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giugno 28, 2010

Federalismo di merda.

Con il federalismo demaniale agli enti locali le regioni si sentiranno autorizzate a svendere un bel pezzo si patrimonio storico e naturale dell’Italia. Dalle isole ai mercati, dalle montagne agli ex aeroporti, il valore di inventario di tutto il patrimonio che diventa disponibile per le autonomie che potranno ‘scegliere’ alcuni di questi beni con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma è chiaro che può diventare molto di più. Anche perché a disposizione, a titolo gratuito, di Comuni, Province e Regioni c’é un patrimonio consistente di beni, messi nero su bianco dall’agenzia del demanio in un elenco al momento ancora provvisorio. Fra questi molti palazzi storici di Roma fra cui il museo di villa Giulia,l’idroscalo di Ostia e il Nuovo Sacher di Nanni Moretti. Anche le montagne entrano a far parte dei beni trasferibili alle autonomie: si va dalle Tofane al monte Cristallo alla Croda Rossa el Sorapis, all’Alpe di Faloria, tutti nel bellunese, in zona Cortina. Sull’isola di Albarella, di proprietà del gruppo della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, è a disposizione il campo da Golf a 18 buche per un valore di 4 milioni 650mila euro e chissà chi lo comprerà? Potrebbe andare ai ‘foggiani’ il faro di Mattinata sul Gargano, così come il vecchio faro di punta Palascia a Otranto o ancora, tra l’altro, il faro Spignon di Venezia. Ma sono anche trasferibili pezzi di ex ferrovie come l’antico tracciato della direttissima Roma-Napoli fino a un pezzo del raccordo ferroviario a Briosco (in provincia di Milano). In lista ci sono anche acquedotti come quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.   Nell’elenco, l’ex campo prigionieri di guerra in provincia di Ragusa ma anche diverse ex case del fascio, da quella di Desio in provincia di Milano a quella di Lentini in provincia di Siracusa. Anche se le caserme fanno storia a sé con la ‘Difesa Spa’ incaricata in primis (prima degli enti locali) della loro valorizzazione, nell’elenco del Demanio ce ne sono numerose, in particolare nelle zone di confine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia.  Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera ma anche l’isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta ‘pezzo per pezzo’ dall’ex carcere all’attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell’isola di Palmaria vicino a Portovenere. Ma c’é anche un pezzo di spiaggia a Sapri come la ‘spiaggia del lago di Como’ di manzoniana memoria a Lecco. Fra gli aeroporti  sii va dall’ex aeroporto di Bresso (Milano) a quello di Bagno Piana all’Aquila; c’é l’ex base missilistica di Zelo in provincia di Rovigo e i numerosi rifugi ‘anti-aerei’ della città di Siena. Domani sul sito dell’Ansa sarà pubblicato l’elenco completo del patrimonio demaniale italiano che potrebbe essere trasferito alle autonomie locali. E’ vergognoso quello che sta succedendo nell”indifferenza di tutti gli italiani.