Posts tagged ‘Immigrazione clandestina’

ottobre 6, 2013

Vendola a proposito della strage di Lampedusa.

Vendola, il governo piange i morti di Lampedusa, ma cancellerà il reato di immigrazione clandestina?
«È in atto una manipolazione della realtà. Non è il demonio che ha appiccato il fuoco a quella nave. Bisogna capire di chi e di cosa ci si debba vergognare. Nello specifico la vergogna è costituita dalle leggi fasciste votate in Italia dalle destre in Italia e non abbastanza contrastate, perlomeno nei presupposti culturali. Quella strage parla della legge Bossi-Fini, di un paese in cui i migranti per avere un permesso di soggiorno debbono avere un contratto di lavoro, ma per avere un contratto di lavoro debbono avere un permesso di soggiorno; un paese in cui i richiedenti asilo, uomini e donne in fuga dalla povertà e dalla guerra, sono trattati come una pratica burocratica da sbrigare con efficienza e cattiveria; di una politica che uccide 5 o 6 persone al giorno. Rappresentiamo i flussi migratori come una minaccia e cancelliamo la verità dei migranti che producono il 10 per cento della ricchezza. Siamo il volto brutale di un’Europa pronta a fare le guerre nel nome dei diritti umani, e poi a trattare i diritti umani con regole che ne determinano l’inabissamento».
Nichi Vendola

 

agosto 16, 2013

Catena umana in soccorso degli immigrati.

A Siracusa una nave di disperati si arena: gara di solidarietà tra i bagnanti per trarre in salvo.
I bagnanti hanno fatto una catena umana per aiutare la Guardia costiera a salvare uomini, donne e bambini. La barca degli immigrati si era arenata davanti alla spiaggia piena dei bagnanti di Ferragosto, vicino Siracusa, ma il mare era agitato, e c’era il riscVisualizza altro

— con Cristina Pasquali

novembre 8, 2009

Libri da leggere.

estate 2008 Montella - Agropoli - Francia (Normandia e Loira 206Si chiama ‘Servi’, e completa una triade. Una piccola Divina Commedia dove non c’è paradiso, ma solo inferni: prima erano i Centri di permanenza temporanea (‘Lager Italiani’, Rizzoli, 2006), poi le morti sul lavoro (‘Lavorare uccide’, Rizzoli, 2008). Oggi è il ‘Paese sommerso dei clandestini’ a venire raccontato da Marco Rovelli. A Cerignola, come in ciascuno dei viaggi compiuti per l’Italia, possiamo testimoniare che certe storie, per raccontarle, l’autore prima le osserva, poi le condivide. Bisogna trascorrere qualche giorno con Marcella, donna ivoriana che gestisce un bar nella campagna foggiana, per parlare la lingua dei servi. O per dare voce a chi non l’ha. Africani, rumeni, polacchi, marocchini: Kojolì, Mircea, Caterina, Monsef. Sono uomini e donne sfruttati e trattati come schiavi, una comunità sommersa la cui condizione trascende le etnie:   Da irregolari, la terra riservata loro è solo quella dove raccogliere pomodori. O quella da impastare per fare cemento. O, ancora, quella d’asfalto dove prostituirsi. I servi raccolgono pomodori che non mangeranno, costruiscono case che non abiteranno. Raccontano storie che nessuno ascolterà. A meno che non vengano registrate, assorbite e restituite da chi si è applicato ad esse con scrupoloso impegno, producendo un lavoro documentato quanto quello di un giornalista d’inchiesta, ma dipinto con la ricchezza e lo stile del narratore vero.

L’immigrazione clandestina non è un’emergenza, un evento epocale – dice l’autore – ma un fenomeno storico, con una sua evoluzione e un suo futuro. Chi la presenta come tumore sociale compie un’operazione di propaganda.