Posts tagged ‘inceneritori’

gennaio 23, 2015

Arri, a, ciucciariè!

Asini o inceneritori: qualche dubbio?

di Domenico Finiguerra* – La legge della conservazione della massa è una legge fisica della meccanica classica, che prende origine dal cosiddetto postulato fondamentale di Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Non avranno studiato al liceo scientifico e non frequenteranno convegni di fisica, ma loro, gli asini che fanno la rac Altro…

ottobre 14, 2013

Chiuso lo Stir di Tufino; fra 48 ore, salvo miracoli, di nuovo rifiuti in strada a Napoli

Maria Ferdinanda Piva – Ma tu guarda alle volte il caso. Da una parte si profila a giorni, ad ore, un’altra emergenza a Napoli, con rifiuti di nuovo in strada in città e in decine di centri della provincia; dall’altra, nonostante il furore popolare, si parla di costruire un inceneritore a Giugliano, alle porVisualizza altro

aprile 27, 2012

Portare le immondizie all’inceneritore.

Viva l'Italia di Enzo Scarton

 

luglio 10, 2011

Sporchi da morire.

Sporchi da Morire è un progetto italiano molto ambizioso e di ampio respiro internazionale grazie al coinvolgimento di esperti mondiali: il Professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”, il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle nano-particelle; la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici x l’Ambiente (ISDE), il biologo Prof. Gianni Tamino, Dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia. Il film documenta le sue ricerche su internet che come in un romanzo, improvvisamente diventano reali: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e l’Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come “invisibile inquinamento del nuovo millennio” che riguarderà i nostri figli e le future generazioni. “Sporchi da Morire” nasce da alcune domande: è vero che gli Inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative?

giugno 16, 2011

Diossina a Forlì: contaminati polli e latte materno in zona inceneritore.

Nella provincia leader della zootecnia in Italia l’Asl chiude tre allevamenti. E’ guerra allo smaltimento “sporco” dei rifiuti.

Succede a Forlì, ma potrebbe essere ovunque in Italia. O meglio, ovunque ci sia un inceneritore nei paraggi, impianto notoriamente rischioso per l’ambiente e soprattutto per la salute, nonostante le rassicurazioni delle multiutilities dei servizi pubblici e delle amministrazioni che non sanno più che pesci pigliare per gestire i rifiuti. In Romagna si parla diinquinamento da diossina, l’ultimo di un gran numero di casi riscontrati soprattutto al sud, ma documentati anche al nord. In particolare se ci si trova nella pianura Padana, una delle zone più inquinate al mondo, il problema si somma ad una situazione atmosferica già critica.

gennaio 27, 2011

Cosa pensa il Pd degli inceneritori?

Domanda da un milione di dollari: il Pd è favorevole o contrario agli inceneritori? Ma soprattutto: esistono inceneritori di sinistra e inceneritori di destra? E, qualora esistano, quelli di sinistra sono buoni e quelli di destra sono cattivi?

Tutte domande apparentemente assurde, insensate: basti pensare ad Antonio Bassolino per farsi un’idea sul giudizio del Pd su questa forma di gestione dei rifiuti. In realtà, però, il giudizio nel partito di centro sinistra non è affatto univoco come mostra questo video pubblicato da Modugno Web Tv.

novembre 2, 2010

Milano: il nuovo inceneritore? Inutile

Comuni e comitati di cittadini in provincia di Milano contrari al progetto del gruppo Falck per l’impianto di Trezzo sull’Adda.

 

Ha senso costruire un secondo inceneritore in una zona dove ne esiste già uno che viene sfruttato solo al 40% della sua capacità grazie anche alla accurata raccolta differenziata svolta dai cittadini? L’ovvia risposta dovrebbe essere: no.  Non sembra essere invece così per gli amministratori regionali lombardi che in Conferenza dei Servizi stanno valutando la richiesta di ampliamento dell’inceneritore di Trezzo sull’Adda presentata dalla società Prima s.r.l. del Gruppo Falck– che gestisce il termovalorizzatore trezzese. A monte del potenziamento il Piano provinciale di gestione dei rifiuti che prevede un aumento della produzione di circa 600 mila tonnellate. L’ampliamento dell’inceneritore è contrastato da cittadini e sindaci che si sentono penalizzati anziché premiati per la raccolta differenziata dei rifiuti che ha mantenuto le emissioni tossiche dell’impianto sotto la soglia di legge. Il 26 marzo 2010 ventisei sindaci dei comuni interessati dal problema richiedono un tavolo congiunto con Provincia e Regione per presentare le proprie obiezioni. Nessuna risposta. Il 27 maggio una nuova delegazione dei sindaci si reca ad una seduta del Consiglio provinciale a Milano. Al loro ingresso viene sospeso l’ordine del giorno e i capigruppo dei partiti si prodigano in gesti di solidarietà, esprimendo il loro disappunto nei confronti del progetto. Il primo settembre 2010 i sindaci Danilo Villa di Trezzo sull’Adda e Vittorio Mapelli di Grezzago si riuniscono con il presiedente della Provincia Guido Podestà . Nonostante tutto il processo di deliberazione del progetto di ampliamento prosegue e oggi nulla è stato sospeso. «Solo dei precisi atti amministrativi possono bloccare l’iter autorizzativo – denuncia Vittorio Mapelli – non bastano le semplici dichiarazioni d’intenti». Intanto il 20 ottobre scorso si è avviata la Valutazione d’impatto ambientale (Via) che, secondo le previsioni, si concluderà in  5 mesi.

