Posts tagged ‘gse’

giugno 9, 2013

Gse, Italia ha molto da dire su rinnovabili.

L'a.d. del Gse, Nando Pasquali L’a.d. del Gse, Nando Pasquali

ROMA – ”Metteteci alla prova, l’Italia ha molto da dire nelle rinnovabili e nelle smart grid”: e’ l’appello che l’ad del Gse, Nando Pasquali, ha lanciato a Adnan Z. Amin, direttore generale di Irena, l’organizzazione mondiale delle rinnovabili.

”L’Italia e’ sempre criticata – ha spiegato Pasquali – ma in questo settore siamo all’altezza dei competitori internazionali, con esperienze sia nelle rinnovabili, elettriche e termiche, che nell’efficienza e nella cogenerazione. Abbiamo gia’ centrato gli obiettivi per il 2020 e abbiamo ancora grandi potenzialita”’.

La collaborazione, gia’ in atto, con Irena dovra’ quindi servire per ”aiutare le nostre imprese a crescere e a guadagnare visibilta’ all’estero”.

Per fare sistema il Gse ha avviato un censimento delle aziende che si occupano di rinnovabili e efficienza e, sottolinea ancora Pasquali, ”ne abbiamo gia’ aggregate oltre 1.800”.

ottobre 23, 2011

Incentivi fotovoltaico: è online sul sito del GSE il contatore per ciascun conto energia.

contatore_fotovoltaico

È disponibile sul sito del Gestore dei Servizi Energetici il nuovo contatore fotovoltaico, che indica il valore del costo annuo per ciascun conto energia attivato fino ad ora, non senza polemiche. E i numeri, visibili finalmente a tutti, fanno ben sperare.

Dal primo Conto energia ad oggi, ossia al Quarto, sono 288.091 gli impianti in esercizio, con una potenza installata che supera gli 11 milioni di kW. E il costo annuo ha raggiunto quota 4.876.944.494 euro, quasi 5 miliardi di euro. Tali cifre hanno fatto balzare il nostro paese in testa a livello mondiale nel settore del fotovoltaico, seguito dalla Germania con i suoi 17.300 MW installati nel 2010.

ottobre 1, 2010

Gse: superati i 100.000 impianti fotovoltaici in Italia.

Gse: superati i 100.000 impianti fotovoltaici in Italia

In attesa di vedere, anche in Italia, villaggi come quello rappresentato in foto (il solar settlement di Schlierberg, vicino Friburgo in Germania), si iniziano a registrare anche da noi i primi dati interessanti nel settore del fotovoltaico.

Secondo gli ultimi numeri forniti dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse), infatti, tra vecchio e nuovo conto energia sono 100.200 gli impianti fotovoltaici installati e incentivati in Italia. Dal piccolo tetto fotovoltaico ai grandi parchi fotovoltaici industriali, infatti, l’energia elettrica da fonte rinnovabile fotovoltaica continua a crescere.

Ad oggi, siamo a oltre 1.600 MW installati e, secondo le previsioni del GSE, entro la fine dell’anno si arriverà a superare i 2.500 MW. Nel 2011, inoltre, si dovrebbero aggiungere ulteriori 2.000 MW.

In vetta alla classifica delle regioni fotovoltaiche resta la Lombardia, con 15mila impianti, seguita dal Veneto con 11mila impianti e dall’Emilia Romagna con oltre 9mila impianti. Questo per quanto riguarda il numero delle installazioni, mentre se guardiamo alla potenza complessiva installata vince la Puglia, con 320 MW, ma le solite Lombardia ed Emilia Romagna seguono bene con, rispettivamente, 185 MW e 140 MW.

Nei prossimi mesi, infine, grazie al nuovo conto energia che prevede alcuni vantaggi specifici per la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli solari, il Gse si aspetta un netto incremento del fotovoltaico integrato in tutto il territorio nazionale ma soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

giugno 28, 2010

Energia elettrica: dal Gse la procedura per la tracciabilità delle rinnovabili.

Il Gse (gestore servizi energetici), ha reso nota la procedura che dovranno adottare le aziende produttrici di energia elettrica per comunicare la cosiddetta “fuel mix disclosure”. Si tratta, in pratica, dell’obbligo di comunicare ai clienti il mix di fonti utilizzate per produrre l’energia, dal carbone alle rinnovabili, prevista dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 31 luglio 2009. Un decreto che ha il significativo nome di “Criteri e modalità per la fornitura ai clienti finali delle informazioni sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione dell’energia elettrica fornita, nonché sull’impatto ambientale della produzione”. Una sorta di operazione trasparenza che dovrebbe evitare che alcune società di produzione si vantino di un “parco rinnovabili” che, in realtà, non hanno. Ma non solo, perchè l’energia rinnovabile si può anche acquistare sul mercato e, in questo caso, la trasparenza è ancor più necessaria. Nel dettaglio, come specifica il Gse stesso, gli obbiettivi sono:

identificare il soggetto produttore e la tipologia di fonte rinnovabile utilizzata per la produzione di energia elettrica da certificare; certificare l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e immessa in rete da ciascun produttore; trasferire dal produttore alle imprese di vendita le certificazioni rilasciate dal GSE, secondo principi di trasparenza e di tracciabilità, in modo da garantire che una certificazione risulti sempre nella titolarità di un solo soggetto

Per ottenere tutto ciò il Gse promette di dotarsi a breve di strumenti informatici sufficienti a gestire questa mole, non indifferente, di dati raccolti dalle società di produzione.

febbraio 20, 2010

Eolico: nuove regole dall’autorità per l’energia

Eolico: nuove regole dall'autorit�  per l'energia

L’Autorità per l’energia mette mano alle regole per disciplinare meglio l’eolico. Con due delibere, la ARG/elt 4/10 e la ARG/elt 5/10, l’Autorità ha infatti cambiato l’attuale normativa sugli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili cioè, in pratica, fotovoltaico ed eolico. In realtà, però, il vero oggetto delle delibere è proprio l’energia prodotta dal vento.

La questione saliente che viene disciplinata è, paradossalmente, la non produzione di energia. Come tutti ormai ben sanno spesso e volentieri Terna impone ai gestori degli impianti eolici di fermare la produzione di energia per non compromettere il delicato equilibrio della rete elettrica. La cosa avviene anche per il fotovoltaico, ma per l’eolico è molto più frequente vista la grande produzione di energia delle pale quando il vento fa il suo dovere.

Fino ad oggi, quando Terna imponeva di fermare un impianto, l’energia non prodotta veniva comunque pagata in base alle statistiche di produzione del sito. Ora, invece, il nuovo regolamento affina il metodo: viene introdotta la possibilità da parte del Gestore dei Servizi Energetici (meglio noto con la sigla di GSE) di monitorare in tempo reale i dati sulla produzione effettiva degli impianti e tali dati potranno essere usati in caso di interruzione forzata della produzione per quantificare, tramite un modello matematico appositamente messo a punto, la mancata produzione.