Posts tagged ‘ignazio la russa’

aprile 18, 2020

Lunga vita al 25 aprile.

di Beppe Sarno

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Alessandro Sallusti direttore del “Giornale”, pochi giorni fa ha dichiarato che “il ‘Virus ci ha liberato dalla retorica del 25 aprile’gli fa eco oggi Ignazio La Russa che vuole trasformare il 25 aprile in una festa dei  morti  di tutte le guerre e dei morti del coronavirus.

Condivido l’indignazione di molti ma non mi meraviglio.

Si è forse fatto qualcosa negli ultimi venti anni perchè questo non accadesse? la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione  è rimasta sulla carta; la legge Mancino risulta inapplicata e Casapoud agisce indisturbata sotto gli occhi di tutti. Per non parlare di Matteo Salvini.

il “Giornale” tramite il suo direttore figlio di un gerarca fascista aderente alla Repubblica di Salò fa apologia, tutto sotto la compiacente e silenziosa acquiescenza dei nostri governanti.

Per me è strano che Salludsti, La Russa e  personaggi della loro risma non abbiano fatto di più e peggio.

la verità è che del 25 aprile ormai interessa a pochi; l’antifascismo è diventata una bandiera logora e i cosiddetti democratici hanno perso il senso e la nozione di antifascismo. Siamo tutti antifascisti. A me sorge il sospetto che questi sedicenti paladini della democrazia antifascisti non lo siano mai stati. I decreti sicurezza di Salvini sono ancora lì pronti ad essere usati in caso di necessità.

Però il 25 aprile è vivo e va difeso perchè questa data ricorda che la guerra partigiana liberò l’Italia dal nazifascismo e per questa liberazione morirono migliaia di partigiani combattenti, nei  boschi, sulle montagne fucilati, impiccati, bruciati vivi, finiti di stenti.

E’ giusto indignarsi e difendere il 25 aprile da ogni contaminazione perchè i combattenti partigiani sacrificarono la loro vita per il trionfo di quegli ideali di libertà e di democrazia che la nuova repubblica scolpi nella nostra Carta Costituzionale.

“Brigata Garibaldi”, Corpo Volontari perla Libertà, Giustizia e Libertà, Brigate Matteotti composta da cittadini che spesso non avevano un’idea politica già formata, nè forse sapevano quale indirizzo politico avessero le formazioni a cui si aggregavano. tutti con l’unico  scopo di combattere per la libertà e per opporsi alla opposizione armata ai tedesco-fascisti.

Onorare la liberazione significa onorare e ricordare alle giovani generazioni tutti quei morti e tutti quelli che, sopravvissuti  tornarono dai boschi.

Grazie a questi per lo più sconosciuti eroi oggi possiamo sentirci un paese libero. Mai potrò condividere il 25 aprile con chi irridendo l’antifascismo vuole calpestare la democrazia e incoraggiare atteggiamenti falsamente unitari provando nostalgia per un regime che ha governato l’Italia con il terrore e l’odio.

Per questo falso atteggiamento unitario ci ha già pensato all’epoca Togliatti e per me basta.

 

febbraio 12, 2013

Nemmeno le truppe cammellate.

Ecco il comizio di Ignazio La Russa, fondatore di “Fratelli d’Italia”, in piena campagna elettorale, in strapieno centro a Milano, a due passi dal Duomo. Ad ascoltarlo, quattro gatti e tre nostalgici: ma è tutta colpa dei media, che non hanno parlato di questo fondamentale appuntamento elettorale.

febbraio 3, 2013

Questo lo regaliamo alla Lega.

Stadio San Paolo di Napoli, ieri sera. Ecco l’onorevole Pdl Taglialatela, ora candidato con Fratelli d’Italia, assieme al deputato ed ex ministro della Difesa Ignazio La Russa. Sempre per quella storia dell’autorevolezza.

 

agosto 19, 2012

Ex Ministro della difesa.

L’ex Ministro della Difesa ed Onorevole Pdl (…) Ignazio La Russa, in vacanza a Formentera, Spagna.

 

ma non era reato?
dicembre 10, 2011

Maserati Quattroporte. Che spettacolo!

