Posts tagged ‘Iervolino’

aprile 19, 2011

Campagna elettorale a Napoli e veleni.

Partenza incandescente a Napoli per la campagna elettorale che decretera’ il successore di Rosa Iervolino. A scatenare le polemiche e’ stata in primis la presenza come capolista dell’Adc di Pionati (fra le 11 che appoggiano Gianni Lettieri) di Achille De Simone, ex consigliere rinviato a giudizio. Eletto nel 2006 nelle fila dei Comunisti italiani, De Simone e’ poi passato a Forza Italia e, dopo il reintegro in Consiglio comunale, e’ approdato al gruppo misto. Sulla vicenda sono intervenuti tutti gli avversari di Lettieri, Morcone, Pasquino, De Magistris.

”Il candidato del PDL Lettieri sta tentando di prendere le distanze dagli indagati delle sue liste, ma sostanzialmente non ha alcun potere” commenta, tra l’altro, Mario Morcone (Pd Verdi e Sel).

Duro anche il giudizio di De Magistris (Idv, Fed. Sinistra e partito Sud), secondo cui ”Lettieri e’ politicamente responsabile di queste candidature, quindi non puo’ nascondersi dietro ridicole scuse”. De Magistris definisce quindi Lettieri ”ventriloquo di Cosentino”, ritenendo quest’ultimo ”il vero candidato sindaco alle prossime elezioni”.

Raimondo Pasquino (Terzo Polo) non entra in polemica diretta ma definisce ”inquietanti i nomi di candidati pubblicati in questi giorni dai giornali”, circostanza che contribuisce ”ad allontanare i cittadini dalla politica”.

Lettieri, da parte sua, prende le distanze da De Simone, arrivando a ipotizzare di dimettersi ”se dovessero risultare decisivi i suoi voti”.

Polemiche, seppur di minor livello, non mancano nel centrosinistra dove il presidente uscente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, candidato del Pd, ha inviato una lettera ai vincitori del maxiconcorso da poco espletato dall’amministrazione per ”ascoltare idee, proposte suggerimenti dai giovani assunti al Comune di Napoli, sia sulla citta’, sia sul modo migliore per modernizzare la macchina comunale”. La questione e’ stata segnalata da un candidato della lista ‘Napoli e’ tua’ che fa capo a De Magistris, che oltre a manifestare perplessita’ ha paventato un ‘conflitto d’interessi’. Accusa respinta da Impegno.

aprile 18, 2011

Tutti i comuni al voto in Provincia di Napoli.

I COMUNI AL VOTO
Napoli (municipalità) Casoria
Grumo Nevano Marano di Napoli
Melito di Napoli Poggiomarino
Pozzuoli Quarto
Vico Equense Villaricca

Agerola Camposano
Casandrino Cicciano
Castello di Cisterna Massa di Somma
Monte di Procida Piano di Sorrento
S. Sebastiano al Ves. Serrara Fontana
marzo 4, 2011

Iervolino resta.

Le agenzie di stampa si accendono quando le dieci di sera sono abbondantemente superate. Il colpo di scena è dirompente. Il Prefetto Andrea De Martino al termine della verifica della regolarità delle dimissioni dei 31 consiglieri, ha deciso di non sciogliere il consiglio comunale di Napoli. Dunque, il sindaco Pd Rosa Russo Iervolino resta al suo posto. Una nota della prefettura, diffusa in tardissima serata, spiega che le dimissioni presentate dai 31 consiglieri al notaio Elio Bellecca non determinano la fine anticipata dell’amministrazione cittadina perché è stata riscontrata una violazione dell’articolo 38 comma C del decreto legislativo della legge 167/2000.
In pratica, una delle lettere di dimissioni non è stata presentata contestualmente alle altre e comunque senza il conferimento della delega al notaio. E’ la lettera dell’esponente dell’Udc Fabio Benincasa, fino a un anno fa capogruppo del Pd. La prefettura di Napoli inoltre sottolinea che Benincasa non ha indirizzato le dimissioni al consiglio comunale, come prevede la norma. E ci sarebbero altre violazioni alle prescrizioni legislative. A questo punto tutto torna in ballo. Anche perché l’Udc starebbe maturando un ripensamento sulle dimissioni dei suoi tre consiglieri
novembre 10, 2010

Emergenza rifiuti: 36 avvisi di garanzia ai sindaci della provincia di Napoli per epidemia colposa.

