Posts tagged ‘Groenlandia’

aprile 29, 2020

Caldo record: dai Poli all’Equatore la crisi climatica continua senza sosta

Secondo gli scienziati il 2020 si avvia a diventare l’anno più caldo da quando sono in corso le misurazioni. L’allarme è suonato già a gennaio, quando i record di temperatura sono stati superati dall’Antartico alla Groenlandia, lasciando vaste aree senza neve. A febbraio, una base di ricerca in Antartide ha registrato per la prima volta una temperatura di oltre 20°C. All’altro capo del mondo Qaanaaq, in Groenlandia, ha stabilito il record di 6°C in una domenica di aprile.

Nel primo trimestre, il riscaldamento è stato più pronunciato in Europa orientale e in Asia. Nelle ultime settimane, gran parte degli Stati Uniti ha subito un soffocamento. Venerdì scorso, secondo il National Weather Service, il centro di Los Angeles ha raggiunto i 34°C , record per il mese di aprile. Anche l’Australia occidentale ha registrato un caldo record.

Per dare una misura dell’anomalia climatica su tutte, basti pensare che negli ultimi 50 anni nella Penisola antartica le temperature sono aumentate di quasi 3° C e, nello stesso periodo, circa l’87% i ghiaccia lungo la costa dell’Antartide occidentale si sono ritirati, fenomeno che negli ultimi 12 anni è decisamente accelerato. Secondo uno studio pubblicato su Nature siamo in linea con il peggiore scenario climatico previsto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), «Di conseguenza, ciò comporterà un ulteriore aumento di 17 centimetri del livello del mare entro il 2100». Si tratta di un problema enorme non solo per l’Antartide, ma anche  per il resto del mondo. Entro la fine del secolo il livello del mare salirà di 70 cm con 400 milioni di persone a rischio inondazioni costiere ogni anno.

Nel frattempo il Mar Glaciale Artico potrebbe ritrovarsi del tutto libero dai ghiacci in estate anche prima del 2050. Un recente studio condotto dall’Università di Amburgo sostiene che “Anche riducendo le emissioni globali rapidamente in maniera sostanziale, e con ciò riuscendo a rimanere al di sotto dei 2°C di riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali, ciò nonostante il ghiaccio marino nell’Artico potrebbe occasionalmente scomparire in estate anche prima del 2050″. Se le emissioni saranno ridotte in tempi brevi, anni liberi dai ghiacci si verificheranno solo occasionalmente. Se invece continueranno a esserci elevati livelli di emissioni, nessuno di questi nuovi record è destinato a durare.

luglio 18, 2013

Aspettando che arrivi il mare davanti casa mia.

 

Secondo Anders Leverman, dell’Istituto per la ricerca sull’impatto climatico di Potsdam, a un aumento di un grado della temperatura globale corrisponderà l’innalzamento di 2,3 metri delle acque marine 

Levermann è stato fra i primi a mettere in relazione le prove della storia del clima con simulazioni al computer di fattori che contribuiscono a un aumento del livello del mare: l’espansione termica degli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai di montagna e di Groenlandia ed Antartide. 

Siamo fiduciosi riguardo alla solidità della nostra stima grazie alla combinazione fra la fisica e i dati che abbiamo utilizzato. Con questo modello crediamo di avere fissato un punto di riferimento di quanto il livello del mare aumenterà in relazione all’aumento della temperatura,aha spiegato Levermann. Nell’ultimo secolo il livello marino è aumentato di 17 centimetri, ma  negli ultimi tempi c’è stata una accelerazione a 3 millimetri l’anno. Un terzo dell’attuale aumento è dovuto allo scioglimento delle masse di ghiaccio di Groenlandia e Antartide. 

 

 

novembre 20, 2012

Groenlandia, meno 200 miliardi tonnellate ghiaccio in 9 anni.

Groenlandia, meno 200 miliardi tonnellate ghiaccio in 9 anni Groenlandia, meno 200 miliardi tonnellate ghiaccio in 9 anni

ROMA – L’aumento della temperatura ha fatto perdere alla Groenlandia 200 miliardi di tonnellate di ghiaccio in nove anni, tra aprile 2002 e agosto 2011. Le zone maggiormente soggette allo scioglimento sono state le coste di sud-est e nord-ovest, lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Pnas e condotto da Christopher Harig e Simons Frederik dell’Universita’ di Princeton, negli Stati Uniti.

