Posts tagged ‘inquinamento atmosferico’

luglio 10, 2013

Tumori al polmone, prima conferma del legame diretto con l’inquinamento.

(da Repubblica-salute)

Su Lancet l’esito della maxiricerca condotta su 300mila persone di 9 paesi europei, seguite per tredici anni di fila: la presenza delle polveri sottili tossiche nell’aria delle città fa aumentare drammaticamente il rischio di cancro polmonare, soprattutto per quanto riguarda l’adenocarcinoma. Per l’Italia sono stati monitorati cittadini di Torino, Varese e Roma e la situazione è risultata tra le peggiori d’Europa

 

ROMA – Arriva la prima conferma della stretta relazione fra inquinamento atmosferico e tumori del polmone. Il risultato si deve a una ricerca europea pubblicata sulla rivista Lancet Oncology alla quale partecipa anche l’Italia con un gruppo di ricerca dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh.

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. La ricerca mostra che più alta è la concentrazione di inquinanti nell’aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Inoltre dalla misurazione delle polveri sottili, l’Italia è risultata essere tra i paesi europei più inquinati.

Svolto su oltre 300.000 persone residenti in 9 paesi europei, lo studio è il primo lavoro sulla relazione tra inquinamento atmosferico e tumori al polmone che interessa un numero così elevato di persone, sottolinea l’Istituto nazionale dei tumori, con un’area geografica di tale estensione e un rigoroso metodo per la misurazione dell’inquinamento. E’ stato misurato in particolare l’inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell’aria (particolato Pm 10 e Pm 2,5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali.

marzo 2, 2013

Auto e tir costano 15,5 mld in salute a Italia.

BRUXELLES – L’inquinamento dei trasporti su strada in Italia costa caro in termini di salute: 15,5 miliardi di euro complessivi, di cui 7,2 miliardi a carico dei mezzi pesanti. Su 33 citta’ esaminate, Milano e’ terza in classifica dopo Zurigo e Bucarest per costo dell’impatto dei camion per km: 0,107 euro per i mezzi Euro III e 0,064 euro per i mezzi Euro IV. Queste le stime dell’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), che fa il punto sui costi dell’inquinamento causato dagli autocarri in Europa.

L’Aea stima che nel complesso l’inquinamento atmosferico causi 3 milioni di giorni di assenza per malattia e 350.000 morti premature in Europa ogni anno, con relativo impatto economico.

Solo i costi derivanti dalle emissioni inquinanti degli automezzi pesanti dei paesi membri dell’Aea ammontano a 43-46 miliardi di euro all’anno, quasi la meta’ del costo di circa 100 miliardi di euro per l’inquinamento atmosferico causato da tutte le modalita’ di trasporto.

giugno 29, 2012

Io la sera me le godo ancora nel mio giardino.

lucciole nell'orto

Son tornata a visitare Ortoecologo del nostro amico Remo Angelini con una ricerca precisa in testa: le lucciole. Dove sono finite? Quando ero piccola (e non è passato molto tempo eh) le sere d’estate in campagna erano illuminate dalle lucciole, le loro lucine creavano un ambiente fatato. Ora è diventato sempre più raro incontrarle. Nel 1975 Pier Paolo Pasolini, dalle colonne del Corriere della Sera, dipingeva lo scenario desolante della scomparsa delle lucciole nelle campagne romane:

Nei primi anni Sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua, sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta.

Remo qualche lucciola nel suo orto ha avuto la fortuna di incontrarla. Possiamo osservarle anche in inverno laddove il clima sia particolarmente mite. Amano i posti umidi e di notte si nutrono di lumache e chiocciole, dunque possiamo decisamente annoverarle tra gli insetti amici del nostro orto, anche perché le larve vivono ben tre anni e se riusciamo a garantirgli protezione e cibo potremo trarne a lungo benefici per proteggere i nostri ortaggi con la lotta biologica.

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giugno 7, 2012

Un terzo degli uccelli a rischio estinzione in Italia, aggiornata la Lista Rossa LIPU.

Uccelli a rischio imminente di estinzione in Italia: sono sei le specie più vulnerabili della Lista Rossa stilata dalla LIPU-Birdlife Italia in collaborazione con il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin dell’Università La Sapienza di Roma. La lista rossa aggiornata, l’ultima versione risaliva al 1999, include il grifone, il capovaccaio, l’aquila di Bonelli, il gipeto, il forapaglie comune e la bigia padovana. Dai dati raccolti è emerso che ben un terzo degli uccelli nidificanti in Italia rischia l’estinzione. Perdita di habitat, cambiamenti climatici, inquinamento luminoso, acustico, ambientale, architettonico, caccia di frodo: tanti sono i fattori che interferiscono con le popolazioni di uccelli da portare sul banco degli imputati.

A queste liste che vanno nel dettaglio della biodiversità in pericolo a livello locale ne seguiranno altre per diversi gruppi animali, tutte collegate alla lista rossa su scala globale dell’IUCN, proprio per sottolineare la perdita della bellezza e degli equilibri garantiti dalle specie solitamente presenti nelle singole aree.

Spiega la LIPU che a rischiare maggiormente sono le specie spazzine ovvero gli uccelli che predano come rapaci e avvoltoi, per lungo tempo sgraditi e perseguitati dall’uomo:

Ancora oggi le uccisioni illegali rappresentano la più importante minaccia per la maggioranza di queste specie. Frammentazione e distruzione degli habitat naturali sono comunque i fattori più importanti che minacciano gli uccelli.

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febbraio 17, 2012

Smog fatale, esposizione ad inquinamento atmosferico aumenta rischio ictus.

smog ictus

Parlavamo ieri di come lo smog causi il declino cognitivo precoce nelle donne anziane, accelerando il normale processo di invecchiamento cerebrale. Una nuova ricerca conferma quanto lo smog sia fatale per la salute pubblica in relazione questa volta al rischio di ictus.

Secondo quanto affermano i ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center in uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine, anche l’esposizione a livelli moderati di inquinamento atmosferico, quelli ritenuti sicuri per la salute pubblica, può accrescere e di molto il rischio di essere colpiti da un ictus. Esattamente la percentuale di rischio aumenta del 34%.

Gli autori hanno monitorato per dieci anni un campione di 1.700 pazienti colpiti da ictus a Boston, scoprendo che l’esposizione alle polveri sottili, generate in gran parte dalle auto, è associata ad un rischio significativamente più elevato di ictus ischemico nei giorni in cui la qualità dell’aria, sulla base dei parametri stabiliti dall’EPA, segnava il semaforo giallo anziché verde.

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febbraio 2, 2011

Milano assediata dallo smog.

Non si placa l’assedio delle polveri sottili sull’aria di Milano: la concentrazione di Pm10 è arrivata ieri a valori di tre volte superiori il limite consentito dei 50 microgrammi per metrocubo.
Complici le condizioni atmosferiche e la mancanza di vento, nemmeno la fase due del piano antismog voluto dal sindaco Letizia Moratti, entrata in vigore da lunedì con le restrizioni alla circolazione in centro e l’obbligo di abbassare la temperatura dei termosifoni, appare efficace davanti all’assedio dell’inquinamento.
Anche ieri le centraline dell’Arpa hanno registrato valori fuori controllo: 120 in Città Studi, 130 al Verziere e addirittura 159 nella stazione che l’amministrazione ha scelto come riferimento, quella di via Senato. Dall’inizio dell’anno sono 29 le giornate fuori legge e la serie di quelle consecutive è arrivata a 21.