Posts tagged ‘influenza suina’

gennaio 16, 2010

Novartis colpisce ancora.

Il ministero della salute ha stipulato il contratto con la multinazionale  Novartis per la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina.Questo il parere della Corte dei conti sulle clusole vessatorie delcontratto:

1)      la decima premessa – parte integrante del contratto – precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;

2)      la tredicesima premessa prevede l’applicazione dell’IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;

3)      l’art. 3.1 (ribadito dall’art. 5.3) prevede  la possibilità del mancato  rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità;

4)      l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;

5)      le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all’ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall’art. 4.2 non appaiono correlate all’esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall’art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;

6)      l’art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi;

7)      l’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;

8)      l’art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;

9)      l’art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali  da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;

10)    l’art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le  disposizioni in esso contenute, clausola – in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura – impossibile da rispettare;

11)    il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati.

In poche parole un contratto a trattativa privata per comperare 24 milioni di vaccini inutili e pieno di clausole favorevoli ad una mutinazionale del farmaco. Naturalmente nessuno pagherà oltre ai contribuenti per questo gravissimo arbitrio ai danni degli italiani. Vi ricordate quando Berlusconi diceva che non avrebbe messo le mni in tasca agli italiani. Anche queso è un modo di mettre le mani delle tasche della povera gente.

gennaio 9, 2010

Che fine ha fatto l’influenza suina?

Il governo, questo nostro vergognoso governo, che a parole fa del rigore morale una sua scelta fondamentale ha buttato al vento centottantamilioni di euro per il vaccino contro l’influeza suina. Di più, per settimane la TV di stato e quella del presidente del Consiglio ci hanno bombardati dui notizie terrificanti sull’andamento del morbo per convincerci a vaccinarci.Si sono fatti scudo persino di Topo Gigio, fatto passeggiare sulle spalle dei bravi (nel senso manzoniano) Bonaiuti e Fazio nel corso di una pantomima di presentazione della campagna di vaccinazione contro il virus-spauracchio H1N1. Adesso, sui media prostituiti ai voleri del mercato, non si parla più di influenza suina?.
Nessuno si chiede dove è finita la pandemia. Eppure è facile capire  che dietro tanto allarme c’è qualcuno che ci  ha guadagnato e sil governo ed i mezzi di informazione hanno grosse responsabilità per questo enorme spreco di denaro pubblico.
Si  parla di una cifra enorme: 184 milioni di euro spesi dal governo (a carico delle casse regionali) per una pandemia che non è mai arrivata. Un conto è tenere alla salute dei cittadini e un altro firmare dei contratti capestro ad esclusivo vantaggio della   BigPharma. Il governo polacco, ad esempio, non ha fatto scorte di vaccini perchè non era abbastanza convinto della gravità della minaccia.

L’influenza suina è stata soltanto  il pretesto per una enorme truffa ed estorsione ai danni della Sanità pubblica, cioè di tutti noi, e di questo, state sicuri nessun telegiornale e giornale ce ne parlerà.

novembre 24, 2009

Stroncato dall’influenza il testimonial della campagna di prevenzione contro il virus A- H1N1.

 

 

E’ l’ultima vittima della spaventosa influenza suina, che sembra non avere pietà di nessuno. Neanche del povero Topo Gigio che dopo un decennio di oblio era stato riesumato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per una vasta campagna informativa sulla profilassi relativa al pericoloso virus A.

 Questa mattina, nonostante avesse accusato alcuni malori dovuti a qualche linea di febbre, mentre si stava recando agli studi di registrazione per la realizzazione di un nuovo spot, è stato colpito alla testa da una sedicenne che ha brandito una scopa alla sua vista. La giovane donna si è giustificata affermando che non poteva avere idea di chi fosse quel topo, la scopa è poi stata sequestrata dalla polizia giudiziaria per le relative indagini.

