Posts tagged ‘guscio’

maggio 5, 2013

Noci, per vivere a lungo e proteggersi dal diabete.

Mangiare una porzione di (circa 28 grammi) a settimana può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare . Ma la frutta secca è anche uno scudo contro il , la e l’obesità. A svelarlo sono tre ricerche presentate nei giorni scorsi al congresso ‘Experimental Biology Meeting’ di Boston. Nello primo studio della Loma Linda University (Usa), i ricercatori hanno verificato che il consumo delle è associato ad un miglioramento del profilo nutrizionale. noci 300x225 Noci, per vivere a lungo e proteggersi dal diabeteOvvero, un peso corretto e una diminuzione di diversi fattori di rischio cardiovascolare, rispetto a chi non ama le . I benefici della frutta con (mandorle, del Brasile, anacardi, nocciole, pinoli e pistacchi) sono stati testati su 803 adulti.
“I nostri risultati – avvertono gli scienziati – hanno dimostrato che una porzioni di o frutta secca a settimana (28 grammi) è significativamente associato ad una riduzione del 7% di metabolica”.

settembre 18, 2010

Le mandorle e il loro benefico ruolo sulla pulizia delle arterie.

Una manciata di mandorle e il colesterolo va giù. Ne sono convinti ricercatori americani della Tufts University di Boston che hanno esaminato l’effetto antiossidante della frutta a guscio, capace di “spegnere” due marcatori dello stress ossidativo associati al colesterolo alto. Per provarlo hanno sottoposto 27 persone, uomini e donne, a tre diversi regimi alimentari in un primo studio pubblicato sul Journal of Nutrion al quale stanno facendo seguire ulteriori analisi.

I soggetti che hanno consumato la dose completa di mandorle (73 grammi) risultavano più protetti dai grassi che danneggiano le arterie: a indicarlo la quantità di malondialdeide plasmatica (MDA), che risultava attenuata del 19%, e i livelli di isoprostani urinari, ridotti del 27% rispetto all’inizio del trattamento.

L’azione benefica, spiegano i ricercatori, nasce dai nutrienti anti-radicali liberi, la vitamina E e, soprattutto, dai flavonoidi, composti polifenolici comuni a molti tipi di frutta a guscio, mandorle e noci comprese. Agiscono come “spazzini” dei radicali liberi, e giocano un ruolo essenziale contro le malattie, mantenendo sano il cuore e svolgendo anche un’azione anti-infiammatoria. (ASCA)

agosto 9, 2010

Un invertebrato antichissimo aiuta a ricostruire le dinamiche delle prime forme di vita sulla terra.

La ricostruzione di un antichissimo invertebrato permette un importante passo verso la comprensione di come potessero apparire le prime creature apparse sulla Terra

I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno sviluppato un dettagliato modello in 3D dell’unico campione fossile esistente di una singolare creatura, chiamata Drakozoon vissuta negli oceani durante il periodo siluriano, fra 444 e 416 milioni di anni fa. La ricerca è descritta in un articolo apparso sulla rivista Biology Letters.

Trovare resti di animali invertebrati privi di esoscheletro è un avvenimento eccezionale, dato che normalmente si decompongono molto più rapidamente di quanto richiesto perché si realizzino i processi tafonomici. L’esemplare di Drakozoon è arrivato a noi grazie a una eruzione vulcanica che ha prodotto una notevole quantità di ceneri che sono massicciamente e rapidamente ricadute nell’area in cui viveva l’animale, un sito oggi ricco di fossili nello Herefordshire, in Gran Bretagna.

Lungo circa tre millimetri, Drakozoon aveva una forma vagamente conica e probabilmente era dotato di una sorta di “cappuccio” coriaceo, che poteva utilizzare per nascondersi dai predatori, e di “tentacoli” filamentosi utili per catturare le particelle organiche presenti nell’acqua, delle quali si nutriva.