Posts tagged ‘irisbus’

novembre 24, 2012

Irisbus, si riaccende la speranza.

In Valle Ufita gli impianti restano accesi. Per ora. E fra le aziende interessate spunta Lambretta.

di Antonietta Demurtas – Presto lo stabilimento Irisbus Iveco di Grottaminarda, in provincia di Avelli…Visualizza altro

luglio 24, 2012

D’Alema difende Marchionne.

Presidio davanti Montecitorio di una delegazione di lavoratori dell’Irisbus Valle Ufita. Durante la protesta degli operai, che hanno contestato incatenandosi davanti alla Camera, passa Massimo D’Alema del Pd. “Non serve a nulla, tutto questo non serve a nulla” – rimprovera il deputato del Pd, mentre si confronta con alcune tute blu visibilmente indignate. “Non state facendo nulla neanche voi” – risponde uno dei lavoratori. Un altro ancora, incatenato, grida: “Marchionne ha deciso di chiudere il nostro stabilimento e voi non avete detto niente. Avete paura di Marchionne, ma lo volete mandare affan…“. D’Alema abbozza sorrisi imbarazzati e risponde: “Ma se lo mandiamo affanc…quello chiude e non lo vediamo più”. L’operaio rincara la dose: “Non facciamo la passerella, D’Alema. Noi non ce la facciamo più”. Il politico non ci sta e reagisce con stizza. “Io sono venuto a parlare con voi” – replica – “Non c’era nessuna campagna elettorale, non piglio voti da voi altri e quindi non faccio passerelle. Vengo perché m’interessa il problema, hai capito? E smettila di dire cazzate”. Alla fine del vivace confronto con gli operai della Irisbus, il deputato, sollecitato dall’On. Francesco Barbato (Idv), partecipa alla colletta necessaria a pagare il viaggio di ritorno della delegazione degli operai campani.

La risposta deve essere una sola ritorno alle partecipazioni statali e nazionalizzazione delle industrie in crisi con un piano di reindustrializzazione del paese. Per fare questo occorre una sinistra unita capace di essere forte opposizione e forza di governo democratico.

settembre 15, 2011

By, by Irisbus.

La Fiat chiude lo stabilimento della Irisbus di Valle Ufita nell’avellinese, società dell’Iveco che fabbrica e vende bus urbani, exrtaurbani e pullman turistici. Perché la “grave crisi” che ha colpito il settore ha “drammaticamente ridotto le immatricolazioni”. L’azienda in una nota polemica “si rammarica del fatto che le strumentalizzazioni sviluppatesi su questa vicenda non abbiano nemmeno consentito la verifica della nuova soluzione industriale delineata”. Ma l’azienda ha preso una decisione grave. E non è corretto parlare di “strumentalizzazioni”, quasi a far cadere la responsabilità sui lavoratori e i sindacati: in gioco c’è il lavoro e il destino di un migliaio di famiglie e lo scaricabarile non è un bel gioco. E questo accade mentre in Sicilia gli operai di Termini Imerese – sempre Fiat – scendono in piazza a Palermo perché il loro destino è e resta nebuloso.

domandate a De Mita che ne pensa.

luglio 21, 2011

Irisbus, si chiude!

“Congelata” la procedura per la cessione dello stabilimento Irisbus, si attendono altri due incontri. Si è svolto oggi (20 luglio) al Ministero dello sviluppo economico il tavolo tra sindacati, FIAT Industrial e Governo per discutere dell’annunciata chiusura dello stabilimento Irisbus di Flumeri nella Valle Ufita, in provincia di Avellino, l’unico in Italia a produrre autobus, sia urbani che gran turismo.La FIAT Iveco ha infatti annunciato di voler dismettere le attività di costruzione di Irisbus attraverso la cessione del sito di Flumeri, che impiega attualmente circa 690 lavoratori, ai Fratelli Di Risio, proprietari della Dr, azienda molisana che assembla componenti automobilistiche acquistate da altri paesi. La Dr andrebbe così a produrre bus turistici ‘Domino’, ricevendo dalla FIAT la fornitura di componenti e motori.

“Una situazione gravissima” secondo Salvatore Barone, Coordinatore del dipartimento Settori pruduttivi della CGIL nazionale, presente oggi all’incontro insieme a Enzo Masini, responsabile auto per la FIOM CGIL, e ai rappresentanti della FIOM CGIL di Avellino. Barone ha sottolineato come, dopo la scelta da parte di FIAT di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, quello di Irisbus è “l’ennesimo colpo inferto all’economia italiana”, in una zona “già fortemente compromessa dalla crisi economica che sta investendo il paese”. Infatti, negli ultimi 10 anni, a causa del crollo del mercato, gli ordini per la costruzione di autobus sono diminuiti di quasi il 50%, a dimostrarlo, il fatto che, nei primi sei mesi del 2011 lo stabilimento Irisbus ha prodotto solamente 145 vetture, accumulando una perdita di circa 40milioni di euro.

settembre 29, 2010

Torino: adottata la tecnologia stop & start per il trasporto pubblico.

