Posts tagged ‘inps’

luglio 27, 2016

Morti di cui messuno parla.

1.300 morti sul lavoro ogni anno in Italia per inadempienze da parte dei padroni.
Per non parlare delle vittime per malattie professionali, degli infortuni causa d’invalidità permanenti
Una strage quotidiana sileziosa e silenziata.

cara chiavica di Bruno Vespa perchè non chiami i tui eccelsi consulenti a spiegare perchè si deve morire di lavoro?

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gennaio 1, 2015

Fisco: tutti gli aumenti del 2015, è stangata

Fisco: tutti gli aumenti del 2015, è stangata

Nel 2015 il Fisco stritolerà ancora di più gli italiani. Lo dice la Cgia di Mestre, secondo cui i più tartassati saranno gli automobilisti, le categorie professionali che quotidianamente utilizzano un mezzo di trasporto (taxisti, agenti di commercio, autotrasportatori) e i lavoratori autonomi iscritti alla sezione separata dell’Inps (i cosiddetti freelance). Sono 12 le cose che aumenteranno in virtù di … Continua a leggere »

novembre 18, 2013

Sulle pensioni c’è una guerra, e inizia dai numeri

 


Dopo tante riforme e sacrifici, non si può non essere trasparenti al 100% sul sistema previdenziale

Luca Telese – Fra le tante notizie-minacce che ricorrono e vengono agitate, ora come bastone, ora come carota, sulle nostre teste adesso c’è anche quella dell’incertezza dei bilanci previdenziali. Ieri un comunicato e una dichiarazione dell’Inps,Visualizza altro

ottobre 15, 2013

Calo delle morti sul lavoro? Ma di cosa stiamo parlando?


Carlo Soricelli* – Egr. Presidente dell’ANMIL Dott. Franco Bettoni, sulle morti per infortuni sul lavoro continuate a scrivere che le morti sono in continuo calo, addirittura del 30% dal 2008. Ma di cosa state parlando?
Dal 2008 i morti sui luoghi di lavoro sono praticamente invariati. Probabilmente prendendo per buono quello che si legge nVisualizza altro

luglio 27, 2013

Ma i ricchi quando piangono?

Stop al prelievo sulle pensioni d’oro: Inps restituisce le trattenute.

L’Inps dovrà restituire le trattenute sulle pensioni sopra i 90mila euro. Si tratta di circa 40 milioni di euro annui. L’annuncio arriva in seguito alla sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità della normativa che ha istituito, dal primo agosto 2011 al 31 dicembre 2014, un contributo di perequazione sulle pensioni d’oro. Stop, quindi, al contributo e al via la restituzione dell’importo precedentemente trattenuto. La norma che è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale prevedeva che, a decorrere dal primo agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, i trattamenti pensionistici, corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie i cui importi fossero superiori a 90mila euro lori annui, dovessero essere assoggettati a un contributo di perequazione pari al 5% della parte eccedente l’importo fino a 150mila euro, al 10% per la parte eccedente 150mila euro e al 15% per la parte eccedente 200mila euro. Ma questa norma è stata, appunto, giudicata dalla Consulta in contrasto con gli articoli 3 e 53 della Costituzione.

giugno 13, 2012

Esodatela.

Questa volta Elsa Fornero ha superato se stessa: ha mentito al Paese. E ha mentito su un argomento che brucia sulla pelle di tanti lavoratori, stravolge la loro vita e sconvolge la serenità del loro futuro. Un ministro che tiene chiuso in un cassetto un dossier scottante come quello sugli «esodati» e che, pur conoscendo le cifre ufficiali certificate dall’Inps, continua a insistere su un numero di gran lunga più basso, compie sicuramente un atto grave.
I numeri dell’Inps parlano chiaro: gli esodati sono quasi 400mila, molti di più di quanti sarebbero inclusi nella proposta di “salvaguardia” – che dovrebbe valere per 65mila persone – contenuta nel decreto del governo e l’esecutivo era a conoscenza di questo numero, prima di firmare il suddetto decreto. Abbiamo così la conferma che il Ministro Elsa Fornero è in malafede ed è totalmente irresponsabile, mettendo letteralmente in mezzo alla strada centinaia di migliaia di persone.  Piuttosto che chiedere la rimozione dei vertici dell’Inps, colpevoli di non coprire le sue menzogne, se ne vada lei a casa subito, dia le dimissioni e abbia il buon gusto di non farsi più vedere, piuttosto che chiedere
giugno 4, 2012

Voglio fare il vicepresidente.

