Posts tagged ‘indice glicemico’

luglio 4, 2013

Carboidrati: controllare l’indice glicemico, perché se alto crea dipendenza.

Ridurre il consumo di pane bianco e patate può aiutare a controllare la
I cibi ad alto possono attivare le stesse aree cerebrali coinvolte nella dipendenza dalle sostanze d’abuso. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition da un gruppo di ricercatori del Boston Children’s Hospital guidati da David Ludwig, esperto del New Balance Foundation Obesity Prevention Center (Boston, Stati Uniti), secondo cui limitare il consumo di questo tipo di alimenti potrebbe aiutare le persone obese ad evitare le abbuffate.indice glicemico 300x225 Carboidrati: controllare lindice glicemico, perché se alto crea dipendenza

L’ è un parametro che misura la velocità alla quale aumenta la concentrazione di nel sangue dopo aver assunto dei . I risultati di Ludwig e collaboratori, ottenuti misurando la glicemia, l’appetito e l’attività cerebrale di 12 uomini obesi o in sovrappeso di età compresa tra i 18 e i 35 anni, indicano che il consumo di altamente processati, caratterizzati da un elevato , è associato a una eccessiva e attiva la regione del cervello coinvolta nei meccanismi di ricompensa e nella ricerca di cibo. “Questa zona del cervello è anche associata all’abuso e alla dipendenza da sostanze – spiega Ludwig – fatto che fa chiedere se alcuni cibi possano creare dipendenza”.

dicembre 11, 2011

Mangiare pasta per dimagrire.

dieta dimagrire pasta Quando si pensa alla dieta per dimagrire, a nessuno viene in mente che essa può comprendere anche la pasta. Invece non dobbiamo dimenticare che anche la pasta è fondamentale per l’equilibrio di calorie, a cui deve essere soggetto il nostro organismo. Tutto è da rapportare a vari fattori. Non è vero che il consumo di pasta di per se stesso faccia ingrassare: bisogna considerare di che tipo di pasta si tratti, il tempo di cottura e il condimento. C’è che ricorre alla pasta in bianco, ma anche questo è sbagliato.Con la pasta cotta al dente la digestione è più lenta, ci si sente più sazi e questo non fa altro che favorire la possibilità di dimagrire in modo più efficace. È inutile fare allarmismi inutili sulla pasta: più che altro si dovrebbe fare la scelta giusta, tenendo in considerazione una serie di fattori che finiscono con il risultare determinanti.

dicembre 4, 2010

Perdere peso con dieta ricca di proteine. Quali.

Alcuni ricercatori finanziati dall’UE hanno fatto una scoperta interessante su quel che serve per perdere peso. Bisognerebbe mantenere una dieta ad alto contenuto di proteine con molta carne magra, latticini magri e fagioli e mangiare meno calorie provenienti da amidi finemente raffinati, come pane bianco e riso bianco; è quanto affermano i ricercatori dell’Università di Copenaghen, in Danimarca. Lo studio, il più ampio al mondo condotto sulla dieta, è stato in parte finanziato dall’UE con 15 Mio EUR. I risultati sono pubblicati nel New England Journal of Medicine.

I ricercatori dello studio randomizzato su larga scala, chiamato Diogenes, hanno studiato la dieta ottimale per prevenire e curare l’obesità. Gli scienziati, coordinati dalla Facoltà di Scienze della vita (LIFE) dell’Università di Copenaghen, hanno confrontato le raccomandazioni dietetiche ufficiali in Europa con una dieta basata sulle più recenti conoscenze riguardo l’importanza delle proteine e dei carboidrati per la regolazione dell’appetito.

Quasi 800 famiglie europee hanno partecipato allo studio, tra cui 938 adulti e 827 bambini. Gli adulti sovrappeso hanno inizialmente seguito una dieta di 800 kilocalorie (kcal) al giorno per 8 settimane e hanno perso in media 11 chilogrammi (kg). I ricercatori hanno quindi assegnato casualmente i partecipanti a uno dei cinque tipi di diete diverse a basso contenuto di grassi per sei mesi per testare il tipo di dieta più efficace per evitare di riprendere i chili persi.

ottobre 22, 2010

DIETA SVEDESE CONTRO INFIAMMAZIONI, RIDUCE TOSSINE GRASSI.

Un gruppo di ricercatori svedesi del Centro Antidiabete dell’Universita’ di Lund sta studiando gli effetti antinfiammatori dei cibi contro la sindrome metabolica. Un mix di alimenti ricchi di antiossidanti, prodotti integrali ricchi in fibre, con un basso indice glicemico e probiotici e’ stato raccolto in un menu speciale e testato su 44 soggetti sani, ma in sovrappeso. Dopo quattro settimane di dieta, gli studiosi guidati da Inger Bjorck hanno osservato la riduzione di numerose ”spie” di un’alimentazione scorretta: la pressione sanguigna si e’ ridotta dell’8%, il colesterolo Ldl si e’ abbassato del 33%, i lipidi nel sangue del 14%. ”E’ la prima volta che osserviamo questi valori in soggetti sani”, afferma Bjorck.