettori.

‘A pizza chiena” (8/10 persone)

Ingredienti p’a làena (sfoglia):

  • ‘No chilo ‘e farina ianca
  • 4 ova
  • 15 gr. ‘e lievito ‘e birra frisco
  • 50gr. ‘e nzogna ( sostituibile con burro)
  • ‘no poco ‘e latte
  • ‘Na vranchetella ‘e sale

Ingredienti p’o ripieno:

  • 10 ova
  • ‘No chilo ‘e ricotta ‘e pecora
  • caso rattato
  • caso frisco
  • salame
  • sasicchi seccati
  • pepe

Preparazione

N’goppa a no tompagno ‘mpastati ‘a farina ianca co’ l’acqua. Quanno a pasta è ancora no poco moscia, mittitici ‘o sale e ‘a nzogna sciogliuta. Po’ pigliati no recipiente co’  no poco e acqua tiepida e rinto facitici scioglie ‘o lievito. Auniti ‘o lievito e ammassate buono tutto cose. Se ‘a pasta vene troppo gnommosa, mettiti n’ato poco ‘e latte, se è troppo muolla aviti mette n’ato poco ‘e farina; po’ ve n’accurgiti stesso ‘mpastanno. Quann’aviti finito,  mettiti ‘a pasta a fa cresce pe’ minimo 4 ore; si ci mittiti no panno cavoro n’goppa è ancora meglio. Mo che l’impasto è crisciuto, l’ aviti fa a metà: ‘na parte serve sott’ ‘o ruoto, pe’ fa ‘a base; l’ata parte serve n’goppa, pe’ l’accummiglià. No’ vi scordati che quell’ ‘e sotta adda esci no’ poco fore ra ‘o ruoto, pecchè roppo s’adda aunì co quell’ ‘e coppa, rint’i lati.

Pe’ fa ‘o ripieno, pigliati ‘na bella zuppiera e iniziati a ‘miscà l’ove co’ ‘a ricotta, ‘o caso rattato, sale e pepe, secondo come vi piace a vui. Attiento ‘a mette ‘o sale pecchè l’ingredienti so’ già belli sapuriti app’è loro. Mo pigliati ‘no ruoto, ongitilo co’ ‘a ‘nzogna e facitici attacca tuorno tuorno ‘a farina; accussì ‘a pizza non si ‘mbizzica. Co ‘no  lainaturo ( matterello) stinniti ‘a pasta e mittitila sott’o ruoto. ‘Ntramente faciti a pezzarielli ‘o salame, ‘o caso frisco e i sasicchi. Rint’o ruoto co’ ‘a làena faciti ‘no strato ‘e caso, ‘no strato ‘e salame e robba varia; cioè adda esse’ uno pe’ ogni ingrediente, come si stissivi facenno ‘na parmigiana ‘e mulignane, fino a regne a metà ‘o ruoto. Rint’o spazio superchio facitici colà quillo bello ‘mpasto ‘e prima, quillo co l’ova. Mo tutti ‘i pirtusi venino rignuti e tutto sta in parti uguali; accussì quanno  a tavola tagliano  ‘a fetta trovino tutti quanti ‘e stesse cose, e ‘no solamente ova o salame. Invece sta pure chi ‘misca tutto cose direttamente; so’ gusti!

Accummigliati tutto cose co’ n’ata làena e aunitile rint’i lati. M’o facitici i buchilli n’goppa, pe’ la fa respira, e mittitila rint’o furno a 200° pe’ n’ora. Prima re a ‘nfornà, ci putiti puro fa na bella passata n’goppa co’ o’ianco ‘e l’ova, pe’ ‘a fa ascì bella rossa e lucente.

luglio 31, 2013

Grazie Federica.

In segno di lutto Federica Pellegrini si è fatta incollare sul braccio una fascetta nera.

un gesto serio ed apprezzabile.

agosto 6, 2010

Andretta, lavoro nero: chiusa fabbrica salotti.

