Posts tagged ‘Intesa Sanpaolo’

settembre 24, 2013

Telecom Italia diventa spagnola coi nostri soldi.



Concretizzati timori associazioni consumatori. Marchio italiano consegnato agli stranieri grazie a uno Stato Ponzio Pilato.
ROMA (WSI) – “Telecom Italia diventerà spagnola”: arriva la bomba su Piazza Affari, la conferma dei rumor che erano circolati nelle ultime ore e che sono diventati realtà a mezzanotte, con l’annuncio ufficiale del patto tra Visualizza altro

novembre 3, 2010

Banche e investimenti radioattivi.

I volontari di Greenpeace in Europa e in 29 città italiane, tra cui Milano, Torino, Roma, Firenze, Napoli e Palermo, stanno manifestando per chiedere al gruppo bancario BNP Paribas – che in Italia controlla BNL. Essi chiedono di fermare i suoi investimenti nel campo del nucleare civile non sempre a prova di “bomba”, da Angra3 in Brasile, un reattore nucleare obsoleto e pericoloso, alla devastante estrazione di uranio dalle miniere del Niger, che sta mettendo in serio pericolo la popolazione Tuareg. L’appello è chiaro: “attenzione i tuoi soldi possono essere soggetti ad investimenti radioattivi”.

Oltre la metà di tutti i finanziamenti all’energia nucleare in Europa, ben 92 miliardi di euro dal 2000 al 2009, arriva da un gruppo di soli dieci istituti finanziari. È questo il risultato della ricerca, commissionata dalla coalizione Banktrack di cui fa parte anche Greenpeace. Secondo lo studio – realizzato dall’istituto indipendente Profondo e pubblicato su www.nuclearbanks.org – al primo posto della classifica delle banche nucleari c’è BNP Paribas, banca francese presente in Italia attraverso BNL (Banca Nazionale del Lavoro).

Della partita sono anche UniCredit e Intesa Sanpaolo, che occupano rispettivamente la 23ma e la 28ma posizione nella classifica, anche se per Andrea Lepore responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace “non sono ancora disponibili informazioni ufficiali su quali banche finanzierebbero il ritorno del nucleare in Italia voluto dal Governo Berlusconi”.

novembre 11, 2009

Povere banche!

estate 2008 Montella - Agropoli - Francia (Normandia e Loira 211Bnp Paribas, gruppo di cui fa parte l’italiana Bnl, è tra i maggiori finanziatori di aziende che producono bombe a grappolo. Nel nostro paese la banca è al secondo posto della graduatoria, preceduta solo da Unicredit e seguita a ruota da Intesa Sanpaolo. Non si tratta però di investimenti diretti: Bnp opera sul mercato delle cluster bombs tramite fondi d’investimento e Società di investimento a capitale variabile (Sicav).

Investimenti. Fondi e Sicav in cui investe Bnp Paribas sono molteplici. Tra questi c’è Parvest. Il gruppo bancario propone ai suoi risparmiatori di scegliere questa Sicav anche sul suo sito internet. Ma nel rendiconto annuale di Parvest, che spiega agli azionisti come sono stati impiegati i loro soldi, tra le aziende in cui hanno investito i fondi si incontrano diversi produttori di bombe a grappolo.

Bombe. Sfogliando il rendiconto ci si accorge, per cominciare, che il fondo Parvest Global Equities possiede azioni di compagnie notoriamente produttrici di bombe a grappolo. Aziende nelle quali investono anche Parvest Uk e Parvest Usa. E questi sono solo alcuni esempi: il rapporto supera le 500 pagine e in 34 di queste compare la parola “difesa” a qualificare gli investimenti. Poi, è chiaro, non tutte le aziende che si occupano di difesa producono cluster bombs. Ma nel rendiconto è possibile individuare più volte i nomi di Lockheed Martin e L-3 Communications, due aziende accreditate come produttrici di bombe a grappolo dalle maggiori associazioni umanitarie del mondo.

Intenti. “Bnp Paribas adotta una politica degli investimenti restrittiva, intesa a contribuire al bando di mine antiuomo e bombe a grappolo. Il gruppo decide inoltre di sganciarsi dai fondi d’investimento comune connessi con compagnie specializzate nella fabbricazione di cluster bombs“.
Le cifre. Sommando tutti i capitali investiti dai vari fondi e Sicav della banca in industrie produttrici di cluster bombs, si ottengono cifre di gran lunga superiori ai 27 milioni di euro che è possibile dedurre dal solo rendiconto annuale Parvest. Va inoltre considerato che Bnp Paribas non è l’unico gruppo bancario italiano che propone questi fondi ai suoi risparmiatori. L’elenco completo dei cosiddetti “collocatori” dei Parvest è anch’esso consultabile liberamente. I dati complessivi sono ancora in corso di elaborazione in uno studio del mensile di finanza etica Valori e dell’Istituto di Ricerca Economica e Sociale (Ires) della Toscana. Ma si tratta di somme rilevanti, comprese nell’ordine tra le decine e le centinaia di milioni di euro.