Posts tagged ‘hacker’

giugno 24, 2011

siamo tutti sotto attacco informatico.

“Un sofisticato software”, lo definiscono, usato per prelevare dal computer della fidata segretaria di Luigi Bisignani, Rita Monteverde, tutti i documenti e i dati archiviati sul computer, senza procedere ad una perquisizione o ad un sequestro, che avrebbe obbligato i magistrati a ‘scoprire’ le carte con gli indagati. Così i pubblici ministeri Francesco Curcio e Henry John Woodcock hanno avuto accesso ai file riservati di quello che oggi sembra essere il cardine della famigerata P4.Come? In sostanza, con questo sistema di ‘monitoraggio a distanza’ – come hanno spiegato i magistrati – si consente all’ufficio non di conoscere la conformazione del computer ma di trasmettere degli impulsi via filo che introdurranno direttamente nei pc in esame un ripetitore di dati archiviati, grazie al quale e’ possibile ‘conoscere in modo riservato il contenuto dei files informatici di interesse, senza pregiudicare il futuro sviluppo delle indagini, posto che attraverso il citato meccanismo puo’ essere trasmessa sui pc in uso all’ufficio inquirente una copia dei files (gia’ memorizzati o che verranno memorizzati) nella disponibilita’ dell’indagato’. Ecco quello che e’ stato fatto dalla Guardia di Finanza di Napoli.COME CONTROLLARE – Ma quale software avranno usato i magistrati e i finanzieri per captare i file segreti di Bisignani? Forse un trojan, o cavallo di troia, particolare programma che permette a un hacker di eseguire comandi dal pc della vittima tramite un file server installato con l’inganno. Come? Un trojan può nascondersi in ogni tipo di file: immagini, video, film, qualsiasi cosa può nascondere la porta d’accesso al vostro pc. Cosa succede dopo? Chi controlla il server installato sul vostro pc può far fare alla macchina qualsiasi cosa: figurarsi copiare due file. Basta usare la giusta backdoor, eludere i sistemi di sicurezza del pc “ospite” e poi, semplicemente, fare quello che si vuole. Una cosa che accade ogni giorno, probabilmente anche nel vostro pc. E perché mai un hacker dovrebbe prendere possesso del vostro pc, vi chiederete. Semplice: per usarlo in un attacco Ddos, e non venire mai preso.

maggio 3, 2011

Sony, nuovo attacco hacker a 24 mln di clienti.

Un nuovo attacco hacker verso Sony e uno dei suoi servizi online. I dati di altri 24,6 milioni di clienti di Sony sono stati compromessi, costringendo Sony Online Entertainment a sospendere i propri servizi. Per Sony si tratta del secondo attacco hacker nelle ultime settimane, facendo salire i dati compromessi a oltre 100 milioni di conti. Sony non ritiene che i dati sulle carte di credito siano stati violati nel secondo attacco, ma gli hacker potrebbero aver rubato i dati delle carte di credito ai 12.700 conti non americani e 10.700 numeri di conto correnti bancari da un “datato database deL 2007”.

gennaio 29, 2011

Egitto, una rivoluzione web sotto il segno #Jan25.

E’ iniziato tutto con l’hashtag (vuol dire ‘cancelletto’ in inglese ed è il modo per fare ricerche su Twitter) #Jan25. È stata quella la parola d’ordine sotto la quale la rivolta dei giovani egiziani ha iniziato a ripercorrere le orme di quella dei cugini tunisini. #Jan25 stava per gennaio 25, giorno della prima manifestazione di piazza in Egitto, poi è arrivato #Jan28.

Sotto quel segno la protesta si è diffusa e si sta ancora diffondendo fino ad incendiare le principali città del paese nordafricano. Twitt dopo twitt, messaggio dopo messaggio, l’aggiornamento delle proteste, dei morti per strada e dell’ingrossarsi dei cortei, sta assumendo le sembianze di un’onda crescente che punta a travolgere l’Egitto e forse non solo.

Ma contro #Jan25 si è mosso oggi il governo di Hosni Mubarak. E la paura di finire come Ben Ali ha spinto le autorità ad un gesto clamoroso: oscurare il web e i cellulari egiziani. Circola sul web il grafico che mostra l’andamento del traffico internet e mostra un crollo verticale di ogni comunicazione on line. Ma il web sta cercando di reagire. Da una parte i principali attivisti della protesta stanno cercando tutti i sistemi per aggirare il blocco e la censura che fa apparire i messaggi dei pochi ancora connessi a Twitter completamente schermati. Dall’altro, si è mosso Anonymous, il collettivo di pirati informatici che aveva bloccato molti siti internet ufficiali giudicati anti-wikileaks in solidarietà con Julian Assange, lo stesso gruppo che aveva attaccato le pagine web del governo tunisino a inizio gennaio, e che ora minaccia ora il regime egiziano di rappresaglie nel caso in cui le autorità del Cairo dovessero bloccare l’accesso a internet.

settembre 28, 2010

Hossein Derakhshan: 19 anni di carcere.

 Hossein Derakhshan, il blogger iraniano conosciuto con il nickname Hoder, è stato condannato a 19 anni di prigione. La notizia, segnalata da Associated Press, è stata diffusa dal quotidiano online Mashreghnews.ir, vicino all’amministrazione iraniana. Le accuse sono quelle di collaborazione con nazioni nemiche, propaganda contro il regime islamico e a favore dei gruppi controrivoluzionari, insulti alla religione e agli esponenti politici. Secondo il sito, Derakhshan ha ora la possibilità di ricorrere in appello.

settembre 25, 2010

La Cina ci spia. Sarà vero?

Google sta inviando una serie di ‘alert’ agli utenti del servizio di posta elettronica Gmail per avvisarli di attacchi hacker provenienti dalla Cina con l’obiettivo di violare le loro email personali.

Gli attacchi, scrive il sito ThreatPost, potrebbero essere o coordinati da parte delle autorità cinesi, o l’operazione di hacker isolati.

Gli alert compaiono al momento del login: “Your account was recently accessed from China” (il suo profilo è stato rencentemente visitato dalla Cina) è il semplice messaggio, accompagnato da una lista di indirizzi IP da qui gli attacchi potrebbero provenire.

Secondo le informazioni raccolte da Threat Post, gli utenti che hanno visto attaccata la propria mail provengono da tutti i continenti e non hanno legami evidenti ne tra di essi ne con la Cina. Solo un caso meriterebbe un’attenzione particolare rispetto agli altri: l’email di Alexander Hanff, un avvocato di Privacy International Uk, che ha di recente tenuto un discorso sulla libertà di espressione e sui diritti umani in Cina ed Europa.

I messaggi di Google sono stati ricevuti in Europa, Stati Uniti, Colombia e Canada, e da persone senza collegamenti evidenti con la Cina e la sua politica. I rapporti tra Google e la Cina non sono infatti buoni: Solo pochi mesi c’è stato l’attacco, degli hacker cinesi, denominanto operazione “Aurora”, a decine di colossi dell’informatica con l’obiettivo di carpirne segreti industriali e di violare la corrispondenza privata di attivisti per i diritti umani.