Posts tagged ‘infezioni’

agosto 11, 2013

Creato riso con anticorpi contro i rotavirus.

Mangiare un piatto di speciale per proteggersi dalle da . E’ l’idea di un team di ricercatori dell’Universita’ di Tokyo coordinati da Yoshikazu Yuki che ha sviluppato un ceppo di che produce un anticorpo specifico del .

Sia i topi con sia quelli sani sono stati efficacemente protetti dal dopo essere stati nutriti con il modificato, capace di conservarsi a lungo termine e di mantenere intatte le sue proprieta’ anche dopo l’esposizione al calore. Si tratta di una scoperta importante perche’ per i bambini e gli adulti immunocompromessi nei paesi in via di sviluppo, la diarrea indotta dal puo’ costituire un reale pericolo di vita. Gli attuali vaccini contro il virus sono molto validi nel mondo occidentale ma non cosi’ efficaci nelle regioni meno ricche del pianeta, oltre a non essere sfruttabili al di la’ di una ristretta finestra di eta’ e tra gli individui immunocompromessi. Lo studio fornisce, invece, una strategia funzionante e a basso costo per la prevenzione dell’infezione da .

Mag 28, 2012

Tutti i poteri benefici del curry sul nostro sistema immunitario.

Una ‘tuttofare’. Il curry incassa un’altra recensione in suo favore: questa volta arriva da uno studio Usa che svela un’altra dote di uno degli ingredienti del condimento usato da centinaia di anni.

 

Ricercatori dell’Oregon State University hanno scoperto che la può provocare un modesto ma misurabile incremento dei livelli di una proteina ritenuta strategica per l’immunità innata, aiutando a prevenire nell’uomo e in altri animali. Si tratta del (), che aiuta il sistema immunitario a respingere batteri, e , anche se il nostro organismo non li ha mai incontrati prima.
Finora questa capacità di aumentare i livelli del in questione era nota per la vitamina D. La scoperta di un meccanismo alternativo in grado di influenzare o accrescere il , spiegano gli scienziati in uno studio pubblicato sul ‘Journal of Nutritional Biochemistry’, potrebbe aprire nuove vie alla ricerca sul fronte della nutrizione e della farmacologia.

Mag 15, 2012

Infezioni batteriche estive, possibile combatterle con flora batterica intestinale “buona”

La “buona” è uno dei mezzi più efficaci per contrastare le , potenzialmente letali, come quella del famigerato Escherichia Coli salito alla ribalta delle cronache lo scorso anno
Ricordate il “batterio killer”? Quello divenuto tristemente famoso lo scorso anno e che ha tenuto banco nelle notizie per un bel po’ di mesi? Era il famigerato E. coli, un batterio che si annida nella carne, nell’acqua contaminata, nel latte e così via.

 
Il miglior modo per difendersi è ovviamente evitare il contatto con cibi contaminati, tuttavia a volte può capitare di assumerli senza saperlo. In questo caso si rischia di contrarre l’infezione che può avere conseguenze anche gravi. Esiste però un altro modo per prevenire l’infezione senza dover per forza analizzare tutto il cibo che si assume e, di questo modo, ce ne parlano i ricercatori statunitensi dell’Università del Michigan – Health System.
Secondo gli autori dello studio, infatti, un a posto con tutti i suoi batteri buoni in efficienza può aiutarci a fermare le possibili .
La possibilità che un batterio invasore possa avere la meglio su di noi è determinata da una questione genetica, fanno notare gli scienziati. Tuttavia, la efficiente potrebbe essere in grado di intervenire prima che i batteri invasori abbiano il tempo di riprodursi e attecchire.

aprile 11, 2012

Batteri presenti anche nelle urine di chi gode di ottima salute.

Scoperta la presenza di nell’, anche in quella di chi gode di buona salute e non ha .

 

I risultati di un nuovo studio della Loyola Univerisity Chicago Stritch School of Medicine negli Stati Uniti contribuiscono a sfatare una credenza diffusa, quella che l’ umana sia sterile. ”Viene insegnato persino ai medici che l’ e’ priva di , ora dovremo ricrederci”, ha dichiarato Linda Brubaker, ricercatrice a capo dello studio pubblicato sul Journal of Clinical Microbiology. La ricerca ha analizzato l’ di un campione di donne che mostravano sintomi tipici delle comuni , ma in cui non era presente alcuna infezione effettiva.

Mag 1, 2011

La strategia dei globuli bianchi per riconoscere patogeni.

Lo studio è giudicato importante perché consente di chiarire ulteriormente il mistero di come l’organismo riesca a costruire una risposta per combattere le

Un recettore molecolare sulla superficie dei è cruciale per il riconoscimento di un che sta cominciando un’infezione: ora un gruppo di ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center ha chiarito i dettagli del suo funzionamento.

Il recettore in questione è denominato ed è stato studiato in laboratorio da David Underhill, professore associato dell’Inflammatory Bowel and Immunobiology Research Institute, del Cedars-Sinai, che firma un articolo sulla rivista Nature.

marzo 31, 2010

L’aglio è un potente anticancro.

L’aglio è già noto, leggendariamente, per allontanare i vampiri, è conosciuto popolarmente come toccasana per la protezione dello stomaco da infezioni di diversa natura. Non solo: grazie a uno studio pilota condotto da un gruppo di ricercatori dell’Ohio State University’s Comprehensive Cancer Center guidati da Earl Harrison e pubblicato sulla rivista Analytical Biochemistry, all’aglio viene ora riconosciuta anche una proprietà anti-cancerogena: tanto più se ne consuma, tanto più basso è il rischio che si sviluppino processi chimici potenzialmente cancerogeni.

L’insorgenza del tumore, si legge nella ricerca, può dipendere da specifici composti contenenti azoto in grado di trasformare in agenti cancerogeni alcune sostanze presenti in determinati cibi, come carni lavorate o alimenti trattati ad alte temperature: l’aglio sarebbe in grado di intervenire nel processo chimico che porta alla formazione delle cellule tumorali, interrompendolo.

 “Abbiamo sviluppato un metodo per misurare nelle urine due composti diversi, quello che mette in evidenza il rischio di incorrere nel cancro e quello che indica l’entità del consumo di aglio – spiega Harrison, docente di Nutrizione umana della Ohio State University e principale autore dello studio -. I nostri risultati hanno dimostrato che questi due valori sono inversamente correlati tra loro: maggiore è la presenza del marcatore del consumo di aglio, tanto più basso è il livello del marker per il rischio di sviluppare una neoplasia”.