Posts tagged ‘immunoterapia’

ottobre 26, 2011

Nuovi studi della Cattolica sul cancro della prostata e della vescica.

I risultati preliminari di una multicentrica internazionale sul ’ della e di uno studio sul ruolo della funzionale nella diagnosi di carcinoma prostatico, nonche’ lo stato dell’arte sulle migliori tecniche ricostruttive funzionali ed estetiche nella chirurgia genitale maschile.

Sono questi in sintesi alcuni dei contributi scientifici che ricercatori e specialisti dell’Universita’ Cattolica – Policlinico A. Gemelli di Roma presenteranno nell’ambito dell’84mo Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Urologia. “Il non muscolo-invasivo della , anche detto ‘’- anticipa Marco Racioppi, specialista dell’Unita’ Operativa di Urologia del Policlinico A. Gemelli, diretta dal prof. Pier Francesco Bassi – seppure non infiltrante e’ caratterizzato da un alto tasso di recidive locali e, in misura minore, di progressione. Per tali motivi la rimozione chirurgica endoscopica di tali neoplasie e’ seguita abitualmente da cicli di chemio o endovescicale. La ricerca urologica ci vede impegnati continuamente nel miglioramento dei risultati di queste terapie e nello studio di nuove molecole.

aprile 21, 2011

Batteri intestinali: dividono la popolazione mondiale in tre grandi gruppi (enterotipi).

Si chiamano “”, sono di tre tipologie e dividono la popolazione mondiale in altrettanti gruppi a seconda dei loro : è quanto emerge dall’ultimo studio del MetaHIT, il Consorzio internazionale del umano, pubblicati oggi su Nature.

 

Al pari dei gruppi sanguigni, che suddividono la popolazione mondiale a prescindere da sesso, età e provenienza geografica, lo studio ha identificato tre raggruppamenti di , chiamati “”, nei quali possono essere classificati tutti gli esseri umani. La scoperta apre nuove strade a una migliore comprensione della biologia umana e a diverse applicazioni nel campo della scienza medica e della nutrizione.

I ricercatori dell’, il laboratorio Europeo di Biologia Molecolare, hanno analizzato un’ingente mole di dati raccolti da tre diverse indagini epidemiologiche – la prima ha coinvolto 39 soggetti provenienti da Europa, Asia e America, la seconda 85 cittadini danesi e la terza 154 americani.

settembre 15, 2010

Bioterapia per combattere il melanoma

Si chiama bioterapia la nuova arma per sconfiggere il tumore. Uno studio italiano, che coinvolge 8 centri, la sperimentera’ contro il melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo e in costante crescita: ogni anno nel nostro Paese si registrano 7mila nuovi casi e 1.500 decessi. La bioterapia agisce potenziando le difese immunitarie dell’organismo del paziente. La ricerca, condotta dal Nibit (Network italiano per la bioterapia dei tumori), si chiama Nibit M1 ed utilizzera’ ipilimumab, un nuovo anticorpo monoclonale di Bms, associandolo alla fotemustina, un chemioterapico standard per il melanoma. E’ la prima volta al mondo che viene realizzata una sperimentazione di questo tipo, una via tutta italiana contro questo tumore. “Le potenzialita’ di questa nuova molecola – spiega Michele Maio, direttore dell’Immunoterapia Oncologica del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena – sono enormi e la stiamo utilizzando anche nel cancro della prostata e del polmone. Quanto gia’ emerso dai trial internazionali evidenzia che siamo di fronte al primo significativo passo in avanti nella lotta contro questa neoplasia, che negli ultimi 30 anni non ha fatto registrare alcun progresso. Il nostro studio arruolera’ 84 pazienti colpiti da melanoma in fase metastatica, includendo sia quelli mai trattati prima sia quelli gia’ sottoposti in precedenza ad una terapia”. Con il network degli 8 centri, sottolinea Giorgio Parmiani (presidente del Nibit e direttore dell’Unita’ di Immuno-Bioterapia del melanoma e tumori solidi dell’Istituto Scientifico Fondazione San Raffaele), “vogliamo favorire l’interazione scientifica e operativa dei ricercatori preclinici e clinici impegnati nella definizione di nuovi studi per combattere il cancro con un approccio immuno-biologico”.

luglio 24, 2010

Celiachia: lo sviluppo di nuovi farmaci.

La scoperta dei peptidi del glutine che scatenano la reazione avversa nell’organismo dei celiaci apre le porte a nuove possibilità terapeutiche

Sono stati identificati i peptidi che rendono il glutine, la principale proteina presente ne, dannosa alle persone affette da celiachia. La scoperta – pubblicata sull’ultimo numero diScience Translational Medicineapre le porte a una nuova generazione di strategie diagnostiche, terapeutiche e di prevenzione che interessano milioni di persone.

La scoperta che è il glutine a scatenare la malattia celiaca risale a oltre 60 anni fa, ma finora non era riusciti ancora a identificare quali parti della proteina fossero le responsabili dei meccanosmi di scatenamento della patologia.

“Questi tre componenti rendono conto della grande maggioranza delle risposte immunitarie al glutine che si osservano nei pazienti sofferenti di celiachia”, ha osservato Bob Anderson, che ha coordinato la ricerca.

Lo studio, che ha coinvolto ricercatori del Walter and Eliza Hall Institute, della Monash University e dell’Università di Melbourne, ha permesso di identificare 90 frammenti della proteina del glutine che provocano una certa reazione del sistema immunitario, tre dei quali hanno mostrato un’azione tossica particolarmente spiccata.

Grazie all’identificazione di questi peptidi sono già partiti i trial clinici di fase uno per la messa a punto di una immunoterapia a base di peptidi per desensibilizzare i pazienti celiaci agli effetti nocivi del glutine.

giugno 6, 2010

Melanomi: nuova terapia in Italia raddoppia sopravvivenza.

Nuove speranze per la cura del melanoma maligno che solo in Italia colpisce 6.000 persone ogni anno e ne uccide circa 1.500, con un’eta’ media che si sta pericolosamente abbassando fino ai 25 anni. Dopo oltre trent’anni di “vuoto” sul piano delle nuove terapie, dal congresso Asco a Chicago, il massimo appuntamento mondiale di oncologia, arrivano notizie incoraggianti per un nuovo modo di combattere il melanoma, l’immunoterapia. L’anticorpo monoclonale Ipilimumab ha dimostrato per la prima volta di riuscire quasi a raddoppiare la sopravvivenza mediana dei pazienti con melanoma avanzato, da 6,4 mesi a 10,1. Tanto che, se fino a ieri appena il 25 per cento dei pazienti sopravviveva a un anno, con il nuovo farmaco la percentuale sale al 46 per cento, con il 24 che arriva ai due anni.
Dati i risultati della sperimentazione, dal congresso Asco arriva un annuncio importante: da oggi in Italia si puo’ richiedere il farmaco per uso compassionevole con indicazione per melanoma avanzato. Ogni anno sono 1.500 i possibili pazienti. “Si tratta di risultati rivoluzionari – spiega Paolo Ascierto, direttore Oncologia all’Istituto Pascale di Napoli – perche’ per 30 anni non c’erano novita’ significative sul melanoma, ma anche perche’ il meccanismo che fa funzionare cosi’ bene Ipilumumab puo’ essere replicato anche per altri tipi di tumore, su cui stiamo avviando sperimentazioni”.(http://www.liquidarea.com/)