A fornire i dati agli studiosi la coppia di satelliti del progetto Gravity Recovery Experiment and Climate (GRACE), un programma di osservazione spaziale gestito della NASA e dell’Agenzia spaziale tedesca (DLR) il cui scopo e’ di raccogliere informazioni sulla gravita’ della Terra. ”In questo studio abbiamo individuato la distribuzione spaziale della perdita di ghiaccio” spiega Harig ”con cui si osserva chiaramente la separazione tra queste regioni e le loro variazioni di massa nel corso del tempo”.

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luglio 20, 2012

Groenlandia, la foto del gigantesco iceberg che si stacca dal Ghiacciaio Petermann.

Grazie al satellite Aqua in orbita polare e che effettua più passaggi al giorno, è stato possibile per la NASA fotografare il distacco di un enorme iceberg dal ghiacciaio Petermann in Groenlandia. La foto la vedete in alto in tutto il suo splendore.

Il distacco è avvenuto tra il 16 e 17 luglio scorsi e la massa di ghiaccio misura circa 120 Kmq. Nel 2010 si ebbe un precedente e imponente distacco di altro ghiaccio con un iceberg doppio rispetto a quello attuale sempre fotografato dalla NASA: misurava circa 260Kmq.

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maggio 29, 2012

Medio evo prossimo venturo.

In alto il documentario che immagina lo scenario sul Pianeta con il realizzarsi dei cambiamenti climatici, partendo da dati scientifici. Prosegue così l’impegno dell’ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel recupero di documentari realizzati dall’Istituto o a cui vi ha preso parte.

Questa la sinossi:

Nell’ultimo secolo la temperatura globale è aumentata di 0.7°C. Nei prossimi 100 anni, a seconda di quanto gas serra l’uomo immetterà nell’atmosfera, le previsioni ipotizzano un ulteriore riscaldamento, compreso fra 1.1 ed oltre 6°C. L’intera coltre glaciale della Groenlandia potrebbe scomparire ed il livello globale dei mari si innalzerebbe, in conseguenza di ciò, di oltre 6 metri. Si tornerebbe così al paesaggio di 125 mila anni fa. Il film compie un viaggio fra i continenti e gli oceani del pianeta per spiegare i meccanismi del cambio climatico, le conseguenze e le possibili soluzioni.

marzo 14, 2012

Groenlandia, addio ghiacciai.

Detail-ghiacci groenlandia

1,6 gradi centigradi, la metà di quanto creduto finora. È sufficiente che le temperature si innalzino di tanto rispetto ai valori dell’epoca preindustriale perché i ghiacciai della Groenlandia scompaiano del tutto. Trasformandosi in acqua, e di conseguenza aumentando di alcuni metri i livelli di mari e oceani, ripercuotendosi – oltre che sulla fauna e alla flora – anche sulla vita delle popolazioni che vivono lungo le coste. È quanto sostengono i ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), in Germania, e della Universidad Complutense di Madrid in uno studio pubblicato su Nature Climate Change.

Per determinare quale fosse la soglia critica di scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia, gli scienziati si sono affidati a una simulazione climatica al computer. Secondo le previsioni di un report del 2007 dell’Intergovernamental Panel on Climate Change l’aumento della temperatura necessario a innescare lo scioglimento dei ghiacciai sarebbe di 3,1° C (rispetto ai valori preindustriali è stato registrato già un +0,8° C). Un dato sovrastimato, secondo i ricercatori tedeschi, per i quali i ghiacciai della Groenlandia sarebbero molto più sensibili al riscaldamento globale. Le nuove simulazioni infatti sostengono che basterebbe un rialzo delle temperature di appena 1,6° C in media (il range è tra 0,8 e 3,2°C) perché i blocchi di ghiaccio si liquefacciano, scomparendo quindi in un tempo minore a quello ipotizzato.

giugno 24, 2011

Clima: scoperti 6 punti critici pianeta.

L’equilibrio climatico del pianeta dipende da sei punti critici e in almeno uno di questi, la calotta dell’Antartico occidentale, il processo di ”destabilizzazione” potrebbe essere gia’ cominciato: e’ la conclusione di un nuovo studio dell’Istituto tedesco di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (Pik), secondo il quale le aree piu’ ”vulnerabili” al riscaldamento globale sono i ghiacciai artici e alpini.

Anders Levermann, un ricercatore del Pik e autore principale dello studio, sembra particolarmente preoccupato per il futuro della calotta di ghiaccio nel Mare di Amundsen, in Antartide. Lo scienziato non esclude, infatti, che la ”destabilizzazione” di questa zona sia gia’ in corso.

