Posts tagged ‘insufficienza’

luglio 25, 2011

Insufficienza cardiaca congestizia: presto sperimentazione terapia genetica sull’uomo

Verra’ presto sperimentata sull’uomo la a base della per la cura dell’ : e’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Science Translational Medicine dai ricercatori del Thomas Jefferson University’s Center for Translational Medicine (Usa) guidati da Patrick Most.

La terapia, spiegano i ricercatori, e’ stata finora sperimentata con successo in laboratorio e su modelli di animali, e funziona riportando alla normalita’ la presenza della , i cui livelli tendono a diminuire nelle cellule del muscolo cardiaco malato. Messa a punto 15 anni fa dal team di Walter Koch della Thomas Jefferson University, la terapia sembrerebbe essere in grado di contrastare lo sviluppo dell’ soprattutto in coloro che hanno gia’ subito un attacco di cuore.

giugno 1, 2011

Insufficienza renale: un ace-inibitore abbassa il rischio di progressione

Un Ace-inibitore abbassa notevolmente il rischio di progressione verso la fase terminale dell’ in tutte le categoriedi peso, ma l’effetto è maggiore nei pazienti obesi

 

Oggi l’obesità è considerata la causa più frequente di cronica, tanto che il rischio di contrarla risulta più che triplicato nei soggetti con obesità lieve (indice di massa corporea, Imc, tra 30 e 35 Kg/m2) e addirittura sette volte maggiore in quelli con obesità severa (Imc maggiore di 40 Kg/m2). Nonostante la frequenza della malattia cronica legata all’obesità, la ricerca specifica sui farmaci che possono ridurre e/o prevenire il danno negli obesi è ancora molto limitata. Uno studio condotto dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del CNR (Ibim-CNR) in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Bergamo e pubblicato sul Journal of American Society of Nephrology indica però che una possibilità di ridurre il rischio di incorrere in questa grave coplicazione potrebbe venire dagli .

marzo 15, 2011

Insufficienza renale: scienziati scoprono gene dietro la causa.

Un team internazionale di scienziati ha identificato una mutazione associata a un indicatore fondamentale dell’ , cioè alti livelli della nelle .

 

La scoperta potrebbe portare a nuovi metodi per curare l’ e per rallentarne il progresso. Lo studio, che è stato in parte finanziato dall’UE, è stato pubblicato sul Journal of the America Society of Nephrology (JASN).

L’ è un problema serio in tutto il mondo; in Europa, si pensa che circa 1 su 10 persone ne siano affette. I fattori di rischio conosciuti per l’ comprendono il diabete e l’. Chiarire i fattori genetici che stanno alla base dell’ si è però rivelato difficile.

In questo studio, il team rivela che una singola mutazione in un chiamato è legata a una malattia chiamata albuminuria, nella quale la va a finire nelle . Livelli più alti di nelle sono un indicatore chiave dell’ cronnica e sono legati a un maggiore rischio di sviluppare l’ terminale, che può essere curata esclusivamente tramite dialisi o trapianto di rene. Inoltre l’albuminuria è associata a malattie cardiovascolari e mortalità.

I ricercatori hanno scoperto la mutazione scannerizzando e confrontando i genomi di 63.000 persone di discendenza europea e 7000 afro-americani. I campioni comprendevano sia persone affette da diabete che persone non affette da diabete. L’associazione tra la mutazione del e l’albuminuria è stata trovata in persone di discendenza europea e africana e in persone diabetiche e non.

dicembre 20, 2010

Insufficienza mitralica: basta una clip, e stop alle operazioni a cuore aperto.

È capace di bloccare l’insufficienza mitralica senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto e alla circolazione extracorporea: la tecnica innovativa, utilizzata per la prima volta in Italia dall’ospedale Ferrarotto di Catania – che è anche la seconda struttura in Europa e tra le poche al mondo – è in grado di scongiurare l’esito dell’insufficienza mitralica in scompenso cardiaco, ictus, infarto e morte senza ricorrere a operazioni a cuore aperto.

La novità scientifica consiste in una sorta di “àncora” che, inserita attraverso l’arteria femorale a mezzo di un piccolo catetere e fatta avanzare fino al cuore, va a correggere il difetto di chiusura dei lembi della valvola mitralica, un’insufficienza che provoca il cosiddetto “rigurgito” (il sangue ritorna nell’atrio sinistro, fenomeno che riduce di fatto il flusso sanguigno al resto dell’organismo): per compensare il difetto il ventricolo sinistro è costretto a un maggiore sforzo per pompare il sangue, meccanismo che a lungo andare può portare all’ingrossamento del cuore e allo scompenso cardiaco.