Emergenza rifiuti, 36 sindaci ricevono avvisi di garanzia per epidemia colposa

Notificati oggi 36 avvisi di garanzia a altrettanti sindaci della Provincia di Napoli, inclusi il sindaco Iervolino, l’ex governatore della Campania, Antonio Bassolino e l’ex commissario straordinario all’emergenza rifiuti, il prefetto Alessandro Pansa con l’accusa di epidemia colposa. A sostenere la responsabilità dei primi cittadini nell’aumento di malattie imputabili alla presenza di rifiuti nelle strade è il PM Francesco Curcio.

In pratica, ve la racconto così come sta venendo fuori in queste ore e senza aver ancora letto lo studio, secondo una ricerca commissionata dal magistrato a due epidemiologi e a un medico legale, si è scoperto che durante l’emergenza rifiuti in Campania tra il novembre 2007 e il febbraio 2007 sono aumentati i casi di malattie gastroeneteriche e cutanee. La verifica è stata ottenuta controllando le vendite di grossisti e farmacisti di farmaci; una seconda valutazione ha tenuto conto di altre possibili cause. Ma incrociando i dati emerge la consistente possibilità che le malattie sono state causate dalla presenza dei rifiuti nelle strade cittadine.

Secondo gli esperti per evitare che la gente si ammalasse era sufficiente cospargere di calce viva i rifiuti e difatti, spiegano, nei comuni in cui è stata adottata questa precauzione non si sono verificate malattie.

marzo 21, 2010

Una piazza veramente piena per De Luca

Una grande manifestazione  di popolo ha dimostrato ad una settimana dalle lezioni che è ancora possibile vincere le elezioni regionali in Campania. “Questa piazza mette i brividi”. “Solo a guardarvi, potrei anche smettere di parlare. Basta la vostra presenza”. Così Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, ha iniziato il suo comizio con la prima sfida vinta: riempire piazza del Plebiscito, il cuore di Napoli, con i suoi sostenitori, 100mila dicono gli organizzatori.  De Luca ha detto che  “è possibile una nuova primavera per Napoli, la Campania, l’Italia”. “Cambieremo tutto”, promette. La gente si riconosce in De Luca”Parlando della camorra De Luca ha detto “noi nelle liste non abbiamo messo condannati ma i figli dei morti della camorra”. De Luca alla piazza e ai cittadini ha rivolto un appello: “Ci siamo ritrovati qui perché almeno una volta nella vita ci siamo ribellati all’ingiustizia, abbiamo respirato il dolore del mondo. E’ per questo che dobbiamo combattere e vincere”. Alle elezioni del 2005 Bassolino conquistò, è bene ricordarlo, il 61,1% dei consensi contro il 35,7% di Bocchino. Questo miracolo si può ripetere a condizione che ognuno di noi si impegni in questa settimana che rimane dalla elezioni. Riscriviamo ancora una volta la storia, non dobbiamo avere paura di rischiare. Berlusconi è al capolinea e sta concludendo la sua parabola nella maniera più squallida possibile. Apriamo le finestre delle nostre case e facciamo entrare una ventata di aria nuova. Come nel 2005 la Campania dica ancora una volta no a Berlusconi ed al suo pastorello di S. Gregorio Armeno.

novembre 3, 2009

il Rinascimento napoletano:fine di un sogno.

