Posts tagged ‘inceneritore di acerra’

ottobre 24, 2010

Inceneritore Acerra, i tecnici: impossibile il collaudo, brucia rifiuti non a norma.


SCARICA LA RELAZIONE-COLLAUDO (.pdf)

«È evidente che l’attività della commissione di collaudo, così come prevista dal disciplinare, non può contemplare verifiche di durabilità a lungo termine»: è uno dei punti nevralgici della relazione di collaudo del termovalorizzatore di Acerra firmata da Gennaro Volpicelli , Isabella Annibaldi, Carlo Botti, Gian Michele Calvi, Marcello Fiori e Giuseppe Viviano. Una relazione, già acquisita dai pm Federico Bisceglie e Maurizio De Marco dopo l’esposto denuncia del senatore Tommaso Sodano che ha chiesto il sequestro dell’impianto.

Ma i tecnici, nelle loro conclusioni, chiariscono: «L’impianto risponde, sia in termini funzionali che prestazionali, alle prescrizioni recate dal parere Via e dell’Aia» e sottolineano «Per quanto attiene alla funzionalità, alle prestazioni e all’affidabilità dell’impianto le prove effettuate nel corso delle operazioni di collaudo dimostrano il raggiungimento degli obiettivi prefissati». Ma subito dopo spiegano: «Si rileva, in ogni caso, che la prova prestazionale in senso stretto non si è potuta effettuare, in quanto non era disponibile rifiuto da incenerire della qualità prevista a progetto». Il termovalorizzatore, infatti, era stato progettato per bruciare combustibile derivato da rifiuti (il fantomatico Cdr) mentre brucia rifiuti nei quali, lo sottolineano i tecnici, continua a essere presente una parte umida. E, infatti, per permettere di utilizzarli è stato necessario modificare la norma.

ottobre 9, 2010

Emergenza rifiuti, la Procura di Napoli apre un inchiesta sull’ inceneritore di Acerra.

Mentre i cittadini denunciano che la raccolta differenziata esiste solo sulla carta, (nel video in alto un eclatante esempio), la Procura di Napoli apre un fascicolo di inchiesta sull’inceneritore di Acerra.

Secondo recenti dichiarazioni di Partenope Ambiente, società del gruppo A2A, che gestisce l’inceneritore, tutto funziona a meraviglia e le emissioni sono abbondantemente sotto la norma.

Diverso è il parere dei magistrati, pm Federico Bisceglia, Maurizio De Marco e il procuratore Giovandomenico Lepore sono necessarie verifiche e dunque hanno dato mandato ai carabinieri del Noe. Le analisi serviranno ad accertare se l’impianto corrisponde a quanto richiesto dal bando di gara; se le emissioni sono nella norma; la qualità dei rifiuti che si bruciano.

I comitati cittadini e per un certo periodo anche i politici, hanno sempre denunciato il fatto che l’impianto non fosse stato costruito a norma, né che si bruciassero esattamente CDR.

settembre 20, 2010

L’inceneritore di Acerra: una fabbrica di tumori.

Si riapre l’emergenza rifiuti in Campania.  Questa volta, versione ufficiale vuole che la colpa sia dell’inceneritore di Acerra. Che, peraltro, non ha mai funzionato bene, sforando continuamente i limiti delle emissioni pericolose. Secondo Tommaso Sodano, consigliere provinciale della Federazione delle Sinistre, come dichiara a Il Corriere del Mezzogiorno di oggi questa è la situazione:

Fonti riservate mi dicono che si sono verificate vistose crepe in uno dei camini. Conseguenza, mi informa un tecnico, della pratica di bruciare non combustibile da rifiuto ma immondizia tritovagliata. Esperti mi dicono che questo determina sbalzi di temperatura e danneggia l’impianto. Prevedo che Acerra funzionerà a singhiozzo ancora per molte settimane.

Ma l’inceneritore di Acerra inquina anzi come si dice in linguaggio tecnico sfora. Dice Sodano:

I valori delle polveri sottili sono stati superati più di 250 giorni su 500 di funzionamento dell’impianto.

A martorizzare un territorio già devastato dai veleni ora ci pensa anche una strana patina untuosa che da qualche giorno ha preso a coprire frutteti e ortaggi. Assocampaniafelix, associazione di cittadini nata a tutela del territorio in cui abitano, ha girato il video in alto, in una zona a 1 Km dall’inceneritore. Questa la descrizione che ne danno su youtube:

Una inquietante coltre nera e untuosa ricopre le foglie e i frutti dell’intera zona prospiciente l’inceneritore di Acerra e la centrale a biomasse Friel SpA. I contadini: “Mai vista una cosa simile. Abbiamo paura per la nostra salute”.

