Posts tagged ‘invecchiamento’

settembre 18, 2013

La vera palestra è la natura.

. .

La vera palestra è la natura. Tronchi di alberi da sollevare, corse e salti sui sentieri, escursioni rigorosamente a piedi, alberi da scalare ramo per ramo. E’ all’aperto che si scolpisce il fisico e ci si mantiene giovani.

Al chiuso tutto è artificiale, il corpo invecchia prima. Questo il leitmotiv del fitness naturale, battezzato con i nomi più vari, dal MovNat del francese (naturalizzato a New York) Erwan Le Corre, detta anche ‘ginnastica paleolitica’, al Wildfitness/Fitness holyday di Tara Wood, nuova tendenza fitness mondiale, come riferisce oggi Bloomberg Businessweek che dedica alle nuove attività alternative alla palestra il magazine.

“Il fisico umano ha dimenticato come ci si muove, è ora di tornare alle origini” dicono gli allenatori.

maggio 5, 2013

Cervello: scoperta l’area che fa…invecchiare.

 

Gli scienziati dell’Albert Einstein College of Medicine hanno individuato la che controlla l’. Come si legge su Nature, l’, area del che controlla per esempio la fame, la sete, la temperatura del e l’affaticamento, potrebbe controllare anche il declino del del tempo.cervello 300x216 Cervello: scoperta larea che fa...invecchiare “Gli scienziati si sono chiesti da lungo tempo se l’ avvenisse in modo indipendente nei vari del o se potesse essere attivamente regolato da un organo del . Dal nostro studio appare chiaro che molti aspetti dell’ sono controllati dall’“, ha spiegato Dongsheng Cai, fra gli autori della . Studiando i topi, gli scienziati hanno scoperto che l’attivazione di un certo processo proteico nell’ accelerava significativamente l’, secondo vari test psicologici, cognitivi e comportamentali: si riduceva la forza e la taglia dei muscoli, lo spessore della pelle e la loro capacita’ di apprendimento.

ottobre 10, 2012

L’invecchiamento è collegato al cancro.

Cancer_Stem_Cells

03:26 am | L’invecchiamento è una parte inevitabile della vita, spesso accompagnato da una serie di malattie legate all’età. Una delle maggiori malattie associate all’invecchiamento è il cancro, al quale quindi…

10 ottobre 2012 / Leggi tutto »

Scienza

dicembre 2, 2011

Dal lievito un nuovo meccanismo di ringiovanimento cellulare senza alcuna restrizione calorica.

Scoperto in questo organismo un meccanismo biochimico relativo ai processi di e ringiovanimento che a differenza di quelli già noti non ha nulla a che vedere con la restrizione calorica.

 

Modificando un enzima che nel funge da sensore del consumo di energia e agisce anche da “orologio dell’”, un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University e della National Taiwan University è riuscito a manipolare con successo il ciclo di vita di questo organismo unicellulare.

Sebbene la ricerca sia stata condotta sul , ha identificato componenti molecolari di un processo di rilevante anche per la durata della vita negli esseri umani, sottolinea Jef Boeke, che ha diretto lo studio, illustrato in un articolo pubblicato su “Cell”.

 

“Questo controllo della è indipendente dal meccanismo descritto in passato nel , che riguardava la restrizione calorica”, spiega Boeke. “Riteniamo di disporre per la prima volta di una via biochimica relativa ai processi di e ringiovanimento che non ha nulla a che vedere con la dieta.”

settembre 3, 2011

L’invecchiamento parte dall’ostruzione di piccoli vasi sanguigni del cervello.

Alcuni comuni segni di invecchiamento, come ad esempio i tremori alle mani, il camminare lentamente, l’incurvamento della schiena, potrebbero essere dovuti a piccoli vasi sanguigni del cervello ostruiti che le correnti tecnologie non riescono ancora a individuare.

In uno studio pubblicato sulla rivista Stroke: Journal of the American Heart Association, un team di ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago ha riportato le conclusioni di una indagine autoptica svolta sui cervelli di un gruppo di persone anziane. Gli scienziati hanno trovato microscopiche lesioni – troppo piccole per essere scoperte da tecniche di brain imaging – in ben il 30 per cento dei soggetti per i quali non era stata fatta alcuna diagnosi di sofferenza cerebrale o ictus. Non solo. Quelli che, in vita, manifestavano le maggiori difficolta’ a camminare erano quelli che avevo lesioni multiple, e due terzi avevano almeno una anomalia a un vaso sanguigno, il che suggerisce un nesso fra i vasi sanguigni ‘bloccati’ e i comuni segni dell’invecchiamento. Il team ha cominciato lo studio nel 1994 con esami annuali, coinvolgendo 1.100 sacerdoti e suore che mostravano segni di invecchiamento.

settembre 1, 2011

Protezione contro i raggi UV: pillola che emula stesso principio di protezione dei coralli di barriera.

Una sola pillola potrebbe assicurare alla nostra pelle e ai nostri occhi una dai che dura settimane, tagliando cosi’ il rischio di sviluppare il e il rischio di precoce.

Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra, come riporta il Daily Mail. La nuova pillola potrebbe essere testata sulle persone entro cinque anni ed essere cosi’ disponibile entro un decennio. Nella realizzazione di questo ‘Sacro Graal’ dell’abbronzatura sana gli scienziati si sono ispirati a dei campioni di raccolti dalla Grande Barriera Corallina Australiana.

