Posts tagged ‘Greenpeace’

ottobre 6, 2013

Salvare le api? Può servire anche un fiore sul davanzale.

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Vuoi salvare le api? Fallo piantando un fiore. È il consiglio di Greenpeace che, attraverso la campagna “Salviamo le api”, da tempo cerca di sensibilizzare anche il pubblico italiano alla tutela di questi importantissimi insetti. Che, insieme a bombi, farfalle, mosche, permettono il processo naturale di impollinazione. «Senza gli insetti im…Visualizza altro

— con Renato Vitali e Daniela Massignan

settembre 24, 2013

Greenpeace alla riscossa.

 

MOSCA – Il comitato investigativo russo ha aperto un’inchiesta per pirateria contro i militanti di Greenpeace – tra cui un italiano – che hanno assaltato una piattaforma petrolifera di Gazprom nell’Artico e che verranno perseguiti ”indipendentemente dalla loro nazionalita”’: lo ha detto il portavoce Vladimir Markin.

L’attivista italiano di Greenpeace si chiama Cristian D’Alessandro, entrato a far parte dell’ equipaggio internazionale delle navi dell’associazione ambientalista a inizio 2013, dopo vari anni di volontariato nel Gruppo Locale di Napoli. E’ stato fermato dalle autorità russe insieme ad altri 29 militanti di Greenpeace e membri dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise, dopo le proteste contro la piattaforma Prirazlomnaya di Gazprom. Il reato di pirateria, contestato agli attivisti, prevede fino a 15 anni di carcere.

La nave rompighiaccio di Greenpeace Sunrise è arrivata nella rada di Murmansk, nell’estremo nord russo. A prenderne possesso era stato un commando della guardia costiera, che aveva agito sparando anche alcuni colpi in aria come avvertimento. Alcuni attivisti che avevano tentato di salire sulla piattaforma erano stati fermati e trattenuti per qualche ora. La nave, battente bandiera olandese, e’ stata poi rimorchiata a Murmansk.

giugno 30, 2013

Stop al carbone: danno per clima, salute, economia

Manifestazione a Istanbul contro l'uso di carbone (fonte Greenpeace) Manifestazione a Istanbul contro l’uso di carbone (fonte Greenpeace)

ROMA – Da Istanbul (Turchia) a Melbourne (Australia), da Leipzig (Germania) a Mindanao (Filippine), in 60 citta’ di dodici Paesi diversi, si e’ tenuta ieri la prima manifestazione globale ‘End the age of coal’ per dire stop all’era del carbone e dare inizio a una rivoluzione energetica fatta di fonti rinnovabili ed efficienza. In Italia si e’ manifestato a Bari, Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Padova e Palermo per consegnare al passato una fonte energetica il cui utilizzo e’ il primo fattore di alterazione del clima, ricorda Greenpeace.

Da una settimana, a Istanbul, oltre 500 attivisti provenienti da tutto il mondo stanno lavorando per dare vita a una campagna globale contro il carbone. Il ‘Global Power Shift’, questo il titolo del meeting, e’ stato promosso da 350.org con la collaborazione di 45 associazioni tra cui Greenpeace. Ieri in Turchia e’ partita una protesta con oltre 3.000 persone, tra cui il direttore di Greenpeace International Kumi Naidoo.

”L’opposizione al carbone, la fonte energetica piu’ dannosa per il clima e la salute umana, e’ ormai un dato globale” afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. ”Dalla Turchia, un Paese minacciato da una forte espansione del carbone, sta partendo un’onda di protesta che non si fermera”’.

giugno 29, 2013

Contro il carbone: danno per clima, salute, economia.

ROMA – Il mondo si mobilita oggi per la prima volta contro il carbone ritenuto un ”danno per il clima, la salute e l’economia”. Mentre su twitter l’hashtag #endcoal viaggia verso livelli trend, sul sito ‘endtheageofcoal.org’ si possono avere informazioni per la Giornata mondiale contro la fonte fossile ”piu’ inquinante”. Al grido ‘End the age of coal’, slogan della manifestazione per ‘spegnere’ la fonte energetica ”piu’ sporca che ci sia”, partecipano sia il Wwf che Greenpeace.

Ora, se a livello internazionale i segnali sulla lotta alle emissioni di CO2 (di cui il carbone viene ritenuto il primo responsabile) sono in questi giorni distensivi, specie dopo l’annuncio di un Piano verde da parte di Barack Obama, in Italia – affermano Wwf e Greenpeace – se ne fa un uso ancora troppo alto. La richiesta e’ di ”consegnare al passato una fonte energetica pericolosa per la salute e il clima”.

giugno 21, 2013

Ambientalisti e agricoltori, divieto definitivo per Ogm.

