Posts tagged ‘insegnanti di sostegno’

settembre 14, 2011

Evviva la Gelmini.

 


20mila studenti disabili in più e i tagli della riforma Gelmini non consentono di aumentare adeguatamente il numero degli insegnanti di sostegno per seguirli.

novembre 14, 2010

Disabili a scuola: il sostegno è un diritto.

Dopo una lunga sfida tra famiglia e scuola, uno studente di un liceo di Messina ha ottenuto l’insegnante di sostegno. In Sardegna il Tar ha stabilito che la famiglia di un disabile privo assistenza deve ottenere un rimborso

 

Ci sono voluti due mesi, ma finalmente lo studente autistico della prima classe del liceo scientifico “Carmelo Caminiti” di Messina ha ottenuto un insegnante di sostegno che lo aiuti a seguire le lezioni. Quello che gli avevano inizialmente assegnato era cieco, quindi del tutto inadatto a rispondere ai suoi bisogni. In gioco c’era il diritto allo studio dello studente, un principio sacrosanto che proprio qualche giorno fa il Tar della Sardegna ha praticamente riaffermato riconoscendo un congruo risarcimento a una famiglia che avevava mandato a scuola un figlio disabile a cui non era però assegnata adeguata assistenza. 

Il caso di Messina è comunque arrivato a soluzione dopo un lungo braccio di ferro tra la famiglia dello studente sostenuta dal Sindacato famiglie disabili (Sfida) e le autorità scolastiche. Una diatriba paradossale che sia il preside del liceo Francesco Muscolino sia i suoi superiori avrebbero potuto risolvere utilizzando un criterio di normale buon senso. Due mesi sono passati nel frattempo, due mesi durante i quali, dopo una lunga serie di diffide presentate dal Sfida, si era arrivati a proporre una via d’uscita ancor più insensata: affiancare al docente cieco un altro insegnante di sostegno. Soluzione di compromesso però giustamente respinta dalla famiglia. Ora arriverà nel liceo di Messina un docente di sostegno che ha le prerogative giuste per assistere lo studente autistico, almeno per seguirlo nella sua iperattività e accompagnarlo nella sua crescita culturale.

novembre 12, 2010

“Alunni disabili senza diritti”I genitori portano la Gelmini in tribunale.

La riforma riduce drasticamente i fondi per le ore di sostegno. Parte a Milano la prima azione collettiva contro il ministero dell’Istruzione e gli uffici scolatici, accusati di discriminare gli studenti con disabilità.

Costretti a tenere i figli a casa, perché la riforma Gelmini ha ridotto drasticamente le ore di sostegno alla disabilità. Per questo i genitori di trenta alunni disabili fanno ricorso contro il ministro e la sua politica dei tagli alla scuola. Si tratta della prima azione collettiva (intrapresa con la collaborazione di Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità, e il sostegno dell’associazione Avvocati per niente) che accusa il ministero dell’Istruzione e gli Uffici scolastici locali di discriminare gli alunni disabili. “La scarsità delle risorse non può giustificare una lesione del diritto all’istruzione. Lo dice il diritto internazionale, ma anche la nostra Corte Costituzionale”.
Il Partito dell’amore ama le zoccole di Berlusconi, ma quando si tratta  di disabili ignora le più elementari regole della solidarietà e dei dirri sanciti nelle convenzioni internazionali.
Peggio di Gheddafi!

settembre 10, 2010

L’assemblea delle scuole milanesi pone dieci domande alla Gelmini.

Ecco le 10 domande che l’Assemblea delle scuole milanesi rivolge al ministro dell’Istruzione:

1. Lei sa che i tagli alle elementari hanno cancellato qualsiasi possibilità di realizzare il vero tempo pieno, fatto di tempi distesi e di compresenze, di lavoro in piccoli gruppi, di progetti, di uscite e laboratori per favorire l’apprendimento di tutti?

2. Cosa risponde ai genitori costretti a pagare un contributo “volontario” di 130/200 € in scuole che vantano, nei confronti del suo Ministero, crediti di 130/200.000 €?

3. I paesi Ocse spendono in media il 5,7% del prodotto interno lordo per il sistema scolastico e l’Italia il 4,5%, come lo spiega?

4. Sa che le 10.000 assunzioni a tempo indeterminato di questo anno coprono una percentuale insignificante dei posti che ogni anno servono alla scuola?

5. Come mai non c’è un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità come prevede la legge, tanto che spesso questi alunni sono seguiti solo 4/6 ore a settimana?

6. Lei è al corrente del fatto che nelle scuola medie la sua manovra ha avuto l’effetto di cancellare laboratori di Arte, Musica, Tecnologia, Educazione fisica…?

7. Ritiene sia giusto rispettare la legislazione sulla sicurezza? Sa che le classi con un minimo di 27 alunni e un massimo di 35 per classe, imposte dalla sua manovra, sono proibite da norme vigenti che impongono un massimo di 25 alunni?

8. Aver cancellato le sperimentazioni nei Licei, ispirandosi alla riforma del 1923, risponde ad una esigenza di rinnovamento? Aver tolto ai Licei Artistici l’11% del tempo scuola e ai Linguistici il 17% equivale ad un “potenziamento dell’offerta formativa”?

9. Come giustifica l’aver ridotto drasticamente l’orario degli Istituti Professionali e Tecnici, tagliando su quelle materie che ha affermato di voler potenziare? Sa che le attività di laboratorio diminuiscono del 20/40%? Vuole che le forniamo le tabelle di confronto?

10. Quali motivazioni didattiche l’hanno spinta a eliminare ore di lezione, negli Istituti Tecnici e Professionali, anche nelle classi successive alle prime? Ritiene giusto che chi si è iscritto ad un percorso prima della “riforma”, scopra che è stato cambiato a metà strada?

Assemblea delle scuole del milanese