Si attendono ora i risultati delle analisi che sta svolgendo il dott. Maffei.

settembre 11, 2010

Acerra: inceneritore ko, ma Impregilo vuole i soldi dalla Regione

Berlusconi lo aveva presentato come l’arma per sconfiggere il problema della monnezza. Disse: “E’ un dono di Dio da ricostruire in quattro regioni italiane”

Nel dicembre scorso Guido Bertolaso dichiarava: “Il dato inconfutabile è che ci sono 6 discariche a norma, 7 impianti Stir attivi e un termovalorizzatore che funziona come un orologio svizzero, non inquina e produce reddito (…) Aver risolto questa emergenza è dunque per me la maggiore soddisfazione possibile”. Sanciva la fine dell’emergenza rifiuti in Campania, almeno sulla carta, e la fine della gestione commissariale da lui guidata nel ruolo di sottosegretario di governo.

Oggi, però, le cose non sembrano più così rosee. L’inceneritore, infatti, è quasi fermo. E per due giorni si è fermata anche la terza linea . Il miracolo è compiuto, l’impianto più grande d’Europa, inaugurato in pompa magna da Berlusconi e Bertolaso, è andato in ferie a settembre. Solo una linea funzionava, una è chiusa per manutenzione, l’altra si è fermata per gravi problemi strutturali. Un simile quadro fa venire a galla tutte le preoccupazioni su un impianto che era vecchio già al momento dell’inaugurazione , anzi diciamo un pacco di rottami da riciclare in Campania. Era un impianto obsoleto già nel 1998, all’epoca della gara che assegnò la gestione degli impianti per il trattamento dei rifiuti in Campania e la realizzazione dell’inceneritore all’Impregilo e alle sue controllate. La Partenope ambiente, società dell’A2a che ora ha preso in gestione l’impianto, fa sapere che “siamo nella norma e sostanzialmente in linea con le previsioni, niente di preoccupante”.

Nella zona di Acerra, Pantano dove sorge l’inceneritore, le polveri sottili, hanno sforato i limiti consentiti in ben 250 giorni su 500, secondi i dati Arpac (il limite è di 35 sforamenti annuali). In realtà al momento inquina meno di tre auto in moto, visto che, nel silenzio generale, funziona a scartamento molto ridotto. Ma il primo ministro pensava addirittura di esportarlo: “ Questo impianto è un dono di Dio, si tratta di un prototipo da ricostruire in almeno quattro regioni italiane”. Non pago Berlusconi parlò dei manager di Impregilo come degli eroi, manager sotto processo, insieme con l’ex commissario Antonio Bassolino, per la gestione dei rifiuti campani. Intanto, la società milanese vuole i soldi per la costruzione del megaforno. Si parla di una cifra superiore ai 350 milioni di euro ( secondo uno studio dell’Enea). Questi soldi potrebbero essere versati dalla Regione Campania a Impregilo. Tutto a carico dei cittadini. Oltre al danno, la beffa. Una valanga di soldi per l’inceneritore che non fa miracoli.(il fatto quotidiano)

gennaio 29, 2010

RIFIUTI: CAMPANIA; COMITATI A UE, NESSUNA RIABILITAZIONE

 
– ”Nessuna riabilitazione per l’Italia”: lo hanno sottolineato i rappresentanti dei comitati, presenti a Bruxelles, per partecipare alla commissione petizione del Parlamento europeo sulla vicenda dei rifiuti in Campania. Tommaso Esposito, delegato a parlare in nome dei comitati, ha criticato gli interventi dei rappresentanti delle regione e del governo e ha sottolineato che nonostante l’ultimo decreto legge in materia, la Campania ”e’ ancora priva di un piano adeguato e trasparente che consenta alla Regione di uscire dall’emergenza, cosi’ come richiesto dalla Commissione europea”. I comitati hanno criticato la scelta di costruire cinque inceneritori che ”dimostra l’assoluta violazione della gerarchia nella gestione dei rifiuti previsto dalla direttiva Ue 19/11/2008 e la volonta’ di bruciare tutto e di piu’, nell’assenza di una politica di riduzione, riuso, raccolta differenziata e riciclaggio, nonche’ di ogni attivita’ di bonifica e messa in sicurezza del territorio”. I rappresentanti dei comitati hanno inoltre criticato il fatto che nell’area dove si trova l’inceneritore di Acerra ”si sono superati dal 26 marzo 2009 ad oggi, per ben 191 volte i valori di PM10 consentiti a fronte del limite di 35 volte l’anno previsto dalle normative vigenti, senza alcun intervento teso ad individuarne e rimuoverne le cause”. Il Governo Berlusconi  nella sua logica dell’immagine non si preoccupa minimamente di risolvere il problema ma di creare nuove opportunità di affari per i suoi compari e forse per la criminalità organizzata. Eppure è  ormai un dato comune generalizzato, confermato da convegni, documenti, prese di posizione di esperti a livello internazionale, che incenerire i rifiuti è nocivo, che le alternative esistono se si vuole, che dietro camini fumanti o impianti di nuova tecnologia c’è un logica di business mortale per la salute e per l’ambiente. I Comitati sono  una prima risposta per dimostrare che solo a partire dalla basei, senza delegare a nessuno la nostra salute, il nostro ambiente, le scelte sul nostro futuro, mettendosi in prima persona a mobilitarsi direttamente si potrà costruire la garanzia per i nostri territori e per la nostra vita.