settembre 23, 2010

A Riano “da rifiuti a risorse”.

 Un convegno per dire no agli inceneritori e alle megadiscariche e per scongiurare la nascita di nuove discariche di rifiuti solidi urbani. Lo hanno organizzato a Riano per il 25 settembre, il COMUNE DI RIANO e “Non bruciamoci il futuro”, l’associazione che si occupa tra l’altro di fare formazione/informazione nel Lazio rispetto alle prospettive di una diversa gestione dei rifiuti alternativa e sostenibile che punti al riuso, recupero e riciclo e che possa contrastare le attuali pratiche di distruzione o sotterramento di materie prime preziose con notevole danno irreversibile all’ambiente e alla salute pubblica. Per una politica dei rifiuti sostenibile c’è una proposta di legge di iniziativa popolare regionale presentata dall’associazione a dicembre 2009 che merita di essere conosciuta meglio dai cittadini e presa in considerazione dalle forze politiche.

aprile 11, 2010

Giancarlo Galan ministro in pectore per l'agricoltura Giancarlo Galan sarebbe stato nominato Ministro dell’agricoltura. La designazione non sarebbe ancora ufficiale e già avrebbe scatenato le ire di Umberto Bossi. Galan è ex direttore di Publitalia nonché ex governatore del Veneto.

Comunque a interessarci non è tanto l’intrallazzo politico che si cela dietro la nomina al Mipaf quanto le posizioni del Ministro in pectore Giancarlo Galan in merito a diverse questioni.

Zaia ha lasciato sulla scrivania del dicastero un decreto controfirmato da Ferruccio Fazio Ministro per la Salute e Stefania Prestigiacomo Ministro per l’Ambiente in cui si vieta la coltivazione di mais OGM Mon 810. Il decreto annulla la sentenza della Corte di Stato in merito al ricorso presentato dall’Azienda Dalla Libera Silvano.

Ma da Galan in poi non sappiamo se il decreto contro gli OGM resterà in vigore considerato che il Ministro è favorevole alle coltivazioni transgeniche, alle doppiette da caccia e agli inceneritori. Riporta Treviso xcittà una dichiarazione del neo ministro a proposito della chiusura del progetto per la costruzione degli inceneritori di Unindustria Treviso:

Il Consiglio regionale ha rinunciato alla possibilità di portare un passo avanti questa nostra regione: così si rinuncia al futuro.

Rispetto alla mancata (per ora) costruzione di centrali nucleari in Veneto ha detto:

Ma quello che è più grave è che così si rinuncia al futuro, alla ricerca, alle scelte più avanzate, come quelle che hanno portato a realizzazioni tecnologicamente all’avanguardia tra cui il Mose, il rigassificatore in Polesine, il Passante di Mestre. Sono opere che sono state fatte perchè si è saputo guardare avanti.(ecoblog)

Compagni non dobbiamo mollare, altrimenti questi ci accoppano.

febbraio 14, 2010

La gran Bretagna conferma la pericolosità degli inceneritori

Uno studio rileva alti tassi di mortalità infantile nei pressi di un inceneritore nel nord-est dell’Inghilterra

Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana.
Il sito della UK Health Research ha pubblicato uno studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l’inceneritore di Kirklees, nella regione dello Yorkshire e Humber.
Dagli esiti della ricerca, consultabile sulla mappa della zona, è emerso che nei distretti posti sottovento rispetto all’inceneritore il livello di mortalità infantile è anormalmente alto, pari al 9,6 per mille, mentre nei distretti sopravento il tasso è circa dell’uno per mille.
Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.

(fonte peacereporter)