   Il motore si spegne automaticamente a ogni sosta e si riavvia premendo l’acceleratore, con un risparmio, a fine corsa, dell’8% sul consumo di carburante e altrettanto abbattimento di emissioni. E’ la tecnologia ‘Stop & start’ di cui sono dotati quattro nuovi autobus in circolazione a Torino.
Gli ‘Stop and Start’, costruiti da Irisbus Iveco, fanno parte di una flotta di 12 bus ecologici, quattro a metano, ottodiesel, lunghi 18 metri – e’ stato spiegato oggi dal Gtt (Gruppo Torinese Trasporti) – e con caratteristiche Eev (veicoli ecologicamente avanzati), cioe’ standard migliori dell’Euro 5. Rispetto a un bus Euro 0, le emissioni di particolato e idrocarburi incombusti sono ridotte del 99%, il monossido di carbonio del 98% e gli ossidi di azoto dell’89%.

La nuova flotta si aggiunge ai 100 autobus da 12 metri con motore Eev in circolazione a Torino dallo scorso gennaio. La sostituzione di altrettanti mezzi Euro 0 ha consentito, stando ai calcoli del Gtt, di ridurre l’emissione nell’ambiente di due tonnellate di particolato, 5,8 di idrocarburi incombusti, 23 tonnellate di monossido di carbonio, 35 di ossidi di azoto e 537 di anidride carbonica. La corrente necessaria per tutti gli avviamenti del motore e’ garantita dai supercondensatori, dispositivi in grado di immagazzinare energia e di restituirla quando necessario al sistema elettrico.
L’acquisto dei nuovi mezzi e’ stato possibile grazie a un finanziamento di 4 milioni 480 mila euro stanziati da ministero dell’Ambiente, Comune di Torino, Agenzia mobilita’ metropolitana e Gtt.

agosto 3, 2010

Fma-Irisbus: i due volti della Fiat in Irpinia.

Pausa estiva amara alla Fma: niente ferie, c’è sempre la cassaintegrazione. Ferie serene, invece, alla Irisbus dove c’è l’accordo sul dimagrimento aziendale. Sono i due volti del mondo Fiat in provincia di Avellino. A Pratola Serra i primi a tornare in fabbrica saranno gli addetti del settore produzione: avvieranno gli impianti a partire dal 26. Il due settembre torneranno al lavoro il grosso degli operai, quelli che si occupano di montaggio: per ora in programma c’è una sola settimana di lavoro.

luglio 8, 2010

Vertenza Irisbus: la Fiat vara la cassa integrazione straordinaria.

Rinviato l’atteso incontro tra l’azienda Irisbus e i sindacati che sarebbe dovuto tenersi nella giornata di domani presso la sede della Confindustria ad Avellino. Aspettando le evoluzioni della vicenda, si va avanti con la cassa integrazione ordinaria, mentre l’azienda avvia la procedura di quella straordinaria per le 850 unità che dovrebbe partire dal prossimo 20 settembre. La data del prossimo incontro adesso potrebbe essere quella di lunedi 12. I motivi di questo rinvio sembrano riconducibili alla Fiom Cgil che avrebbe richiesto lo slittamento dell’incontro per l’assenza del suo segretario provinciale, Sergio Scarpa.
Nell’assemblea dello scorso 30 giugno la Failms-Cisal, non accettando le condizioni sulle quali, invece, Fim-Cisl, Fiom Cgil, Ugl, Fismic e Uilm-Uil avevano trovato convergenza, e non votando la proposta di accordo, non consentì di avere mandato da parte dei lavoratori per trasferire la trattativa in Assindustria. “False le accuse mosse nei nostri confronti. – afferma il segretario provinciale della Failms-Cisal, Antonio De Donato – Siamo stati anche descritti come il sindacato che non ha mai chiuso un accordo.

Una domanda: questa cassa integrazione straordinaria è l’anticamenra del licenziamento delle 850 unita e della chiusura dello stabilimento?

giugno 21, 2010

Consiglio regionale per Pomigliano.

Questa mattina si riunisce a Napoli il Consiglio regionale, per una seduta monotematica su Pomigliano e il futuro del comparto auto. Contemporaneamente a Pomigliano, seduta congiunta del Consiglio comunale e di quello provinciale. La seduta avrà inizio alle ore 11,30. «Il confronto dovrà determinare l’impegno della Regione – sottolinea il presidente Stefano Caldoro – a sostegno della scelta dell’azienda accettata dalla quasi totalità delle forze sindacali. Il governo regionale farà tutta la sua parte con determinazione per sostenere ed accompagnare il rilancio dell’impianto di Pomigliano. Una scelta diversa rappresenterebbe un disastro per l’industria del Sud». Non si parlerà solo della Fiat di Pomigliano. Il discorso sarà anche esteso allo stabilimento di Pratola Serra e di Flumeri. Fma ed Irisbus, dunque, proprio come avevano richiesto le rsu. Grande attenzione per il consiglio nel mondo sindacale. Da un lato ci sono Fim, Fismic e Uilm, schierati per il sì, dall’altro Fiom e Slai Cobas per il nò all’accordo, continuano la propria campagna referendaria.
«Una discussione che si fa a livello di consiglio regionale – spiega il segretario della Fim Cisl di Avellino Giuseppe Zaolino – può aiutare a togliere un pò di veleni. Un giorno prima del voto del referendum dei lavoratori può aiutare a trovare le ragioni per far rinascere Pomigliano».

giugno 11, 2010

Irisbus, lettera aperta degli operai.

 

Di fronte all’indifferenza della classe politica irpina gli operai della Irisbus hanno inviato una lettera aperta agli amministratori della valle dell’Ufita:
“Egregi amministratori , nell’area Industriale di Valle Ufita e dei territori circostanti sono numerose ed abbastanza preoccupanti i problemi che affliggono i lavoratori: alcune aziende sono in difficoltà, alcune chiudono , altre non riescono ad avviare l’attività, altre ancora sopravvivono sullo sfruttamento bestiale dei lavoratori, ecc. Le istituzioni e le stesse organizzazioni sindacali appaiono piuttosto distratte o rassegnate ed invece servirebbe uno scatto ed un impegno collettivo, per evitare lo sfascio. Preoccupanti sono le condizioni in cui versa lo stabilimento principe della Valle dell’Ufita, l’IrisBus Italia S.p.A., dove già negli ultimi anni si sono registrati tagli di circa 500 unità in seguito a successive ristrutturazioni aziendali. Oggi, siamo alle soglie di una riorganizzazione lavorativa tramite la quale si eliminerà il doppio turno, probabilmente passando all’unico turno centrale, ed ovviamente ad una diminuzione del personale che noi stimiamo intorno alle 250 unità. Il futuro dell’IrisBus in Irpinia, prevede quindi occupazione solo per poco più di 500 unità. Questo taglio occupazionale ci preoccupa profondamente e siamo terrorizzati all’idea che i nostri giovani vedano ridursi drasticamente la possibilità di vivere nel proprio territorio. Noi riteniamo che i problemi non possono essere risolti, come ritiene qualche azienda, con la cigo, cigs , mobilità o con i metodi animaleschi nei confronti dei lavoratori, perciò chiediamo alle SS.VV. di convocare urgentemente un consiglio comunale aperto ai lavoratori per affrontare la questione in maniera unitaria e propositiva, prima che la situazione precipiti”.

giugno 7, 2010

FMA: riaprono a singhiozzo i cancelli di Pratola Serra.

Settimana molto importante per la Fiat, sia per la Fma di Pratola Serra, che per l’Iribus di Flumeri e l’Almec di Nusco, in quanto secondo indiscrezioni per il 15 di Giugno ci sarà un incontro anticrisi con la presenza di qualche autorevole membro del Governo. Intanto dal 7 giugno per sette giorni riapre lo stabilimento di Pratola Serra, poi ci sarà una pausa ed infine il 16 e 17 giugno ancora al lavoro. Il 9 giugno si terrà un incontro degli operai, che si riuniranno per discutere del sostegno al reddito da parte di palazzo Caracciolo e palazzo Santa Lucia e qualora non ci dovessero essere segnali positivi, si prennuncerà sicuramente un’estate calda, con ulteriori proteste. Discorso sempre più complicato per la sede di valle Ufita, in quanto la notizia del taglio di 250 operai ha generato un comprensibile allarme.  Il  segretario della Fiom Cgil Sergio Scarpa dichiara: “il nostro obiettivo è quello di aiutare i lavoratori con una proposta di turn over, per accompagnarli alla pensione.” Si intravede invece qualche spiraglio di ottimismo all’Almec di Nusco, dove l’azienda sembra stia dando delle risposte certe ai propri dipendenti, per quanto riguarda contributi e pensioni integrative.