 

Antonio Mastrapasqua è il vicepresidente di Equitalia e presidente dell’Inps. Ma non si ferma a 2 incarichi, ne ricopre qualcuno di più e incassa 1.200.000 euro all’anno.

 

Su un ipotetico pallottoliere contiamo le mansioni di Mastrapasqua. Uno: presidente dell’Inps, 2: vice-presidente di Equitalia, 3 di Equitalia Nord, 4 di Equitalia Centro, 5 di Equitalia Sud. Dirigente di Italia Previdente, di Eur Spa, di Eur Tel, di Eur Congressi Roma, di Coni servizi Spa, di Autostrade per l’Italia, di Fandango, di Telecom Italia Media. Siamo a 13 poltrone. Ma come fa a partecipare attivamente a tante riunioni? Come riesce? Proseguiamo, la 14° poltrona è collocata nella sala del consiglio di amministrazione di Quadrifoglio, di Telenergia, di Loquendo, di Aquadrome. E le poltrone sono già diciassette. La 18° dove la tiene? Nel consiglio di amministrazione di Mediterranean Nautilus Italy, un’altra a ADR Engineering, Consel, Groma, EMSA Servizi, Telecontact Center, Idea Fimit SGR. 24 poltrone, beh, diciamolo, Antonio Mastrapasqua è proprio un collezionista.
In un paese in recessione, con milioni di disoccupati, con molti piccoli imprenditori che si impiccano, con gli anziani che raccolgono la frutta scartata dai venditori ambulanti, mi pongo una domanda: cinque incarichi non sarebbero già un buon numero? Evidentemente Antonio Mastrapasqua attinge tempo da una decina di vite parallele. Semplice buon senso non fanno conciliare tante responsabilità – con interessi che si sovrappongono, si accavallano e galoppano – su un uomo solo. Noi italiani vogliano che il presidente dell’Inps e vicepresidente di Equitalia abbia altri 22 incarichi ai quali prestare attenzione e rendere conto?
aprile 13, 2012

le posizioni silenti dell’INPS.

Sono tantissimi ma l’Inps non li quantifica o per lo meno si rifiuta di farlo. Parliamo delle Posizioni silenti, cioè quelle posizioni iscritte all’Inps che hanno versato contributi senza raggiungere i requisiti minimi previsti dalla legge per andare in pensione. Per la pensione di vecchiaia, infatti, legata all’età anagrafica (66 e 67 anni con la riforma Fornero) servono almeno 20 anni di contributi versati nella medesima cassa previdenziale (all’Inps, all’Inpdap, all’Inpgi, etc.). Il problema dei contributi silenti si pone quando un contribuente non raggiunge quel requisito dando origine a quella che sindacati ed esperti previdenziali definiscono senza giri di parole una truffa, un furto.

aprile 3, 2012

L’Italia è fuori dalla crisi.

L’Inps le aveva appena tagliato la pensione, da 800 a 600 euro. Lei era convinta che non ce l’avrebbe fatta a vivere e piuttosto che chiedere aiuti a familiari e conoscenti ha preferito togliersi la vita. La triste storia arriva da Gela, in provincia di Caltanissetta. L’anziana, Nunzia C., 78 anni, dopo aver ricevuto qualche mese fa la notizia del taglio della pensione – secondo quanto riferito dalla famiglia alle forze dell’ordine – è caduta in uno stato depressivo sempre più profondo, fino al tragico gesto. Questa mattina alle 10 ha aperto la porta finestra del terrazzo dell’appartamento in cui viveva con i figli al quarto piano in via Amilcare, si è buttata di sotto ed è rovinata al suolo dopo un volo di 12 metri. Inutili i soccorsi.

febbraio 5, 2012

Mi manda Picone.

l’INPS ha un nuovo responsabile per le relazioni esterne. Si chiama Claudia Marin e la sua particolarità è che fino a poche settimane fa era portavoce di Maurizio Sacconi. Che in qualità di ministro del lavoro aveva anche il controllo dell’INPS stessa…
Un incarico di consolazione con la caduta del governo? Un cadeau dell’ineffabile Mastropasqua? (il presidente dell’Inps che un anno fa dichiarò che se avessero detto ai lavoratori parasubordinati il reale importo delle loro future pensioni ci sarebbe stata la rivolta sociale…). E il nuovo governo cosa controllava? Chissà…
Chissà se c’è stata la selezione ed evidenza pubblica che un ruolo così prestigioso (e ben remunerato) pretenderebbe. Magari qualcuno avrà la voglia di approfondire.