Era gia’ noto che il , che vive in acque poco profonde, e’ protetto dal sole probabilmente grazie all’aiuto di un composto proveniente dalle alghe. Dopo aver esposto al sole un campione di , raccolto durante immersioni notturne, gli scienziati hanno osservato che l’organismo marino viene protetto da questa sorta di ‘crema solare’ naturale prodotta dalle alghe. “Abbiamo scoperto – ha detto Paul Long, ricercatore che ha partecipato allo studio – che le alghe producono un composto che riteniamo offra al ”. “Non solo abbiamo visto che questo composto protegge il dai danni degli , ma anche che i pesci che si nutrono di beneficiano di questa solare”. Ora i ricercatori sono vicini alla realizzazione in laboratorio di questa sostanza. “Bisognera’ effettuare – ha precisato Long – un sacco di esami tossicologici, ma imaggino che entro cinque anni potra’ essere sviluppata una solare”.

giugno 18, 2011

Combattere i capelli bianchi con le staminali.

Uno dei segni più evidenti dell’, cioè la comparsa di , potrebbe presto essere evitato: scienziati del New York University Medical Centre (Usa) riportano infatti sulla rivista ‘Cell’ di essere riusciti a far tornare di nuovo colorati anziani topi da laboratorio. Tutto questo grazie alla scoperta della causa principale dell’insorgenza dei ‘fili d’argento’ con l’avanzare dell’età.

Il colore di – spiegano – è determinato dalle cellule staminali del che lavorano in collaborazione con le staminali del colore, note come . I ricercatori americani hanno ora identificato una , detta ‘’, che coordina la pigmentazione nei due tipi di cellule. In particolare, la mancanza di questo componente nei porta alla crescita di grigi. E secondo Mayumi Ito, autore principale dello studio, manipolando geneticamente la di segnalazione si potrebbe fermare la comparsa dei tanto odiati fili d’argento. Il suo team ha addirittura trovato un metodo per ripristinare il colore originario del pelo nei topi.

novembre 24, 2010

I segreti del gene dell’invecchiamento: svelati i poteri del Sirt3

Perché e come riducendo le calorie si rallenta il declino delle cellule? Uno studio dell’Università del Wisconsin ha risposto a queste domande, aprendo prospettive inattese per lo sviluppo di farmaci in grado di assicurare una vita più lunga o una vecchiaia più in salute.

E’ possibile fermare l’invecchiamento? Dietro le licenze letterarie di Peter Pan e Dorian Gray, la ricerca continua a camminare sulla strada verso uno dei più ambiziosi sogni della scienza. Il nuovo passo avanti lo ha fatto un team della University of Wisconsin-Madison, che ha individuato un enzima chiave nel processo di declino delle cellule. La scoperta, secondo gli scienziati, potrà aiutare a comprendere non solo i vari fattori legati all’invecchiamento, ma potrebbe essere il punto di partenza per la ricerca di farmaci in grado di ritardarlo o di assicurare una vecchiaia più in salute.Lo studio, presentato sull’edizione online di Cell, è stato coordinato dal genetista Tomas A. Prolla ed è partito dalla vecchia questione – ampiamente documentata in studi su specie diverse, dai ragni alle scimmie – di come e perché a una dieta a più basso contenuto calorico corrisponda un rallentamento dei processi di invecchiamento: “Siamo molto più vicini alla comprensione di quel legame – afferma ora Prolla sulle pagine di Cell – e questo studio è la prima prova diretta del meccanismo che sta alla base degli effetti anti-invecchiamento legati alla riduzione calorica”.

luglio 2, 2010

Nuove ricerche sul ‘gene del fitness’ che allunga la vita.

Un aiutino genetico per assomigliare a Matusalemme. Grazie a un piccolo ‘mattone’ di Dna sembra infatti possibile migliorare le performance durante l’esercizio fisico. E lo sport, si sa, allunga la vita. Nei topi funziona e secondo gli scienziati americani dell’università del Missouri, autori di uno studio pubblicato sul ‘Plos One’, questo ‘gene del fitness’ – nome tecnico Mcat – potrà essere usato in futuro anche nell’uomo. Per terapie geniche alleate di longevità.L’ideale sarebbe vivere di più, restando comunque attivi e in salute. Ebbene, i ricercatori hanno osservato che i topi sottoposti a terapia genica con il gene Mcat sono più resistenti allo sforzo fisico. Corrono più veloci e a lungo, coprono distanze maggiori. Insomma sono più ‘fit’ e più longevi.

L’invecchiamento progressivo della popolazione è una delle principali sfide della società moderna, ricordano Dongsheng Duan e colleghi. Ma l’obiettivo non è solo quello di vivere più a lungo, avvertono.

aprile 23, 2010

MENO CALORIE PER VIVERE PIU’ A LUNGO.

Dagli organismi unicellulari all’uomo, tutti gli esseri viventi vivono più a lungo grazie alla riduzione dell’apporto calorico. Lo spiega l’ultimo numero di “Science” con un lungo articolo che passa in rassegna i meccanismi metabolici e molecolari che rallentano l’invecchiamento e promuovono salute negli animali da esperimento e nell’uomo sottoposti ad un regime di restrizione calorica o ad altri interventi genetici e farmacologici che simulano la restrizione calorica. Il primo autore dello studio è Luigi Fontana, direttore del Reparto di Nutrizione ed Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità, e responsabile di un progetto di collaborazione internazionale tra l’ISS e la Washington University School of Medicine di St Louis negli Stati Uniti, che ha studiato per primo gli effetti di questo regime dietetico sull’uomo. “L’obiettivo di questi studi – dice Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – è quello di comprendere i meccanismi metabolici e le basi molecolari che regolano l’invecchiamento e la loro correlazione con l’insorgenza delle malattie – in particolare quelle cardiovascolari, tumorali e neurodegenerative – per fare in modo che all’aumentare della vita media corrisponda un aumento anche della sua qualità.(novecolonne)