Che spettacolo! Vero? pensate che il Ministero della difesa ne ha ordinate 19 blindate e super-accessoriate per scorrazzare in giro gli alti funzionari (e famigli) del Ministero della Difesa.
Quanto costa per ogni veicolo?  130.000 euro secondo listino, ma c’è da quantificare la blindatura, eventuali optional, bollo e assicurazione auto.
Praticamente cari compagni abbiamo fatto un regalo ai genarali e al Ministero della difesa di circa tre milioni di euro. Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Pezzenti e viziosi.

Intanto godetevi lo spettacolo è compreso nel prezzo.

settembre 23, 2010

Il ritorno dei Balilla.

L’iniziativa si chiama “Allenati per la vita” e le materie che gli studenti affronteranno partono dal diritto costituzionale per finire con “cultura militare”, “armi e tiro”, “sopravvivenza in ambienti ostili”. In mezzo “difesa nucleare, batteriologica e chimica”, “superamento ostacoli”, “topografia ed orientamento”. Il corso – la cui partecipazione è volontaria – finirà con un gara pratica tra “pattuglie di studenti”. Quella che parte con l’anno scolastico 2010-2011 è la quarta edizione del progetto organizzato dall’ufficio scolastico lombardo insieme al comando regionale dell’esercito, ma per la prima volta c’è l’investitura ufficiale dei ministri Mariastella Gelmini e Ignazio La Russa.

Gli istruttori, più o meno un centinaio, sono tutti volontari dell’Unuci (unione nazionale ufficiali in congedo). L’anno scorso parteciparono quasi 900 ragazzi, quest’anno l’obiettivo “è superare i mille”, dicono gli organizzatori. Visite al poligono di tiro, lezioni di teoria ma anche “uscite in ambiente alpino e un pernottamento in ambienti ostili”.

Ufficialmente l’obiettivo del progetto è quello di “contrastare il bullismo grazie al lavoro di squadra“. Ma tra i professori che hanno ricevuto la circolare è già polemica. Il connubio tra educazione scolastica e educazione militare non è piaciuto a tutti e il settimanale Famiglia Cristiana ha raccolto gli sfoghi dei docenti: “E’ giusto trasformare la scuola pubblica in un collegio militare?“. A ruota le proteste dell’Unione degli Studenti che denuncia “l’introduzione di attività militaristiche e bellicose all’interno dei programmi di offerta formativa delle scuole“, mentre i Comunisti Italiani parlano di “progetti apertamente diseducativi“.(Repubblica.it)

settembre 8, 2010

Minzolini promoter di Berlusconi.

Nel giorno che ha visto il Pdl in preda al caos e che ha anche segnato la morte definitiva del servizio pubblico televisivo della Rai, con un Tg1 ostaggio più di sempre degli uomini del Cavaliere, schierati senza vergogna a difendere le sue posizioni (proprio mentre Gianfranco Fini parlava dagli schermi de La7), ci si sono messi in due, Ignazio La Russa e Augusto Minzolini a martellare per un quarto d’ora su quanto sia necessaria “la chiarezza” sulla posizione del presidente della Camera e su quanto sia intollerabile anche solo l’idea di risolvere la questione con un governo tecnico. Eccolo, allora, il ministro della Difesa a ribadire che ai berluscones “non basta 0più una maggioranza solo numerica, ci vuole una maggioranza politica, altrimenti meglio tornare alle urne”. E il secondo, il direttore di quello che un tempo fu il primo telegiornale italiano, privo ormai di ogni freno inibitore, a mettere in guardia senza vergogna proprio il capo dello Stato dall’ipotesi di avvallare “un governicchio tecnico, casomai per cambiare solo la legge elettorale, che sarebbe un vero ribaltone; tanto vale restituire subito la parola agli elettori, perché le elezioni in fondo sono il sale della democrazia”. E, quindi, ad attaccare, seppur in modo meno sguaiato, proprio il presidente della Camera, con quella sottolineatura velenosa sulla “confusione dei ruoli istituzionali che, invece, meriterebbero una chiarezza definitiva”.

giugno 22, 2010

….e Silvio rispose “Me ne frego!”