 I sanitari, giunti sul posto nell’immediatezza dell’accaduto, hanno comunque affermato che per il nostro topo non ci sarebbe stato nulla da fare in quanto ancora non c’è un vaccino per i topi, esso è in fase di sperimentazione sugli esseri umani.

 La salma sarà esposta da domani nel Gabinetto della Presidenza del Consiglio. Alle esequie, previste per dopodomani, sarà presente anche il premier Silvio Berlusconi, il quale ha ricordato con vivo rammarico quando per Carnevale si vestiva da Topo Gigio per fare colpo sulle compagne di scuola. Nell’occasione il Presidente del Consiglio parlerà agli italiani per comunicare la sua decisione di andare a vivere in Russia, avendo acquistato il palazzo reale a s. Pietroburgo.

novembre 9, 2009

Ancora sull’influenza suina.

influenza suinaA proposito della influenza suina i giornali e i Tg fanno la conta dei morti e parlano dei ritardi nella distribuzione del vaccino e quindi danno  due informazioni: le persone muoiono di Influenza A e il vaccino è fondamentale per salvarci la vita. Però tutta la comunità scientifica riconosce universalmente che l’influenza suina è meno grave della stagionale.

Sempre la televisione ci ha detto che per l’influenza stagionale è morta molto più gente di quanta ne sia morta con l’influenza suina. A parte l’inattendibilità dei criteri per verificare i dati emerge da tutte le dichiarazioni che i morti per l’influenza stagionale sono molti di più dei morti per influenza suina. Allora la domanda sorge spontanea: perché l’anno scorso la televisione non ci diceva quanta gente moriva per l’influenza stagionale?. Perchè  non ci dicevano ogni giorno che era morto qualcuno di influenza? Perchè alla gente non interessava in quanto nessuno per fortuna gli aveva mai allarmati. Ora da qualche mese si sono messi a contare bene anche i morti per influenza stagionale e si è visto che nell’emisfero australe (dove è appena finito l’inverno) i morti di stagionale sono 13 su 100.000 persone mentre i morti di influenza A H1N1 sono 1 su 100.000. 13 volte di meno! La conclusione è che quindi l’influenza stagionale è più pericolosa della suina e anche di influenza stagionale muoiono persone in apparente stato di buona salute.

Perchè le televisioni e i governi hanno allarmato la popolazione? Per soldi, per impreparazione e perché stanno morendo persone che l’anno scorso non sarebbero morte e perché hanno paura di non riuscire a smaltire gli enormi quantitativi di vaccino che hanno predisposto. Questo vuol dire che è meglio ascoltare il proprio medico di base che la televisione. Personalmente non mi vaccino perché sempre la televisione ha detto che: a) il vaccino non è sicuro al 100%. B) Che i rischi di morte sono equivalenti ai rischi di danni collaterali(vaasculite, disturbi neurologici, neurite e la sindrome di Guillain Barrè. Il mio medico di base mi ha dato questi consigli che vi ripropongo: fai quello che hai sempre fatto di solito. Paracetamolo (es. Tachipirina) se la febbre sale sopra i 38-38,5 gradi, se la febbre non si abbassa metti del ghiaccio sugli arti, bevi molta acqua, non mangiare porcherie (!!!) non andare dal medico e non andare al Pronto Soccorso perchè o infetti tutti o ti infettano gli altri. Evita il contatto con gli altri per circa sette giorni e non ti azzardare a prendere farmaci antivirali se non te li ha prescritti il medico.  Sta attento solo ai sintomi respiratorie solo nel caso ci siano serie difficoltà a respirare (evenienza rarissima) vai al Pronto Soccorso. In questo momento solo una cosa è sicura sull’Influenza A: è meno pericolosa di quella stagionale.

Infine non vi fidate di nessuno che vi dica cosa fare senza avervi mai visitato e senza aver letto bene le vostre cartelle cliniche.

ottobre 29, 2009

Virus antinfluenzale, quello che i giornali non dicono.