napoliAlla faccia del Rinascimento Napoletano, Il Comune di Napoli, il 26 ottobre, con un provvedimento di giunta, adottato su proposta dell’assessore all’Urbanistica Sabatino Santangelo, ha cambiato il piano per Bagnoli: ora si potranno realizzare circa 700 appartamenti in più rispetto agli oltre 1.300 già previsti nell’area dell’ex stabilimento siderurgico dell’Italsider, con un aumento della cubatura del 30 per cento da destinare a residenze. 
Bagnoli, infatti, è la più grande ex area industriale da riconvertire, in Europa. Progetti meno ambiziosi hanno completamente ritrasformato il volto di altre città europee. A Napoli lo sviluppo, urbano e sociale non è mai arrivato. 
Il perenne stato emergenziale di Napoli e della sua provincia (criminalità, disoccupazione, sisma, bonifiche) ha incessantemente aperto la strada a modifiche, varianti e ad altri strumenti derogatori che hanno, di fatto, precluso alla logica di piano di dispiegare i propri effetti virtuosi.L’urbanistica a Napoli è una metafora nazionale. Celebre fu il sacco laurino, quando la commissione tecnica del “Comandante”, nel 1952, calcolò che i vani da ricostruire a causa della guerra ammontassero a 232.420, contro la prima stima di 22.680 fatta dalla commissione del Piano regolatore (Prg) del 1945. Nel 1958, la magistratura conferma la validità del primo Piano regolatore cittadino, del 1939, di Cenzato e Piccinato. Ma è troppo tardi, il sacco è iniziato. è un caso da manuale, infatti. Nel 1972, il giudice istruttore Genchini parlerà della «falsificazione più clamorosa delle cronache giudiziarie italiane», con la cancellazione della zonizzazione, per costruire di più, fatta con i pennarelli, ai danni del Prg del 39.
 
Dagli scempi edilizi, Napoli si sarebbe dovuta riprendere con la rigenerazione di Bagnoli. Il nuovo piano regolatore generale, la scelta della dismissione della fabbrica, e la creazione di aree verdi e di servizi, risale alla prima amministrazione di Antonio Bassolino. Vezio de Lucia, assessore all’Urbanistica della prima giunta Bassolino, all’indomani del nuovo Prg, dichiarò: «La variante si attesta su 2 milioni e 115mila metri cubi, pari a un indice dello 0,64 su un’area di 330 ettari (…), il progetto della nuova Bagnoli ricorda via Caracciolo (…), diventerà la più bella passeggiata del mondo». Gli indici di De Lucia molto più bassi rispetto alle proposte del Partito socialista e in linea con altre esperienze europee. La nuova Bagnoli avrebbe alimentato quel sogno del “Rinascimento napoletano” che si coagulava attorno al mandato carismatico di Bassolino.
 
Fuori gli speculatori e via libera al verde. Difatti, il tema del verde e della decongestione della metropoli era già fra le priorità del Prg del 1939. Con la crisi di Tangentopoli, quella prospettiva sembrava praticabile. Le nuove costruzioni avrebbero dovuto riguardare le aree verdi e i servizi. Ma da allora, rinvii e stucchevoli variazioni. All’approvazione dell’ultima delibera, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dichiarato: «Una risposta concreta alla fame di case che contraddistingue la nostra città». Proprio il contrario di quello che affermavano De Lucia e Bassolino nel 1995 («La variante di salvaguardia mette fine alla cementificazione, colma il deficit di spazi pubblici e collettivi»).
 
 
Il cambiamento delle destinazioni d’uso ora approvato dalla Iervolino, invece, riduce lo spazio per i servizi. La delibera ci porta 700 alloggi in più, oltre ai 1.300 iniziali, mantenendo 154mila metri cubi di alberghi e strutture ricettive. Con la riduzione delle aree destinate ai servizi da 1 milione e 145mila metri cubi a 920mila. I metri cubi per gli alloggi, oggi, passano da 426mila a 626mila. E il primo progetto De Lucia ne prevedeva da 100mila a massimo 300mila.