Posts tagged ‘immunitario’

aprile 14, 2013

Cancro al fegato: vaccino vaiolo arriva alla fase 2 del test.

Un ottenuto dal del modificato geneticamente, e ora usato come vaccino, potrebbe riuscire a rallentare la progressione del al . Per provarlo e’ appena iniziata una sperimentazione clinica multicentrica di fase 2 coordinata dall’universita’ di San Diego, che ne ha dato notizia in un comunicato. liver cancer 300x300 Cancro al fegato: vaccino vaiolo arriva alla fase 2 del test“Il e’ gia’ noto, e si sa che e’ sicuro perche’ e’ stato usato come vaccino – spiega Tony Reid, il coordinatore – ora stiamo lo stiamo usando come potenziale agente distruttivo per il al “. Secondo le teorie e i test preclinici, il vaccino e’ in grado di distruggere selettivamente le tumorali, e di stimolare il a combattere il . La sperimentazione dura 18 settimane, durante le quali il viene sia introdotto per endovena che iniettato nel stesso .

novembre 14, 2011

Da cellule della pelle ottenute cellule del sistema immunitario per combattere il cancro.

Combattere il cancro attraverso la dei pazienti. I ricercatori della Oxford University hanno trasformato della in del , una che potrebbe essere utilizzata per fronteggiare alcune tipologie di tumore.

 

Il risultato e’ stato raggiunto solo in laboratorio e mai sperimentato sugli esseri umani. L’ipotesi di , quindi, e’ ancora molto lontana ma la premessa potrebbe aprire scenari curativi davvero interessanti. Sfruttare la potenza del e’ una strategia molto inseguita dagli studiosi in campo oncologico, soprattutto nella ricerca di vaccini contro i tumori. L’indagine, pubblicata sulla rivista ‘Gene Therapy’, e’ stata focalizzata sulle , che organizzano una parte della risposta immunitaria, veicolate in modo da poter attaccare direttamente le cancerose. Il team ha utilizzato i progressi nella tecnologia delle per creare nuove direttamente dalla di un paziente.

settembre 11, 2011

Sclerosi Multipla: studio globale individua nuove varianti genetiche.

Un team internazionale di scienziati, guidati dalla Charité – Universitätsmedizin Berlin e dall’Istituto Max Delbrück di medicina molecolare (MDC) in Germania, ha trovato nuove varianti che contribuiscono allo sviluppo della , una immunologica.

Lo studio, presentato sulla rivista Nature, è stato in parte finanziato dal progetto NEUROPROMISE (“Neuroprotective strategies for multiple sclerosis”), che si è aggiudicato una sovvenzione di 11,4 milioni di euro nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro dell’UE (6° PQ). I ricercatori ritengono che i risultati potrebbero portare allo sviluppo di nuovi metodi di trattamento.

Nel complesso sono emerse 29 varianti , che vanno ad aggiungersi alle altre 23 che sono già registrate. Il team, composto da 24 gruppi di ricerca provenienti da 15 nazioni, spiega che la è caratterizzata da un danno causato alle fibre nervose e allo strato di mielina che avvolge le fibre nervose sia nel cervello che nel midollo spinale. Quando questo accade, i pazienti possono lamentare intorpidimento, incontinenza, disturbi della vista e dell’andatura.

gennaio 17, 2011

Risposte infiammatorie comandate da un ‘interruttore generale’ nei globuli bianchi.

Una proteina che funge da “interruttore generale” in alcuni globuli bianchi determinando la promozione o l’inibizione del processo d’infiammazione è stata scoperta da un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, che ne riferiscono in un articolo sulla rivista Nature Immunology.

   

Il risultato è ritenuto importante per progettare nuove strategie terapeutiche contro malattie, come l’artrite reumatoide, caratterizzate da una risposta infiammatoria abnorme dell’organismo.

Le risposte infiammatorie non sono sempre patologiche, ovviamente; anzi rappresentano un’importante meccanismo di difesa dell’organismo nei confronti di infezioni e danni ai tessuti.

dicembre 22, 2010

Sclerosi multipla: non e’ solo un problema immunologico.

Il principale effetto positivo di un farmaco da poco approvato dalla FDA, il fingolimod, non sarebbe legato alle sue  proprietà di immunomodulazione, ma un’azione diretta sul sistema nervoso centrale

Nella sclerosi multipla è in azione un processo biologico finora sconosciuto. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Scripps Institution che stava approfondendo i meccanismi d’azione del fingolimod, il primo farmaco orale per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla che nel settembre scorso è stato approvato dalla FDA statunitense. La scoperta è descritta in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Finora si riteneva che il farmaco agisse sul sistema immunitario mal funzionante del paziente in modo da prevenirne l’attacco ai tessuti cerebrali. Gli studi sul farmaco avevano infatti mostrato che, fra i suoi effetti, uno molto importante era la fosforilazione di un particolare tipo di recettori, detti SIPR, presenti sulla superficie di alcune specifiche cellule. La fosforilazione determina l’internalizzazione del recettore nella cellula e la sua distruzione. Un sottotipo di questi recettori, i S1P1, ha un ruolo critico nel rilascio dagli organi linfatici dei linfociti, che nei pazienti con sclerosi multipla possono danneggiare le cellule del sistema nervoso. L’ipotesi di base era dunque che fosse proprio la distruzione di questi recettori a determinare gli effetti positivi del farmaco.