 

Lavoratori in nero: scattano i sigilli ad un’azienda che realizza salotti ad Andretta. L’operazione ha visto insieme carabinieri e ispettori del lavoro. Al momento dell’irruzione in fabbrica, militari e funzionari della Direzione provinciale del lavoro hanno scoperto che la stragrande maggioranza degli addetti era senza regolare contratto: tra loro anche due minorenni. Addirittura, alcuni lavoratori per sfuggire ai controlli si sono nascosti in bagno. Oltre al sommerso, sono state rilevate anche diverse irregolarità di carattere amministrativo. Il capannone è stato sequestrato e l’attività sospesa. Il titolare dell’azienda è stato denunciato a piede libero. Nei suoi confronti sono state emesse anche sanzioni per 80mila euro.

agosto 3, 2010

Fma-Irisbus: i due volti della Fiat in Irpinia.

Pausa estiva amara alla Fma: niente ferie, c’è sempre la cassaintegrazione. Ferie serene, invece, alla Irisbus dove c’è l’accordo sul dimagrimento aziendale. Sono i due volti del mondo Fiat in provincia di Avellino. A Pratola Serra i primi a tornare in fabbrica saranno gli addetti del settore produzione: avvieranno gli impianti a partire dal 26. Il due settembre torneranno al lavoro il grosso degli operai, quelli che si occupano di montaggio: per ora in programma c’è una sola settimana di lavoro.

giugno 30, 2010

L’Unione Europea non vieterà la vendita della Nutella.

L'Unione Europea non vieterÃ�  la vendita della NutellaNessuno scontro tra Ue e Ferrero sulla Nutella. Parola di Renate Sommer, relatrice del Parlamento europeo per la normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La vicenda ha avuto inizio a metà giugno, quando l’Europarlamento ha votato le nuove regole per le etichette dei prodotti alimentari imponendo alle aziende di indicare chiaramente la quantità di grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie.

Ferrero, però, si era dichiarata assai poco soddisfatta della nuova normativa in quanto le avrebbe imposto di comunicare in etichetta buona parte della ricetta della Nutella, che come è noto è segretissima tanto quanto quella della Coca Cola. Ora, però, la Sommer precisa:

I deputati non stanno cercando di vietare la vendita di uova alla dozzina e neppure la vendita o la commercializzazione della Nutella. In base alle proposte attuali, il contenuto di sale, grassi e zucchero diventerebbe un’informazione obbligatoria sulle etichette degli alimenti. Un’altra legislazione vigente stabilisce l’uso del ”profilo nutrizionale”, attraverso un sistema di controllo sul diritto di un prodotto di contenere messaggi sanitari e nutrizionali, come ad esempio la dicitura “ricco di calcio” oppure “buono per il tuo cuore”. Non vi sono proposte volte a includere sulle etichette degli alimenti avvertenze sanitarie e neanche per vietare la commercializzazione o la vendita di qualsiasi prodotto.(ecoblog)

Una buona notizia sia perchè legata ai ricordi dell’infanzia dei miei figli che hanno mangitao quintali di Nutella sia perchè ad Avellino la Ferrero ha un importante stabilimento di produzione. salvi anche i livellioccupazionali, quindi.

giugno 28, 2010

Vertenza Saira, rischio mobilità.

 

La crisi economica in Irpinia si aggrava. Questa volta non si parla né di Fma né di Irisbus o di indotto Fiat, bensì della Saira spa del Gruppo Industriale Tosoni di Verona. Il sito di Pianodardine specializzato nella produzione di componenti per treno è a rischio. Come annunciato venerdì scorso dalla proprietà nel corso di un incontro con le Rsu e i 67 lavoratori, attualmente in Cassa Integrazione a rotazione.
“L’azienda ha comunicato di essere costretta a mettere in mobilità ben 14 lavoratori sugli attuali 67 perché in esubero. Stamane presso lo stabilimento di Pianodardine si è svolta un’assemblea con i lavoratori alla quale hanno partecipato anche le segreterie provinciali. Dopo la discussione con i lavoratori si è deciso di intraprendere tutte le iniziative necessarie per convocare l’azienda ad un Tavolo Istituzionale da tenersi in Prefettura, finalizzato a ricevere spiegazioni e capire le vere intenzioni che ha la proprietà per il prosieguo delle attività.

giugno 18, 2010

Drammatici dati sulla cassa integrazione in Irpinia.