Manifestazione a Roma Manifestazione a Roma

ROMAU – “Italia libera dagli Ogm”. Lo chiedono a gran voce ambientalisti e associazioni agricole che hanno manifestato oggi davanti a Palazzo Montecitorio a Roma per spingere il governo a varare un divieto definitivo alla coltivazione di organismi geneticamente modificati in Italia, dopo la semina di mais Mon810 in Friuli Venezia Giulia, “iniziata da un vuoto legislativo”.

In pericolo, secondo la ‘Task force per un’Italia libera da ogm’, a cui hanno aderito una trentina di associazioni del mondo agricolo e ambientale tra cui Coldiretti, Greenpeace, Legambiente e Slow Food, c’é l’identità stessa del Made in Italy, con l’unicità dei prodotti italiani, e per questo chiedono in particolare l’adozione immediata della clausola di salvaguardia per l’agricoltura italiana “come hanno già fatto 8 Stati membri dell’Ue”. Richiesta alla quale hanno fatto eco positivamente tra gli altri il dei Vepresidente rdi Angelo Bonelli e il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi. E che, ricorda Coldiretti, trova favorevoli quasi 8 italiani su 10 (76%). Tanti sono i contrari, infatti, secondo un recente sondaggio, all’utilizzo di organismi geneticamente modificati, aumentati del 14% rispetto allo scorso anno.

Mag 12, 2013

Record assoluto di concentrazione Co2, raggiunto il livello massimo degli ultimi 3 milioni di anni.

Record assoluto di concentrazione Co2, raggiunto il livello massimo degli ultimi 3 milioni di anni

 

 

Secondo le ultime rilevazioni del Noaa, National Oceanic and Atmosferic Administration, riferite dall’associazione Greenpeace, la concentrazione dell’anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto un record poco inviciabile, superando le 400 parti per milione (ppm): non succedeva da ben 3 milioni di anni.

 

Tuttavia, è innegabile che le cattive abitudini umane post-rivoluzione industriale non hanno fatto un gran bene al pianeta, portandolo indietro di ben 3 milioni di anni, quando l’homo sapiens si arrampicava ancora sugli alberi: la Noaa, che è uno degli enti ambientali più accreditati negli Stati Uniti, traccia una realtà brutta, pericolosa, poco edificante per l’intelligenza umana:

 

Gli attuali livelli di concentrazione di CO2 in atmosfera furono raggiunti tra i 3,2 e i 5 milioni di anni fa: quando le temperature medie erano tra i 3 e i 4 gradi centigradi più alte di adesso e le regioni polari più calde di 10 gradi centigradi rispetto a oggi. L’estensione dei ghiacci era molto limitata, rispetto a quella attuale, e il livello dei mari tra i 5 e i 40 metri più alto.

 

ha spiegato Greenpeace. In realtà, questo non viene spiegato da nessuno, i rilievi Noaa sono stati effettuati tutti al Mauna Loa Observatory, nelle isole Hawaii, e quindi riguarda quella specifica zona del pianeta; certo è che, nonostante la circoscrizione delle indagini, l’allarme è di quelli importanti.

aprile 29, 2013

Blitz di Greenpeace nel Canale di Sicilia.

Segni lasciati dalla pesca a strascico sul fondale marino (immagine archivio) Segni lasciati dalla pesca a strascico sul fondale marino (immagine archivio)

PALERMO – Blitz nel Canale di Sicilia della nave di Greenpeace “Arctic Sunrise” che ha intercettato una coppia di “volanti”, imbarcazioni che usano reti a strascico semipelagiche per la pesca delle acciughe e delle sardine. Due attivisti si sono tuffati in mare con grandi boe per fermare simbolicamente questi pescherecci che stanno distruggendo le risorse ittiche grazie a una “licenza sperimentale” che viene rinnovata ogni sei mesi dal Ministero delle Politiche Agricole.

Altri attivisti, su un gommone, si sono affiancati alle volanti, mostrando due striscioni: “Questa pesca svuota il mare” e “Esperimento pericoloso”.