Il lavoro fornisce una nuova valutazione dello stato attuale delle sei ”regioni potenzialmente instabili nel sistema climatico” mondiale, che nello studio vengono denominate ‘tipping elements’, cioe’ punti critici, capaci appunto di destabilizzare l’equilibrio climatico mondiale.

Oltre alla calotta dell’Antartico occidentale e ai ghiacciai artici e alpini, ci sono la calotta glaciale della Groenlandia, la circolazione atlantica termoalina e l’ozono stratosferico dell’emisfero Nord.

dicembre 27, 2010

D’inverno farà sempre più freddo.

Gli esperti non hanno dubbi: Europa del nord, Nord America e Asia orientale per i prossimi anni devono aspettarsi inverni sempre più freddi, piovosi e anche nevosi, come quello cioè, che si è avuto a cavallo tra il 2009 e il 2010. Ecco perché   

L’INVERNO appena iniziato in Italia è stato preceduto da un periodo di gelo non facile da dimenticare. E sembra che nuove ondate di freddo siano alle porte. Se facciamo memoria poi, non sarà difficile ricordare quanto freddo, soprattutto al centro nord, si è dovuto patire durante l’inverno scorso. E se ci si sposta più a nord del pianeta, verso la Francia settentrionale e l’Inghilterra la situazione è stata ancor più tremenda. Paradossalmente invece, in Groenlandia e nel Nord del Canada la situazione è opposta: le temperature sono sopra le medie. Ma come è possibile ciò se il pianeta si sta riscaldando sempre più? Sembrerà strano, ma la situazione rientra perfettamente in un quadro di un pianeta sempre più caldo. Europa del nord, Nord America e Asia orientale per i prossimi anni devono aspettarsi inverni sempre più freddi, piovosi e anche nevosi. Come quello che si è avuto a cavallo tra il 2009 e il 2010.

La causa è da ricercare molto più su rispetto alla fascia del pianeta interessata dal freddo, bisogna cioè salire in prossimità del Polo Nord. Qui l’area artica si sta riscaldando come in nessuna altra parte del pianeta, al punto che la temperatura degli ultimi anni è cresciuta mediamente di due volte rispetto al resto del pianeta. Ciò causa una variazione sulla pressione atmosferica al Polo Nord che a sua volta determina una variazione della circolazione atmosferica che porta venti freddi a scendere verso sud. “Ciò

settembre 1, 2010

Attivisti di Greenpeace attaccano piattaforma petrolifera in Groenlandia.

Attivisti di Greenpeace sono riusciti a scalare la piattaforma petrolifera Stena Don, situata nelle gelide acque al largo della Groenlandia, eludendo l’imponente schieramento militare della marina danese.
Secondo quanto rende noto la stessa associazione, i quattro esperti climber, provenienti da Stati Uniti, Finlandia, Germania e Polonia, sono riusciti a bloccare le operazioni di perforazione e sono equipaggiati per rimanere appesi sulla piattaforma diversi giorni.
”Le grandi compagnie petrolifere devono restare fuori dall’Artico. Piattaforme come questa, impegnate in esplorazioni petrolifere – avverte Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace – potrebbero far scattare la scintilla della corsa al petrolio nell’Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale. Il disastro del Golfo del Messico ha chiaramente dimostrato che e’ tempo di liberarci della schiavitu’ del petrolio”.
”Se gli attivisti riusciranno a bloccare tali operazioni anche per pochi giorni sara’ difficile per la compagnia britannica Cairn Energy – riferisce Greenpeace – terminare le attivita’ di esplorazione prima dell’arrivo dell’inverno, quando le rigide condizioni ambientali renderanno impossibile ogni attivita’ di ricerca di petrolio”.(ANSA)

agosto 24, 2010

L’UE bandisce la caccia alle foche.

 

La caccia commerciale alle foche è regolarmente praticata in Russia, Groenlandia, Norvegia e Islanda ma è soprattutto in Canada dove avviene il maggior massacro di mammiferi marini (in media 200.000 l’anno, prevalentemente cuccioli tra le 2 e le 12 settimane di vita).

Foto di foche artiche

L’Unione Europea ha reso in questi giorni applicativo l’embargo deciso nel luglio del 2009 sui prodotti derivati dalla foca. I prodotti di foca vietati comprendono carne, olio, grasso, organi, pelli per pellicceria e articoli derivati, come le capsule di Omega 3 (in vendita da 10 anni in Canada, Europa e Asia).