Malgrado l’accorato appello del Presidente della Repubbica Napolitano a mettere da parte la legge  sulle intercettazioni, per non alimentare un clima di divisione del paese, è’ cominciata a Palazzo Grazioli la riunione tra il premier Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl. All’ordine del giorno tra i vari argomenti si discuterà di intercettazioni e manovra economica. A via del Plebiscito sono presenti i coordinatori del partito (Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini), i capigruppo di Camera e Senato (Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e il vice Gaetano Quagliariello) il ministro della Giustizia Angelino Alfano e Niccolò Ghedini, avvocato del premier e deputato del Pdl. A Palazzo Grazioli è inoltre presente Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

aprile 20, 2010

Fini rischia di rimanere isolato.

Sono 74 i parlamentari del Pdl provenienti da Alleanza Nazionale che hanno sottoscritto un documento sul confronto politico all’interno del Popolo della Liberta’. Si tratta per ora, di 41 deputati e di 33 senatori, oltre al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Per le prossime ore sono attese nuove adesioni. Primi firmatari il capo gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e i ministri Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Giorgia Meloni.
  “Siamo fermamente convinti – scrivono gli anti-finiani – che il Pdl rappresenti una scelta giusta e irreversibile.
  Vogliamo contribuire ulteriormente a rafforzare il Pdl, restando all’interno del partito. L’unita’ del Pdl, il bipolarismo, il rafforzamento della democrazia interna, i valori della destra, la modernizzazione dell’Italia attraverso una forte agenda di riforme, sono obiettivi e contenuti che quanti provengono dall’esperienza di An, decisiva per l’affermazione del centrodestra e per la nascita del Pdl, ritengono prioritarie ed essenziali”

novembre 5, 2009

……e io pago!

soldati italaini in afghanistanDue giorni dopo la rivelazione del Times che le autorità italiane avrebbero pagato le tangenti, un importante funzionario americano ha confermato che “la questione [dei pagamenti] è stata sollevata con gli italiani”.

Il funzionario non avrebbe né confermato né negato che le rimostranze nei confronti del governo di Silvio Berlusconi sarebbero avvenute nella forma di una protesta diplomatica, ma alcuni funzionari della Nato hanno dichiarato al  Times che una lamentela di questa natura è stata fatta dagli americani a Roma lo scorso anno.

Il pagamento della tangenti italiane nell’agosto del 2008 dopo la morte di dieci soldati francesi per mano di un ampio contingente talebano a Sarobi, a est di Kabul. Le forzi francesi erano subentrate a quelle italiane, ma non erano al corrente dei pagamenti segreti degli italiani ai comandanti locali per fermare gli attacchi alle loro forze e hanno dunque sottovalutato il livello di rischio.

Il giorno dopo la denuncia del Times, un comandante talebano e due importanti funzionari afgani hanno anche detto che le forze italiane hanno preso accordi per evitare attacchi alle loro truppe.

Bruce Riedel, che quest’anno ha guidato il ripensamento della politica sull’Afghanistan da parte del presidente Obama e non è più all’interno dell’Amministrazione, ha dichiarato al Times di aver sentito accuse circa i pagamenti italiani nell’ultima settimana di settembre durante un viaggio a Parigi. Un uomo d’affari in stretti rapporti con il governo francese gli avrebbe detto che gli italiani stavano pagando i talebani “ma hanno dimenticato di avvertirci [i francesi]”, ha dichiarato Riedel.

Roma ha respinto la denuncia con irritazione. “Il governo Berlusconi non ha mai autorizzato né ha permesso alcuna forma di pagamento nei confronti di membri degli insorti talebani,” afferma una nota dell’ufficio del primo ministro italiano.

Ignazio La Russa, il ministro della Difesa italiano, ha insistito che le accuse sono assolutamente “spazzatura”. L’opposizione francese, in ogni caso, ha chiesto con urgenza una spiegazione al Parlamento, descrivendo i dettagli come “molto seri”.

Ieri Hervé Morin, il ministro della Difesa francese, ha dichiarato che l’idea che un esercito possa pagare gli insorti talebani per non attaccarli violerebbe la dottrina militare consolidata. Ha aggiunto: “Non ho motivo di mettere in dubbio le parole del governo italiano.”

im Reid su The Times, 17/10/2009