La popolazione delle acciughe nel Canale di Sicilia è ormai al limite del collasso e secondo i dati della Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo (CGPM) della FAO, negli ultimi tre anni in media si sono pescate circa 5.160 tonnellate di acciughe, quasi il doppio del massimo sostenibile (solo 2.359 tonnellate).

aprile 15, 2013

Da Greenpeace bandiera al Polo Nord, creare ‘Santuario Artico’

La sequenza di foto dell'operazione degli attivisti di Greenpeace al Polo Nord La sequenza di foto dell’operazione degli attivisti di Greenpeace al Polo Nord

ROMA – Una bandiera di titanio piantata a quattro chilometri di profondita’ sul fondo dell’oceano, nel punto piu’ a Nord del Pianeta. Dopo quasi otto giorni di cammino sui ghiacci artici, gli attivisti di Greenpeace hanno raggiunto il Polo Nord geografico e, dopo aver praticato un buco nello strato di ghiaccio, hanno calato una capsula di titanio e vetro sul fondale con la bandiera. Insieme ai rappresentati delle comunita’ indigene dell’Artico, con questo gesto gli attivisti hanno simbolicamente reclamato l’area come patrimonio di tutta l’umanita’, chiedendo l’istituzione di un Santuario Globale per la protezione dell’Artico.

All’interno della capsula, rende noto l’associazione ambientalista, ci sono i quasi tre milioni di nomi di coloro che, in ogni parte del mondo, hanno firmato per difendere l’Artico dalle esplorazioni petrolifere e dalla pesca industriale ed eccessiva. Una telecamera installata sulla capsula ha registrato le immagini della discesa sul fondale.

marzo 22, 2013

Stiamo uccidendo il pianeta.

Una balenottera di 17m per 2,5 tonnellate è stata ritrovata a Rosignano, vicino Cecina, lungo litorale livornese, spiaggiatasi a due passi da uno stabilimento balneare: il cetaceo, avvistato da giorni, è arrivato a terra il 19 marzo scorso, già morto.

Balena spiaggiata in Toscana: una morte annunciata dai delfini

Questo è solo l’ennesimo episodio di un cetaceo, dopo che oltre 80 stenelle striate (un tipo di delfino dei nostri mari), morte lungo le nostre coste tirreniche; le cifre del 2013 hanno sballato completamente ogni statistica precedente: non si era mai vista una morìa simile.

Si avvicinava alla spiaggia con un movimento irreale, sospinta da onde e correnti: era già morta poveretta

è la triste testimonianza di alcuni pescatori toscani al Corriere della Sera. La balenottera era morta da giorni, ben prima di spiaggiarsi a Rosignano; per morire ha scelto un tratto di mare e di spiaggia del cosiddetto Santuario dei cetacei; niente di così strano, per carità, ma la morìa di delfini che ha preceduto il decesso di questo grande cetaceo ha fatto saltare la mosca al naso, ormai da settimane, al Ministero dell’Ambiente ed alla Rete nazionale spiaggiamenti marittimi.

Esperti dell’Arpat e alcuni veterinari e biologi marini dell’Università di Padova hanno effettuato prelievi di tessuto dalla balena e già domani si dicono possibilisti di ottenere qualche notizia in più in merito a questo ennesimo misterioso decesso: il sospetto che si tratti della stessa forma di morbillo (dolphin morbillivirus) che ha colpito le stenelle è fortissimo: il fatto che si tratti in entrambe le fattispecie (stenelle e balenottera) di cetacei da, senza ulteriori elementi, quasi una conferma di questa infezione.

Inizialmente era stato ipotizzata la responsabilità del photobacterium damselae ma, per esser chiari e onesti, gli studiosi non sono ancora riusciti completamente a raccapezzarsi sulla questione.

Una morte decisamente annunciata, visti i trascorsi degli ultimi 3 mesi e mezzo, ma che viene assorbita come una specie di cataclisma naturale, nella totale incapacità di dare risposte concrete sulle cause e le soluzioni. Anche Greenpeace parla di una morte annunciata, provocata dall’inquinamento.

ottobre 24, 2012

Greenpeace contesta le misurazioni delle radiazioni a Fukushima.

contesta le misurazioni delle radiazioni a FukushimaGreenpeace ha lanciato l’allarme sui livelli di radiazioni intorno alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, travolta lo scorso anno da un tsunami causato da un terremoto sottomarino.

Secondo l’associazione ambientalista internazionale il Governo giapponese sta peccando in scarsa trasparenza in merito ai rilievi di radiazioni nelle aree territoriali adiacenti alla centrale nucleare, sottovalutando i rischi per la salute della popolazione derivanti dalle stesse e, contesta Greenpeace, gestendo le attività di decontaminazione in modo piuttosto frammentario e mal organizzato.

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