Sulla influenza A o “suina” – quel virus H1N1 che sta tenendo col fiato sospeso buona parte dell’umanità, fra propaganda dei governi, complicità dei grandi media nelle mani degli stessi colossi farmaceutici, ma anche fra leggende metropolitane e falsi scoop – cominciano oggi a farsi strada le prime, rigorose ricostruzioni che, dati scientifici alla mano, lasciano filtrare le terribili verità alla base dell’allarme planetario.  Luciano Gianazza, autore di numerosi libri che smascherano il dietro le quinte affaristico della medicina contemporanea,  parla di questi vaccini come delle nuove armi biologiche di distruzione di massa.

Dopo le prime avvisaglie della scorsa primavera, il clamore mediatico sulla suina esplode a giugno, quando la Organizzazione mondiale della sanità annuncia che la pandemia sarà di livello 6, vale a dire molto elevato, scatenando la corsa dei governi all’acquisto del vaccino. L’attività, nei laboratori, diventa da allora frenetica. Quali rischi comportano la fretta e la conseguente, possibile approssimazione? «Alle multinazionali del cartello Big Pharma (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) – punta l’indice Gianazza – è stato assicurato che non vi sarà contro di loro alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possono causare».

Ancor più esplicito il movente economico: «la Novartis – fa sapere Gianazza – ha raccolto ordinativi già da trenta diversi Paesi. Solo dagli Usa riceverà 346 milioni di dollari per l’antigene e 348,8 milioni per un adiuvante. La Baxter ha ordini da cinque Paesi per 80 milioni di dosi, ma non ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration, quindi venderà al di fuori degli Stati Uniti. GlaxoSmithKline ha ricevuto 250 milioni per la fornitura agli Usa di numerosi “prodotti pandemici”. Il totale degli ordini nei soli Stati Uniti ammonta a 7 miliardi di dollari».

Numerose le sostanze tossiche, a partire dai cosiddetti adiuvanti, senza i quali i vaccini non potrebbero essere conservati né mantenuti in forma stabile. Fra questi Gianazza enumera ad esempio «il thimerosal, conservante 50 volte più tossico del mercurio, ».

GlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un composto contenente alluminio, il cui uso, in certe dosi, è causa accertata di disfunzione cognitiva.

C’è poi la formaldeide: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo. Altro ingrediente comune ai nuovi vaccini è lo squalene, noto come sostanza che può provocare l’artrite reumatoide. E i ricercatori oggi associano l’uso dello squalene alla cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo” che ha colpito migliaia di soldati americani con danni irreparabili al sistema immunitario, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l’artrite reumatoide.

La Baxter International con casa madre a Chicago e una sede anche in Italia. Non si conoscono ancora fino in fondo le sostanze presenti nel nuovo vaccino, ma può essere utile dare un’occhiata a quelle che si trovavano nel prodotto contro il virus H5N1 dell’influenza aviaria.

«Le cellule in coltura – si legge nel dossier di Gianazza – sono prese dalla “scimmia verde africana”. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati in passato responsabili della trasmissione di virus, tra cui l’HIV e la poliomielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto sul processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantità di virus infettivi, che vengono poi inattivati con formaldeide e luce ultravioletta».

Passiamo al terzo colosso, l’elvetica Novartis International AG con sede a Basilea e una propaggine in Italia, a Torre Annunziata. Ed è proprio dalla Novartis che l’Italia avrebbe acquistato le sue dosi di vaccino anti-suina. Anche qui non mancano additivi come la formaldeide e il bromuro dicetiltrimetilammonio, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili.

Altro allarme è quello lanciato dall’economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A metà settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l’influenza H1N1.

Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono così sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria può essere quindi estremamente forte».

«Dopo lo scandalo dell’amianto – incalza Engdahl – è stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben più piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull’uomo».

L’European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di agosto ha pubblicato un articolo intitolato “L’esposizione alle nanoparticelle è correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma”. Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di età fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficoltà respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.

«Il fatto chel’Organizzazione mondiale per la sanità, l’European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle – è la drastica conclusione di William Engdahl – la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee».