Posts tagged ‘ipnosi’

novembre 30, 2011

Smettere di fumare ricorrendo all’ipnosi: 80 percento di successo.

Dire addio alle con l’. Nessun pendolino che oscilla o numeri da prestigiatori: la tecnica vanta ormai una solida letteratura scientifica ed è molto diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove ha preso piede fra i metodi per smettere di fumare. Soprattutto ha un tasso di successo dell’80%, secondo gli studi scientifici condotti.

 

“Bastano due sedute e in otto casi su dieci il fumatore riesce a smettere o a ridurre drasticamente, concedendosi durante la giornata qualche bionda ‘rituale’, come quella dopo il caffè”, spiega all’Adnkronos Salute Francesco Rossani, odontoiatra romano.
In poco più di due anni ha trattato con l’ oltre un centinaio di : “La stragrande maggioranza non ha più ripreso il pacchetto in mano”, sottolinea l’esperto, che ha cominciato con l’ sedativa, utilizzando questa tecnica al posto dei tranquillanti per i pazienti particolarmente ansiosi di sedersi sulla poltrona del dentista. Poi l’ha applicata ai pentiti delle . “‘Voglio smettere’. Inutile sottoporsi all’ – afferma Rossani – se non si riesce a pronunciare prima questa frase ad alta voce. Sembra una banalità, ma chi non vuole smettere di fumare non riesce a dirlo. Non tratto pazienti che non hanno una reale volontà di chiudere con le ”.
Ecco l’identikit del paziente tipo: “Prevalentemente donna (75%), intorno ai 30-40 anni. Pochi hanno oltre i 50 anni, nessuno meno di 30 o più di 60″, racconta. In tanti hanno provato prima a smettere sostituendo le bionde “con le gomme alla nicotina, molti hanno puntato tutto sulla sigaretta elettronica che però è il surrogato di una sigaretta vera e alimenta una serie di automatismi, come la gestualità, che non aiutano a smettere. C’è poi chi ha provato i magnetini, beneficiando soprattutto dell’effetto placebo”.

ottobre 28, 2011

Stato ipnotico: scienziati gettano nuova luce sullo speciale meccanismo di reazione.

Esiste davvero uno speciale? Scienziati in Finlandia e Svezia suggeriscono di sì. In un nuovo studio, presentato nella rivista PLoS ONE, ricercatori dell’Università di Turku e dell’Università di Aalto, in Finlandia, e dell’Università di Skövde, in Svezia, mostrano come uno strano sguardo fisso potrebbe essere il pezzo mancante di un puzzle che per anni ha assillato le menti di molti.

Lo sguardo vitreo a occhi spalancati è una delle caratteristiche più facilmente identificabili di una persona che è stata ipnotizzata. Ma la ricerca su questa caratteristica è stata per lo più carente, e questa carenza è dovuta, secondo gli esperti, al fatto che essa si nota solo in alcuni soggetti ipnotizzati.

Per anni le opinioni riguardanti l’ sono state incostanti nei campi della psicologia, psichiatria e neurologia. E per oltre un secolo gli scienziati hanno discusso sull’esistenza stessa di uno speciale o se si trattasse semplicemente dell’uso di strategie cognitive e di un simbolismo visuale mentale in un normale di veglia. Poiché nessuno è riuscito a mostrare uno con successo e in modo convincente, molti scienziati ritengono che lo sia un mito popolare in psicologia. Questo fino ad oggi.

“Questo studio fornisce la prima dimostrazione dell’esistenza di uno speciale, che soddisfa tutti i severi criteri empirici per un tale (induzione e cancellazione immediate, conferma obbiettiva mediante misurazioni e non imitabilità),” scrivono gli autori dello studio. “Finora non ci sono misurazioni obbiettive e riscontri a supporto dell’ come speciale, probabilmente poiché questa si verifica solo in una piccola percentuale della popolazione.”