Posts tagged ‘ipercolesterolemia’

gennaio 9, 2012

Statine efficaci anche nella prevenzione dell’ictus.

Le sembrano essere efficaci anche nella prevenzione dell’ oltre che nella riduzione del
Le preziose , negli ultimi anni oggetto di molte ricerche – e di business da parte di alcune aziende alimentari che le aggiungono ai più svariati alimenti – sembrano essere implicate anche nella prevenzione dell’ in soggetti predisposti.

 

Questi elementi, infatti, non solo confermano il loro ruolo positivo nella riduzione del LDL, cosiddetto “cattivo”, ma anche nel miglioramento della coagulazione sanguigna.

Le persone che hanno il molto alto, si sa, sono considerati soggetti ad alto rischio di a causa dei coaguli sanguigni che impediscono il normale afflusso di sangue a e .

luglio 25, 2010

Colesterolo sotto controllo con prodotti a base di fitosteroli.

L’ipercolesterolemia e’ un fattore di rischio per le cardiopatie coronariche e i prodotti arricchiti di fitosteroli riducono i livelli di colesterolo nel sangue.
Cosi’ si esprimeva la Commissione europea, che gia’ nel 2009 aveva fatto propri due differenti pareri dell’Efsa, fornendo anche le indicazioni per la corretta informazione del consumatore sull’effetto dei prodotti con fitosteroli, che “si ottiene con l’assunzione quotidiana di almeno 2 grammi di steroli vegetali”.Dopo un anno e mezzo di nuove indagini e nuove verifiche sugli effetti di questi preziosi alleati della salute, Efsa e Commissione sono ora tornate sul tema ribadendo la propria convinzione sull’utilita’ dei fitosteroli nell’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue. Lo riferisce in una nota Assolatte sottolineando che “addirittura, secondo i nuovi studi, questi effetti si raggiungono con livelli di assunzione quotidiana inferiori a quelli precedentemente individuati”. L’autorita’ ha concluso che con una assunzione giornaliera di 1,5-2,4 g di steroli/stanoli vegetali si puo’ prevedere in media una riduzione compresa tra il 7 e il 10,5%. Ma solo i prodotti lattiero caseari (che, con le bottigliette di latti fermentati, rappresentano il 90% dei prodotti contenenti fitosteroli) le margarine spalmabili, la maionese e i condimenti per le insalate, potranno vantare in etichetta anche l’entita’ della riduzione di colesterolo, quantificata da EFSA tra il 7 e il 10%, un tasso di riduzione che ha importanza biologica.(liquidarea)

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maggio 4, 2010

Analisi per prevenire l’infarto.

Il rischio di un infarto non deve essere solamente ipotizzato dall’influenza dei diversi fattori di rischio cui vada incontro l’individuo nella sua vita, né soltanto da generici esami ematochimici o diagnostici in generale; oggi si può fare molto di più. Un semplicissimo esame del sangue infatti può palesare la possibilità che si vada incontro ad una cardiopatia acuta, persino fulminante, rappresentato, ad esempio, da un infarto o da una grave sofferenza ischemica. A sostenere tale nuova tesi una ricerca dell’Oregon Health & Science University, che ha indicato nel gamma-prime-fibrinogeno la ’spia’ più adeguata a segnalare il pericolo. 
Quando, mediante tale esame, si dovessero riscontrare livelli alti di tale sostanza, che presiede ai processi di coagulazione del sangue, dovremmo allarmarci e correre ai ripari, visto che la possibilità di un grave infarto è lì, se possibile dietro l’angolo e tutto ciò anche in assenza di altri segnali che potrebbero predire l’insorgenza della cardiopatia, come ad esempio, l’alto livello nel sangue di colesterolo. A sostenerlo David Farrell, che ha coordinato la ricerca diffusa su Clinical Chemistry.

 
A tanto si è giunti studiando campioni si sangue con un lunghissimo lavoro scientifico durato più di cinquant’anni che hanno correlato al diabete, all’ipercolesterolemia, all’obesità anche gli alti livelli di gamma-prime-fibrinogeno, ma, come si è accennato prima, tali alti livelli possono persistere anche in assenza degli altri fattori di rischio, concludendo che il solo fatto di riscontrare livelli alti di tale sostanza è un gravissimo fattore di rischio in sé.
“Se si hanno livelli entro il 25 per cento piu’ alto il rischio aumenta di 7 volte”, ha concluso l’esperto, “questo test dovrebbe essere aggiunto agli altri per predire la probabilità di attacchi”