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maggio 29, 2013

Ile de France.

novembre 14, 2009

Si ribellano in Francia i sans-papier

sans papierSpazzini, camerieri e operai stranieri vogliono la regolarizzazione

Non si fermano gli scioperi nell’Ile de France. La settimana scorsa circa trecento lavoratori sans papiers avevano occupato i cantieri della Tour Axa nel quartiere della Defense a Parigi. Il presidio presso la Defense è stato organizzato dagli stessi sans papiers che mercoledì, dopo l’intervento della polizia, avevano evacuato la sede della Federazione nazionale del lavoro pubblico a Parigi. A loro si sono poi uniti anche gli operai del cantiere della Tour Axa che lavorano per l’industria Adec, specializzata nelle demolizioni, uno dei settori che maggiormente ricorre alla manodopera straniera.

A sostenere il movimento dei lavoratori stranieri sono intervenute diverse organizzazioni sindacali (CGT, CFDT, Solidaires, FSU e UNSA) e molte associazioni (Droits devant, Ligue des droits de l’homme, Cimade, Femmes egalite, Autremonde, Resf) che chiedono la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri e una normativa più semplice ed efficace.

Vista la gravità della situazione, il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, già al centro di numerose polemiche per aver consentito il rimpatrio dei clandestini afghani senza considerare che provengono da un Paese in guerra, ha annunciato l’annullamento della circolare del 7 gennaio 2008 che dava applicazione alla legge Hortefeux del novembre 2007. Legge che al momento dell’emanazione aveva destato numerose reazioni per l’eccessiva severità nei confronti dei sans papiers. Mercoledì scorso il Consiglio di Stato ha così deciso di annullare la vecchia circolare che prevedeva che per ottenere la regolarizzazione il lavoratore straniero disponesse di una qualifica professionale, dimostrasse di avere esperienza e una promessa di assunzione per una delle trenta professioni riservate ai cittadini dei Paesi non facenti parte dell’Unione europea. Una legislazione che rendeva praticamente impossibile ai lavoratori sans papiers uscire dalla clandestinità. Risultato ore e ore di lavoro spesso in nero senza alcuna tutela sindacale e alcun diritto riconosciuto.