L’ultimo rapporto Uil sulla cassa integrazione continua a restituire un quadro drammatico dell’intera nazione. I periodi presi a parametro si riferiscono ad aprile-maggio 2009 e aprile-maggio 2010. Dalla comparazione del numero di ore di Cig e del numero di lavoratori in cassa è evidente l’aumento rispetto allo scorso anno e non la diminuzione da tutti invocata. Nella regione Campania l’aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione tra aprile-maggio 2009 e aprile-maggio 2010 è del 74,5%; il numero di lavoratori in cassa integrazione in un anno è aumentato del 16%. Per la provincia di Avellino le ore di cassa integrazione del periodo aprile-maggio 2010 sono aumentate del 65% rispetto al medesimo periodo del 2009.
La percentuale di incidenza dei lavoratori in cassa integrazione rispetto all’occupazione dipendente nel solo mese di maggio 2010 fa registrare un 2,4%, nella sola provincia di Avellino.
Drammatici anche i dati settoriali rispetto alle ore di Cig autorizzata. Se tra gennaio-maggio 2009 per l’industria le ore richieste erano 2.000.000 e per l’edilizia 160.000, tra gennaio-maggio 2010 le ore di cassa richieste per l’industria sono salite a 3.137.000 e quelle dell’edilizia a 188.000, con un aumento percentuale del 72.5%.

maggio 29, 2010

Crisi in Irpinia, sindacato sul caso Tecnostampi e Almec.

 

Fiat, il sindacato stamane è a Napoli, dove dovrà discutere del caso Tecnostampi. Si vuole ottenere la deroga della cassa integrazione straordinaria per altri sei mesi, per scongiurare il rischio mobilità per gli ottanta dipendenti. L’ipotesi ora sembra ancora più concreta dopo che la conferma che un imprenditore è disponibile a rilevare l’azienda di Pianodardine specializzata nella produzione di stampi a supporto delle aziende dell’automotive. Il segretario della Uilm, Gaetano Altieri, in merito dichiara: “E’ un passaggio molto importante, speriamo che non ci siano colpi di coda e che stamane si possa chiudere questo capitolo”. Il sindacato dopo aver fatto tappa a Napoli, è atteso da un vertice in prefettura per discutere sul caso Almec, stabilimento specializzato in pressofusioni in alluminio che ha rischiato la chiusura nel 2009. Al riguardo Giuseppe Zaolino ha spiegato: “L’Almec resta una delle aziende di riferimento della provincia. Anche per questo esigiamo che la proprietà esca allo scoperto e faccia luce sulle reali prospettive dello stabilimento”.

maggio 19, 2010

Sinistra e libertà denunica i tagli alla sanità in Irpina del governatore Caldoro.

“I tagli alla sanità irpina sono inaccettabili, perché ledono gravemente il diritto alla salute e determinano pesanti diseguaglianze a danno dei cittadini delle aree interne” così Gennaro Imbriano, Nicola Cicchetti e Stefano Lieto di SEL. “Per questo esprimiamo solidarietà ai sindaci Frullone e Alaia e pieno sostegno alla loro clamorosa e sacrosanta protesta”. “Ci si deve ribellare di fronte ad una politica svuotata di progetto e ridotta a mero calcolo ragionieristico. Dietro a quei numeri, solo apparentemente asettici, infatti c’è l’insopportabile idea che il prezzo più salato devono pagarlo sempre i territori più deboli. Questo si nasconde anche dietro al federalismo, che penalizzerà pesantemente il mezzogiorno. La stessa inaccettabile logica sta alla base dei tagli alla sanità campana, che gravano in massima parte proprio sull’Irpinia. Dobbiamo mobilitarci –concludono gli esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà- per ottenere la rimodulazione del Piano Zuccatelli e per difendere il diritto alla salute, sopratutto nei nostri piccoli paesi di montagna, dove già molti servizi sono carenti o mancano del tutto ”.